Se è vero che il giornale è manifesto di cultura ed informazione è anche vero che le edicole sono i dispensatori di questo manifesto. In un secolo, queste piccole casette della carta stampata, si sono sviluppate capillarmente all’interno del tessuto urbano e sono diventate il faro di riferimento per la divulgazione non solo della cultura ma anche di aggregazione cittadina, di nuovi rapporti umani, di scambi di storie. Purtroppo, però, proprio come i fari, che ad oggi si stanno spegnendo, anche le edicole perdono la loro aura a causa della crisi della carta stampata e la città perde il suo punto di riferimento, perde la sua identità. Piano piano questi chioschi chiudono lasciando un grande vuoto sia fisico che culturale. Run/Mi è un progetto che vuole riempire questo vuoto, riaccendere la luce del faro e creare nuovi spunti per aggregazioni sociali e scambi di storie. E cosa meglio dello sport può essere pretesto di socializzazione e condivisione ?! La carta stampata è in crisi, il cittadino non legge più i giornali, non passeggia chiacchierando per le strade. Il cittadino da flâneur è diventato runner. L’apparenza ha cancellato l’essenza e la bellezza esteriore è un argomento ormai in voga nella società contemporanea. Si corre per rimanere in forma, si corre per essere magri, si corre per essere belli e si corre perché la corsa è uno degli sport più antichi, più semplici ed economici da fare, si corre perché tutti possono correre. La corsa è lo sport che se da un lato crea un certo individualismo dall’altro crea uguaglianza e condivisione di esperienza, un esperienza alla portata di tutti. In questa frenetica Milano, il runner è la figura del cittadino ideale e il mio progetto guarda loro, i loro bisogni e la loro potenzialità di aggregazione sociale all’interno di un mondo che ha perso il concetto di condivisione. Run/Mi è pensata e progettata per diventare una struttura che diventi punto di aggregazione sociale e riferimento urbano per i runners. Come un totem urbano, un landmark cittadino, la struttura occupa fisicamente lo spazio di un edicola, ma idealmente si presente prepotente con suo colore rosso e con la sua forma ad ali di uccello che ricorda il volo, la velocità e il dinamismo dello sport della corsa. Questo faro rosso fuoco si accende all’interno della città e evita la deriva ai runners i quali potranno usufruire di servizi ed informazioni che miglioreranno e aiuteranno le loro prestazioni. Questi potranno accedere, attraverso un abbonamento, a diversi servizi: un sistema di deposito di oggetti personali, di distribuzione di acqua potabile, di vendita di accessori e bevande, di informazioni specifiche riguardanti temi come l’alimentazione, la salute e l’allenamento. La luce del faro illumina a 360° , così questa struttura allo stesso modo può essere vissuta nella sua totalità. Una struttura da scoprire, sfruttare, vivere, guardare e ricordare.
RUN-MI. Dispositivi urbani per l'aggregazione sportiva amatoriale milanese
VECCHIÈ, GIADA
2014/2015
Abstract
Se è vero che il giornale è manifesto di cultura ed informazione è anche vero che le edicole sono i dispensatori di questo manifesto. In un secolo, queste piccole casette della carta stampata, si sono sviluppate capillarmente all’interno del tessuto urbano e sono diventate il faro di riferimento per la divulgazione non solo della cultura ma anche di aggregazione cittadina, di nuovi rapporti umani, di scambi di storie. Purtroppo, però, proprio come i fari, che ad oggi si stanno spegnendo, anche le edicole perdono la loro aura a causa della crisi della carta stampata e la città perde il suo punto di riferimento, perde la sua identità. Piano piano questi chioschi chiudono lasciando un grande vuoto sia fisico che culturale. Run/Mi è un progetto che vuole riempire questo vuoto, riaccendere la luce del faro e creare nuovi spunti per aggregazioni sociali e scambi di storie. E cosa meglio dello sport può essere pretesto di socializzazione e condivisione ?! La carta stampata è in crisi, il cittadino non legge più i giornali, non passeggia chiacchierando per le strade. Il cittadino da flâneur è diventato runner. L’apparenza ha cancellato l’essenza e la bellezza esteriore è un argomento ormai in voga nella società contemporanea. Si corre per rimanere in forma, si corre per essere magri, si corre per essere belli e si corre perché la corsa è uno degli sport più antichi, più semplici ed economici da fare, si corre perché tutti possono correre. La corsa è lo sport che se da un lato crea un certo individualismo dall’altro crea uguaglianza e condivisione di esperienza, un esperienza alla portata di tutti. In questa frenetica Milano, il runner è la figura del cittadino ideale e il mio progetto guarda loro, i loro bisogni e la loro potenzialità di aggregazione sociale all’interno di un mondo che ha perso il concetto di condivisione. Run/Mi è pensata e progettata per diventare una struttura che diventi punto di aggregazione sociale e riferimento urbano per i runners. Come un totem urbano, un landmark cittadino, la struttura occupa fisicamente lo spazio di un edicola, ma idealmente si presente prepotente con suo colore rosso e con la sua forma ad ali di uccello che ricorda il volo, la velocità e il dinamismo dello sport della corsa. Questo faro rosso fuoco si accende all’interno della città e evita la deriva ai runners i quali potranno usufruire di servizi ed informazioni che miglioreranno e aiuteranno le loro prestazioni. Questi potranno accedere, attraverso un abbonamento, a diversi servizi: un sistema di deposito di oggetti personali, di distribuzione di acqua potabile, di vendita di accessori e bevande, di informazioni specifiche riguardanti temi come l’alimentazione, la salute e l’allenamento. La luce del faro illumina a 360° , così questa struttura allo stesso modo può essere vissuta nella sua totalità. Una struttura da scoprire, sfruttare, vivere, guardare e ricordare.| File | Dimensione | Formato | |
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