L’artigianato è sempre stato uno dei principali settori
dell’economia italiana ed è sinonimo di qualità; tanto che
è proprio l’artigianato la base del Made in Italy.
Quando Vittorio Fumagalli, pellettiere e proprietario di un
piccolo laboratorio di Montesiro, nella provincia di Monza
e Brianza, ormai amico di famiglia, mi parlò della situazione
economica del suo laboratorio, che come molte
piccole aziende ha subito gli effetti della congiuntura
economica negativa che da qualche anno sta mettendo
in ginocchio molte imprese italiane; subito ho pensato a
come trovare una buona strategia per rimetterlo in piedi
attraverso il design.
Da qui è nata la mia tesi, che consiste in un riposizionamento
del suddetto laboratorio.
Il procedimento che ho seguito, quindi la tesi stessa, si
può considerare suddivisa in tre parti: una di analisi, una
di ricerca e infine il progetto.
Come prima cosa ho osservato il contesto culturale nel
quale ci troviamo e nel quale opera l’azienda di Vittorio,
analizzando la situazione economica lombarda, che è
nettamente in ripresa, ed indagando ho scoperto che
molte imprese artigiane lombarde, appartenenti a qualsiasi
ambito, hanno investito maggiormente sull’innovazione
dell’azienda, tramite diverse azioni che toccano i prodotti
o i processi o altri ambiti aziendali; ed osservando
le statistiche salta subito all’occhio che il rendimento di
queste aziende è nettamente superiore.
L’innovazione è sicuramente la strada da percorrere, ma
su che livello?
Così ho iniziato la fase di ricerca, per comprendere che
tipo d’innovazione intraprendere; ho osservato il contesto
culturale attuale, in cui la componente tecnologica sta
ridisegnando gli equilibri economici del nostro Paese.
Tra le tecnologie le additive manufacturing specialmente
stanno minacciando, con la loro sempre più larga diffusione,
le tradizioni tramandate di secolo in secolo; ma non
solo: hanno dato inizio al fenomeno culturale dei Makers,
un movimento di persone che si piazzano a metà tra design,
artigianato e fai-da-te; delle figure polivalenti il cui
termine migliore per definirle è artigiani digitali.
Fatto sta che questo fenomeno prende piede, secondo
molti economi questo movimento sarà alla base della
terza Rivoluzione Industriale e minaccia le figure consolidate
degli artigiani, che di fronte ai mezzi ultra-tecnologici
utilizzati dai Makers, appaiono obsoleti e superati.
L’artigianato quindi è destinato all’estinzione?
Perdere il lavoro artigiano in nome dell’evoluzione non è
un impoverimento culturale?
Da queste domande è nata la mia riflessione su che caratteristiche
dovrebbe avere un prodotto per risollevare il
laboratorio.
Di conseguenza ho indagato le nuove figure degli artigiani
digitali e come questi possano allearsi con le figure
tradizionali del lavoro artigiano, per portare i loro valori
antichi nell’attualità e non essere declassati di fronte alle
nuove tendenze digitali: la strategia è quindi quella di alleare
il laboratorio con i Makers e creare prodotti ibridi.
Con questo nuovo impianto nel laboratorio, parte il mio
progetto, che si sviluppa su tre livelli:
1
Il prodotto: diverso da quello tradizionalmente prodotto
dal laboratorio;
2
L’immagine: con il riposizionamento nasce un piccolo
marchio artigianale, che ho chiamato Flab, di cui ho
studiato l’immagine coordinata, tenendo come riferimenti
principali per i competitors marchi di design che si cimentano
nella produzione di accessori moda in stampa 3D;
3
Strategia commerciale: attraverso un business plan, ho
studiato i canali distributivi e promozionali più adatti, e
infine un piano di costi, necessario per la pianificazione
della produzione.
The craft has always been one of the main sectors
Italian economy and is synonymous with quality; so that
it is the basis of the crafts made in Italy.
When Vittorio Fumagalli, leather goods and the owner of a
small laboratory Montesiro, in the province of Monza
and Brianza, now family friend, told me about the situation
economic of his laboratory, that as many
small business has suffered the effects of the economic
economic negative for some years is putting
kneeling many Italian companies; I immediately thought of
how to find a good strategy to put it back together
through design.
Hence was born my thesis, which consists of a repositioning
of that laboratory.
The procedure that I followed, then the thesis itself,
can be considered in three parts: an analysis, a
research and finally the project.
I first observed the cultural context in
where we are and in which the company operates Vittorio,
analyzing the economic situation of Lombardy, which is
sharply in the second half, and investigating I discovered that
many small businesses in Lombardy, belonging to any
scope, have invested on innovation
company, through various actions that touch the products
or processes, or other areas of the company; and observing
statistics immediately evident that the performance of
these companies is considerably higher.Innovation is definitely the way to go, but
on that level?
So I started the research phase, to understand that
type of innovation undertaken; I observed the context
cultural current, in which the technological component is
redesigning the economic balance of our country.
Among the technologies the additive manufacturing especially
are threatening, with their increasingly widespread,
the traditions handed down from century to century; but not
only that they have started the cultural phenomenon of the Makers,
a movement of people who are placed halfway between design,
crafts and do-it-yourself; of Figures polyvalent whose
better term to define them is digital artisans.
The fact is that this phenomenon takes hold, according
many economists this movement will be the basis of
Third Industrial Revolution and threatens the consolidated figures
craftsmen, who in the face of ultra-technological means
used by Makers, appear obsolete and outdated.
The craft then is doomed to extinction?
Losing a job craftsman in the name of evolution is not
a cultural impoverishment?
From these questions was born my reflection on what features
should have a product to raise the
laboratory.
Therefore I have investigated the new figures of craftsmen
digital and how they can ally with the figures
traditional craftsmanship, to bring their values
old in the present and not be downgraded in the face of
new digital trends: the strategy is therefore to ally
the laboratory with the Makers and create hybrid products.
With this new system in the laboratory, part of my
project, which is on three levels:
1
The product: different from that traditionally produced
from the laboratory;
2
The image: the repositioning was born a small
trademark craftsmanship, I called Flab, which I
studied the corporate image, taking as references
main competitors for the designer brands that compete
in the production of fashion accessories in 3D printing;
3
Business strategy: through a business plan, I
studied the distribution channels and promotional most suitable, and
Finally, a plan of cost, necessary for planning
of production.