La dismissione dello scalo ferroviario di Porta Genova rappresenta un’occasione per ripensare intere parti di città. Considerare questo vuoto urbano all’interno di una visione strategica, significa intenderne il riuso come opportunità in grado di avviare processi di trasformazione estesi. La conformazione longitudinale dell’area, un cuneo che si innesta all’interno del tessuto consolidato della città, rende possibile, a scala territoriale, il collegamento tra il sistema del verde agricolo e il sistema di parchi urbani che trovano nella linea di ferro e acqua una nuova continuità. Il parco e il bordo naviglio sono quindi gli elementi capaci di trasformare questo vuoto in un valore collettivo. Il tema della costruzione del margine si rivela fondamentale quando si decide di abbattere il muro che definisce il limite della ferrovia; le relazioni con il contesto vengono così attivate sul limite dell’area. Il progetto usa il margine esistente come linea per costruire il parco e il bordo naviglio; questa si interrompe laddove il nuovo suolo, struttura dello spazio pubblico, entra in relazione con il tessuto esistente. La costruzione del suolo urbano nasce dall’articolazione dei differenti spazi collettivi e privati che al piano terra determinano lo spessore della promenade. Le regole di organizzazione spaziale e le gerarchie dimensionali definiscono una superficie fatta di pause e percorsi pensata per ospitare diverse attività, disegnata nella sua forma dal modo in cui i differenti spazi si articolano a diversi tipi edilizi. Un quartiere aperto, pensato per la vita pubblica dove edifici di nuova costruzione e edifici esistenti fanno parte di uno stesso disegno di spazi pubblici. La promenade diventa così il supporto per gli edifici che ospitano al loro interno spazi residenziali, servizi al quartiere e attività commerciali. Gli edifici si basano su due sistemi costruttivi pensati per l’ottimizzazione della progettazione. L’uso di elementi ripetibili e modulari rende possibile la flessibilità degli spazi interni e la costruzione di volumi differenti, ma appartenenti allo stesso linguaggio, permettendo un’ottimizzazione dei tempi di costruzione.
La promenade. Progetto di riqualificazione dell'ex scalo di Porta Genova, Milano
SQUAIELLA, CATERINA;DE BORTOLI, CECILIA
2014/2015
Abstract
La dismissione dello scalo ferroviario di Porta Genova rappresenta un’occasione per ripensare intere parti di città. Considerare questo vuoto urbano all’interno di una visione strategica, significa intenderne il riuso come opportunità in grado di avviare processi di trasformazione estesi. La conformazione longitudinale dell’area, un cuneo che si innesta all’interno del tessuto consolidato della città, rende possibile, a scala territoriale, il collegamento tra il sistema del verde agricolo e il sistema di parchi urbani che trovano nella linea di ferro e acqua una nuova continuità. Il parco e il bordo naviglio sono quindi gli elementi capaci di trasformare questo vuoto in un valore collettivo. Il tema della costruzione del margine si rivela fondamentale quando si decide di abbattere il muro che definisce il limite della ferrovia; le relazioni con il contesto vengono così attivate sul limite dell’area. Il progetto usa il margine esistente come linea per costruire il parco e il bordo naviglio; questa si interrompe laddove il nuovo suolo, struttura dello spazio pubblico, entra in relazione con il tessuto esistente. La costruzione del suolo urbano nasce dall’articolazione dei differenti spazi collettivi e privati che al piano terra determinano lo spessore della promenade. Le regole di organizzazione spaziale e le gerarchie dimensionali definiscono una superficie fatta di pause e percorsi pensata per ospitare diverse attività, disegnata nella sua forma dal modo in cui i differenti spazi si articolano a diversi tipi edilizi. Un quartiere aperto, pensato per la vita pubblica dove edifici di nuova costruzione e edifici esistenti fanno parte di uno stesso disegno di spazi pubblici. La promenade diventa così il supporto per gli edifici che ospitano al loro interno spazi residenziali, servizi al quartiere e attività commerciali. Gli edifici si basano su due sistemi costruttivi pensati per l’ottimizzazione della progettazione. L’uso di elementi ripetibili e modulari rende possibile la flessibilità degli spazi interni e la costruzione di volumi differenti, ma appartenenti allo stesso linguaggio, permettendo un’ottimizzazione dei tempi di costruzione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/10589/117621