Costruire per rigenerare un tessuto storico non è mai semplice, soprattutto se tale tessuto storico si è formato quasi 800 anni fa, e per secoli ha mantenuto le stesse principali caratteristiche: le strade, i vicoli, la tipologia abitativa, il metodo costruttivo. Parte del tessuto storico dell'odierna Pechino nasce con la fondazione della città nel 1271 sotto la dinastia Yuan. E' in questa sua prima fase che viene costruito il quartiere di Nanluoguxiang, la cui struttura è sopravvissuta ai successivi cambiamenti della città, fino a giungere a noi pressoché immutata. Il quartiere è formato dagli Hutong, gli stretti vicoli che caratterizzano il tessuto storico originario di Pechino, che dividono il costruito il blocchi, al cui interno di estendono le Siheyuan, le tradizionali case a corte, formate da cortili interni racchiusi da padiglioni, in cui tradizionalmente, convivevano tutte le generazioni viventi della famiglia. La morfologia del tessuto storico di Pechino è rimasta quasi immutata fino al XX secolo: una città piatta, costituita - salvo rare eccezioni - da edifici di un piano, recintati da mura. Una città dove la linea dell'orizzonte non esisteva poiché invisibile e lo spazio aperto corrispondeva a una porzione di cielo quadrata ritagliata tra i padiglioni di un cortile privato. Dove non esistevano piazze o centri di aggregazioni, ma solo stretti hutong circondati da mura, dove non è la vista, ma l'udito a espandere l'orizzonte. Questa era la Pechino della Cina imperiale, prima che i sempre maggiore contatti con l'Occidente e il successivo bisogno di sviluppo tecnologico e modernizzazione avviassero un importante processo di trasformazione della città. Trasformazione che, a partire dall'avvento del Comunismo ha contribuito a una radicale trasformazione di alcune parti del centro storico, e alla demolizione di migliaia di hutong, per far posto a moderni complessi multipiano, aree residenziali, commerciale e lavorative, e alle più svariate funzioni moderne. Alle fine degli anni '90, al fine di arginare la demolizione del tessuto storico originario, sono stati redatti dei piani di conservazione, mettendo sotto protezione le 30 aree superstiti al processo di ricostruzione. In queste aree, tra cui il quartiere di Nanluoguxiang, resiste ancora la vita tradizionale degli abitanti di Pechino, lontano dal traffico e dalla confusione della metropoli moderna, fatta di abitudini, stili di vita, regole sociali tradizionali che si tramandano da secoli. Un modo di vivere che rappresenta una incommensurabile ricchezza per la cultura cinese, e che per questo motivo deve essere preservato. Una cultura che si riduce giorno per giorno, a causa dell'inarrestabile demolizione degli hutong, e dello spostamento dei loro abitanti in zone residenziali periferiche. Sono infatti molti i problemi che sussistono in questi quartieri: la scarsa - o assente - presenza di adeguate strutture sanitarie e fognarie, la mancanza di acqua corrente o elettricità, il sovraffollamento e la condivisione tra numerose famiglie di quelle che una volta erano case unifamiliari, la conseguente occupazione dello spazio aperto dei cortili a opera di baraccamenti e piccoli muove unità costruite con materiali di fortuna, la mancanza di manutenzione data dalla consapevolezza della possibilità di poter essere sfollati da un giorno all'altro. Tutti questi fattori hanno fatto sì che la vita negli hutong diventasse, per i ceti sociali più bassi, una vita di disagi, che vengono però bilanciati e tollerati grazie alla formazione di un senso di comunità e collettività e di mutuo soccorso, che unisce in legami fortissimi gli abitanti di una stessa comunità. In particolare la zona di Nanluoguxiang si configura come una zona che ospita diversi livelli di comunità e funzioni al suo interno: gli abitanti locali appartenente a un ceto sociale basso vivono fianco a fianco (o muro a muro) con alcuni cittadini appartenenti ad elite. Nel quartiere sono inoltre presenti svariate funzioni: la Academy of Drama, una delle più importanti Accademie di teatro della Cina, uffici governativi, monumenti nazionali, e molte attività a servizio dei cittadini. In particolare negli ultimi anni la via Nanluoguxiang (che da il nome all'intero quartiere), insieme