Nel luglio del 2005 è stato siglato un accordo tra l’Amministrazione del Comune di Milano e il gruppo FS, che prevede la riqualificazione delle aree degli scali ferroviari dismessi. Tra queste è compresa anche l’area dello scalo di Porta Genova. Attualmente la linea ferroviaria e la stazione di Porta Genova sono in esercizio, ma a breve è prevista la loro completa dismissione, a quel punto resterà un vero e proprio vuoto urbano situato nel cuore della città consolidata. La compresenza di tessuti urbani di matrice morfologica e funzionale diversa, che si affacciano sul vuoto urbano in attesa di dialogo; la necessità di trasformare l’asse dei binari da cesura urbana a punto di coesione tra due parti di città; la compresenza di assi urbani ortogonali determinanti per l’assetto dell’area, quali il Naviglio Grande e la Darsena, l’asse interrotto di via Bergognone, la linea di tensione che corre da parco Don Luigi Giussani al parco Baden Powell; questi sono alcuni degli aspetti di cui si è tenuto conto in questo progetto. Il lavoro di questa tesi si concentra sull’edificio cardine del masterplan che assolve il ruolo di cerniera nell’area tra tutti questi assi urbani: l’edificio in questione si pone come nodo di interscambio tra il sistema verticale di via Bergognone, l’asse orizzontale del Naviglio Grande e la fascia di verde pubblica attrezzata, che corre lungo tutta l’area e rimarca il sedime attuale dei binari, ed è una torre alta 85 m ospitante una residenza per studenti. La residenza per studenti è una tipologia che raccorda attività private tipiche della residenza, con altre di carattere pubblico collettivo. La distribuzione planimetrica ad H, per vocazione simmetrica, qui si comporta come una pianta centrale nell’area. Sono stati analizzati 5 casi studio, nei quali l’edificio è stato orientato sia lungo assi urbani differenti (parallelo al Naviglio Grande, perpendicolare al Naviglio, parallelo all’asse di via Bergognone), sia lungo gli assi cardinali Nord-Sud. In tutti e 5 i casi sono stati studiati sia i soleggiamenti attivi e passivi durante l’anno (in particolare durante i due solstizi e gli equinozi), sia la qualità e quantità di luce solare entrante all’interno dei diversi spazi, sia a livello planimetrico sono stati considerati tutte le possibilità di gestione degli spazi pubblici nei diversi casi. Dopo uno studio puntuale, l’orientamento adottato è stato quello in cui l’edificio ha il lato maggiore parallelo al Naviglio Grande: in questo caso gli spazi collettivi godono rispettivamente dell’alba, il fronte verso est, e del tramonto, il fronte verso ovest. Lo studio degli orientamenti e l’analisi dei soleggiamenti sono stati la base per la progettazione di un involucro costituito da lamelle in cotto di sezione diversa, agganciati ad una sottostruttura in acciaio, che compongono le diverse facciate della torre. Il risultato è un sistema di schermatura solare con andamento a onde che variano in funzione della luce di interpiano, della destinazione d’uso retrostante e dell’affaccio. A livello architettonico la conformazione finale dell’edificio risulta interessante perché le lamelle frangisole si infittiscono nei lati sud e ovest, mentre si allargano andando verso nord, così creando dei giochi di luci e ombre, che culminano di giorno trasformando l’edificio in una torre delle ombre, mentre di notte la trina in terracotta si illumina diventando una lanterna visibile da lontano.
Schermo d'ombra. Frangisole in terracotta e facciata in vetro per la casa dello studente a Milano
AGGOUR, NADIA
2014/2015
Abstract
Nel luglio del 2005 è stato siglato un accordo tra l’Amministrazione del Comune di Milano e il gruppo FS, che prevede la riqualificazione delle aree degli scali ferroviari dismessi. Tra queste è compresa anche l’area dello scalo di Porta Genova. Attualmente la linea ferroviaria e la stazione di Porta Genova sono in esercizio, ma a breve è prevista la loro completa dismissione, a quel punto resterà un vero e proprio vuoto urbano situato nel cuore della città consolidata. La compresenza di tessuti urbani di matrice morfologica e funzionale diversa, che si affacciano sul vuoto urbano in attesa di dialogo; la necessità di trasformare l’asse dei binari da cesura urbana a punto di coesione tra due parti di città; la compresenza di assi urbani ortogonali determinanti per l’assetto dell’area, quali il Naviglio Grande e la Darsena, l’asse interrotto di via Bergognone, la linea di tensione che corre da parco Don Luigi Giussani al parco Baden Powell; questi sono alcuni degli aspetti di cui si è tenuto conto in questo progetto. Il lavoro di questa tesi si concentra sull’edificio cardine del masterplan che assolve il ruolo di cerniera nell’area tra tutti questi assi urbani: l’edificio in questione si pone come nodo di interscambio tra il sistema verticale di via Bergognone, l’asse orizzontale del Naviglio Grande e la fascia di verde pubblica attrezzata, che corre lungo tutta l’area e rimarca il sedime attuale dei binari, ed è una torre alta 85 m ospitante una residenza per studenti. La residenza per studenti è una tipologia che raccorda attività private tipiche della residenza, con altre di carattere pubblico collettivo. La distribuzione planimetrica ad H, per vocazione simmetrica, qui si comporta come una pianta centrale nell’area. Sono stati analizzati 5 casi studio, nei quali l’edificio è stato orientato sia lungo assi urbani differenti (parallelo al Naviglio Grande, perpendicolare al Naviglio, parallelo all’asse di via Bergognone), sia lungo gli assi cardinali Nord-Sud. In tutti e 5 i casi sono stati studiati sia i soleggiamenti attivi e passivi durante l’anno (in particolare durante i due solstizi e gli equinozi), sia la qualità e quantità di luce solare entrante all’interno dei diversi spazi, sia a livello planimetrico sono stati considerati tutte le possibilità di gestione degli spazi pubblici nei diversi casi. Dopo uno studio puntuale, l’orientamento adottato è stato quello in cui l’edificio ha il lato maggiore parallelo al Naviglio Grande: in questo caso gli spazi collettivi godono rispettivamente dell’alba, il fronte verso est, e del tramonto, il fronte verso ovest. Lo studio degli orientamenti e l’analisi dei soleggiamenti sono stati la base per la progettazione di un involucro costituito da lamelle in cotto di sezione diversa, agganciati ad una sottostruttura in acciaio, che compongono le diverse facciate della torre. Il risultato è un sistema di schermatura solare con andamento a onde che variano in funzione della luce di interpiano, della destinazione d’uso retrostante e dell’affaccio. A livello architettonico la conformazione finale dell’edificio risulta interessante perché le lamelle frangisole si infittiscono nei lati sud e ovest, mentre si allargano andando verso nord, così creando dei giochi di luci e ombre, che culminano di giorno trasformando l’edificio in una torre delle ombre, mentre di notte la trina in terracotta si illumina diventando una lanterna visibile da lontano.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/10589/119023