L'area in cui si inserisce il progetto è quella di piazzale Lodi, a cavallo della Zona 4 e Zona 5 del comune di Milano e più precisamente del n° civico 39, l'ex Cinema Maestoso, chiuso nel 2007 e da quel momento rimasto in disuso. L'isolato di Piazzale Lodi, situato sulla Circonvallazione Esterna e poco distante da Porta Romana, è dotato di un livello di accessibilità urbana ed extraurbana molto alto. A pochi metri di distanza sono situate le fermate dei mezzi di superficie, della metro e la stazione dei treni, che pertanto rendono ben collegata la zona sia con il centro di Milano che con la periferia della zona sud-est della città. Attraverso un accurata analisi si sono evidenziate le diverse potenzialità della zona; infatti, oltre ad essere ottimamente servito dai mezzi di superficie e dalla metropolitana si trova limitrofo al quartiere di Porta Romana, circuito cittadino di forte richiamo mondano e culturale. Inoltre, il vicino scalo è interessato da un intervento di trasformazione urbana (ATU), caratterizzato da un progetto di un ampia zona verde a parco pubblico e diverse funzioni legate alla residenza e all'università. Studiando, pertanto, quelle che sono le funzioni pubbliche principali nell'area è stata riscontrata una forte presenza di attività legate all'arte della danza e della musica e dello spettacolo. In particolare, si è vista nell'area circostante, la numerosa presenza di scuole di danza e teatri. Per questo, attraverso il progetto di riuso dell'ex cinema, ci si è voluti dedicare alla realizzazione di uno spazio dedicato a quest'arte performativa, la danza, e allo spettacolo. In particolare ci si è concentrate su una particolare disciplina, il teatro-danza, che racchiude al suo interno anche una componente teatrale, recitativa. In esso vengono innestati elementi propri della danza non accademica d'inizio secolo, ovvero della danza moderna, della danza libera e talvolta del mimo e del cabaret. Il riferimento al teatro si rivolge perciò solo in apparenza alla "dimensione teatrale" della danza che è propria del balletto romantico. Si tratta, al contrario, del recupero di una dimensione primordiale del rapporto tra gesto e azione e tra gesto e parola. Il teatro-danza, perciò, è una forma di danza spesso allegorica, che fa uso di simboli, fortemente animata dalla fusione tra teatro e arti figurative. Ci siamo volute dedicare a questa disciplina, che appunto è caratterizzata da un'interazione di diverse arti, in quanto vogliamo che lo spazio che andiamo a realizzare diventi un luogo di incontro delle diverse discipline artistiche, danza, canto e recitazione, e allo stesso tempo diventi il fulcro di questo circuito di scuole di danza che si è riscontrato nell'area. Il progetto si svolge per parti: la Scuola e lo Spettacolo. La Scuola è divisa , anche spazialmente, in una zona dedicata allo studio della danza, in aule che si sviluppano all'interno della torre scenica, e in una zona dedicata allo studio teorico della disciplina artistica, con piccola biblioteca e aula per video-lezioni, e di canto e recitazione, area in testa all'edificio e che, attraverso l'inserimento di nuovi volumi, prende un inclinazione diversa rispetto all'asse dell'edifico, allineandosi a corso Lodi, andando a sottolineare anche dall'interno la funzione diversa che vi si svolge. Lo Spettacolo, spazio di unione tra le varie discipline e aree della Scuola, è posizionato al centro delle due differenti zone che costituiscono la scuola, e vuole essere il fulcro del progetto. Costituito da due palcoscenici, quello principale, esistente, di dimensioni maggiori, e quello secondario, più piccolo, che possono essere usati in occasioni differenti o contemporaneamente a seconda dello spettacolo, questo spazio è caratterizzato da una parte di palco formato da piattaforme mobili, utilizzate per ampliare lo spazio del palco e creare diverse configurazioni di spettacolo e scendendo al piano interrato per diventare luogo di prova, a vista, per gli spettacoli che vi si svolgeranno.
