Il presente lavoro di tesi analizza l’impatto delle ICT sui modelli organizzativi e di business degli Studi delle professioni giuridiche d’impresa (Avvocati, Commercialisti, Consulenti del Lavoro e Studi Multidisciplinari). Queste Professioni sono importanti per il sistema economico nazionale, perché servono circa 3,5 milioni di imprese, soprattutto di micro e piccola dimensione. Queste aziende si appoggiano ai Professionisti per coprire gap di natura gestionale e di competenze specialistiche in alcune aree. Si comprende, quindi, perché questi Professionisti vadano visti nella loro capacità di erogare non solamente servizi fiscali, amministrativi e giuridici ma anche come veicolo di cultura gestionale, in grado di far crescere le imprese clienti. In Italia esistono circa 153 mila Studi, prevalentemente di piccole dimensioni. Dall’analisi dei dati e da quella empirica degli studi di caso è emerso che il livello di informatizzazione degli Studi è mediamente basso. Le avanguardie, cioè gli studi che prima di altri hanno utilizzato le ICT per agire sulla loro organizzazione e sul business, valgono complessivamente il 10-15% dell’intera popolazione. Queste realtà sono più efficienti e hanno migliorato il loro business. La propensione e la capacità innovativa non dipende, però, dalle dimensioni dello Studio ma dal grado di alfabetizzazione informatica e dalla cultura gestionale presente nello Studio stesso. Nel 50% dei 18 casi esaminati si conferma la tendenza: chi ha sviluppato interessanti progetti di natura tecnologica appartiene alla categoria dei piccoli studi. A livello di singola Categoria, i Commercialisti e gli Studi Multidisciplinari hanno avviato il processo di rinnovamento prima delle altre. Ciò ha permesso di ottenere dei vantaggi immediati di efficienza e di salvaguardia della redditività. Per gli Avvocati e i Consulenti del Lavoro, pur in presenza di avanguardie “illuminate”, la situazione è diversa: la maggior parte degli Studi non ha ancora compreso a fondo le potenzialità dell’innovazione tecnologica, esponendosi al rischio di non poter sostenere a lungo situazioni di compressione della marginalità e di maggiore competitività del sistema.
Innovazione digitale e professionisti : i nuovi modelli organizzativi e di business
POZZONI, DAVIDE
2014/2015
Abstract
Il presente lavoro di tesi analizza l’impatto delle ICT sui modelli organizzativi e di business degli Studi delle professioni giuridiche d’impresa (Avvocati, Commercialisti, Consulenti del Lavoro e Studi Multidisciplinari). Queste Professioni sono importanti per il sistema economico nazionale, perché servono circa 3,5 milioni di imprese, soprattutto di micro e piccola dimensione. Queste aziende si appoggiano ai Professionisti per coprire gap di natura gestionale e di competenze specialistiche in alcune aree. Si comprende, quindi, perché questi Professionisti vadano visti nella loro capacità di erogare non solamente servizi fiscali, amministrativi e giuridici ma anche come veicolo di cultura gestionale, in grado di far crescere le imprese clienti. In Italia esistono circa 153 mila Studi, prevalentemente di piccole dimensioni. Dall’analisi dei dati e da quella empirica degli studi di caso è emerso che il livello di informatizzazione degli Studi è mediamente basso. Le avanguardie, cioè gli studi che prima di altri hanno utilizzato le ICT per agire sulla loro organizzazione e sul business, valgono complessivamente il 10-15% dell’intera popolazione. Queste realtà sono più efficienti e hanno migliorato il loro business. La propensione e la capacità innovativa non dipende, però, dalle dimensioni dello Studio ma dal grado di alfabetizzazione informatica e dalla cultura gestionale presente nello Studio stesso. Nel 50% dei 18 casi esaminati si conferma la tendenza: chi ha sviluppato interessanti progetti di natura tecnologica appartiene alla categoria dei piccoli studi. A livello di singola Categoria, i Commercialisti e gli Studi Multidisciplinari hanno avviato il processo di rinnovamento prima delle altre. Ciò ha permesso di ottenere dei vantaggi immediati di efficienza e di salvaguardia della redditività. Per gli Avvocati e i Consulenti del Lavoro, pur in presenza di avanguardie “illuminate”, la situazione è diversa: la maggior parte degli Studi non ha ancora compreso a fondo le potenzialità dell’innovazione tecnologica, esponendosi al rischio di non poter sostenere a lungo situazioni di compressione della marginalità e di maggiore competitività del sistema.File | Dimensione | Formato | |
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