Teatro-danza a Milano. Teatro dell'esperienza, danza della vita
GENC, CEYDA;USVARDI, DILETTA
2014/2015
Abstract
L'area in cui si inserisce il progetto è quella di piazzale Lodi, a cavallo della Zona 4 e Zona 5 del comune di Milano e più precisamente del n° civico 39, l'ex Cinema Maestoso, chiuso nel 2007 e da quel momento rimasto in disuso. L'isolato di Piazzale Lodi, situato sulla Circonvallazione Esterna e poco distante da Porta Romana, è dotato di un livello di accessibilità urbana ed extraurbana molto alto. A pochi metri di distanza sono situate le fermate dei mezzi di superficie, della metro e la stazione dei treni, che pertanto rendono ben collegata la zona sia con il centro di Milano che con la periferia della zona sud-est della città. Attraverso un accurata analisi si sono evidenziate le diverse potenzialità della zona; infatti, oltre ad essere ottimamente servito dai mezzi di superficie e dalla metropolitana si trova limitrofo al quartiere di Porta Romana, circuito cittadino di forte richiamo mondano e culturale. Inoltre, il vicino scalo è interessato da un intervento di trasformazione urbana (ATU), caratterizzato da un progetto di un ampia zona verde a parco pubblico e diverse funzioni legate alla residenza e all'università. Studiando, pertanto, quelle che sono le funzioni pubbliche principali nell'area è stata riscontrata una forte presenza di attività legate all'arte della danza e della musica e dello spettacolo. In particolare, si è vista nell'area circostante, la numerosa presenza di scuole di danza e teatri. Per questo, attraverso il progetto di riuso dell'ex cinema, ci si è voluti dedicare alla realizzazione di uno spazio dedicato a quest'arte performativa, la danza, e allo spettacolo. In particolare ci si è concentrate su una particolare disciplina, il teatro-danza, che racchiude al suo interno anche una componente teatrale, recitativa. In esso vengono innestati elementi propri della danza non accademica d'inizio secolo, ovvero della danza moderna, della danza libera e talvolta del mimo e del cabaret. Il riferimento al teatro si rivolge perciò solo in apparenza alla "dimensione teatrale" della danza che è propria del balletto romantico. Si tratta, al contrario, del recupero di una dimensione primordiale del rapporto tra gesto e azione e tra gesto e parola. Il teatro-danza, perciò, è una forma di danza spesso allegorica, che fa uso di simboli, fortemente animata dalla fusione tra teatro e arti figurative. Ci siamo volute dedicare a questa disciplina, che appunto è caratterizzata da un'interazione di diverse arti, in quanto vogliamo che lo spazio che andiamo a realizzare diventi un luogo di incontro delle diverse discipline artistiche, danza, canto e recitazione, e allo stesso tempo diventi il fulcro di questo circuito di scuole di danza che si è riscontrato nell'area. Il progetto si svolge per parti: la Scuola e lo Spettacolo. La Scuola è divisa , anche spazialmente, in una zona dedicata allo studio della danza, in aule che si sviluppano all'interno della torre scenica, e in una zona dedicata allo studio teorico della disciplina artistica, con piccola biblioteca e aula per video-lezioni, e di canto e recitazione, area in testa all'edificio e che, attraverso l'inserimento di nuovi volumi, prende un inclinazione diversa rispetto all'asse dell'edifico, allineandosi a corso Lodi, andando a sottolineare anche dall'interno la funzione diversa che vi si svolge. Lo Spettacolo, spazio di unione tra le varie discipline e aree della Scuola, è posizionato al centro delle due differenti zone che costituiscono la scuola, e vuole essere il fulcro del progetto. Costituito da due palcoscenici, quello principale, esistente, di dimensioni maggiori, e quello secondario, più piccolo, che possono essere usati in occasioni differenti o contemporaneamente a seconda dello spettacolo, questo spazio è caratterizzato da una parte di palco formato da piattaforme mobili, utilizzate per ampliare lo spazio del palco e creare diverse configurazioni di spettacolo e scendendo al piano interrato per diventare luogo di prova, a vista, per gli spettacoli che vi si svolgeranno.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/10589/109370