alla vicina area lacustre di Shichahai, hanno vissuto la trasformazione funzionale ad area commerciale e di intrattenimento di molti dei loro edifici, tramite l'apertura di ristoranti, negozi e pub, trasformazione che ha contribuito a popolare l'area di visitatori pechinesi, cinesi ed internazionali in tutte le ore del giorno e della notte. Partendo da questi presupposti, la tesi si propone di fornire delle alternative come risposta alla domanda di una possibile via di sviluppo per un tessuto tanto frammentato e diversificato nelle sue funzioni, ma cristallizzato da secoli nella sua morfologia. Si è deciso quindi di partire dallo studio approfondito della storia della città e del quartiere, per una profonda comprensione della morfologia urbanistico\architettonica e della sua formazione, studio che non può essere separato dalla sue connotazioni ed implicazioni culturali. La risposta elaborata è stata articolata in due direzioni, proponendo due edifici completamente diversi, per tipologia, per funzione, per fruitori, con lo scopo di provvedere alla sviluppo di due distinte comunità: la comunità locale, e la comunità culturale cittadina. Le funzioni prescelte per questo intento sono una scuola elementare e un teatro. La scuola elementare è stata scelta dopo una approfondita analisi delle funzioni presenti nel quartiere e della tipologia architettonica delle stesse, selezionando una serie di edifici che rompessero per tipologia, altezza, forma, la continuità del tessuto storico. Uno degli edifici emerso dall'analisi è stata appunto la scuola elementare esistente, la quale, in questa tesi, viene demolita e ricostruita tenendo conto dei caratteri architettonici del quartiere, e integrandone servizi e attrezzature. La decisione di costruire un complesso teatrale deriva invece dalla presenza sul territorio del quartiere della Central Academy of Drama e dal Penghao Theatre, due importanti edifici per due motivi completamente diversi: il primo è un Università statale, il secondo è il primo teatro indipendente nella storia della Cina. Il nuovo complesso si instaura nel quartiere in un area pressoché inutilizzata comprendendo la fermata della metropolitana, con l’obiettivo di non solo connettersi alle pre-esistenze culturali tramite la strada Nanluoguxiang, ma anche con tutti i teatri presenti nella città di Pechino.
Il problema delle preesistenze architettoniche ambientali a Pechino. Progetti dimostrativi nel quartiere Nanluoguxiang. Una scuola e un teatro
VISSANI, PIETRO;CAMPI, SILVIA;CHIODI, LORENZO
2014/2015
Abstract
Costruire per rigenerare un tessuto storico non è mai semplice, soprattutto se tale tessuto storico si è formato quasi 800 anni fa, e per secoli ha mantenuto le stesse principali caratteristiche: le strade, i vicoli, la tipologia abitativa, il metodo costruttivo. Parte del tessuto storico dell'odierna Pechino nasce con la fondazione della città nel 1271 sotto la dinastia Yuan. E' in questa sua prima fase che viene costruito il quartiere di Nanluoguxiang, la cui struttura è sopravvissuta ai successivi cambiamenti della città, fino a giungere a noi pressoché immutata. Il quartiere è formato dagli Hutong, gli stretti vicoli che caratterizzano il tessuto storico originario di Pechino, che dividono il costruito il blocchi, al cui interno di estendono le Siheyuan, le tradizionali case a corte, formate da cortili interni racchiusi da padiglioni, in cui tradizionalmente, convivevano tutte le generazioni viventi della famiglia. La morfologia del tessuto storico di Pechino è rimasta quasi immutata fino al XX secolo: una città piatta, costituita - salvo rare eccezioni - da edifici di un piano, recintati da mura. Una città dove la linea dell'orizzonte non esisteva poiché invisibile e lo spazio aperto corrispondeva a una porzione di cielo quadrata ritagliata tra i padiglioni di un cortile privato. Dove non esistevano piazze o centri di aggregazioni, ma solo stretti hutong circondati da mura, dove non è la vista, ma l'udito a espandere l'orizzonte. Questa era la Pechino della Cina imperiale, prima che i sempre maggiore contatti con l'Occidente e il successivo bisogno di sviluppo tecnologico e modernizzazione avviassero un importante processo di trasformazione della città. Trasformazione che, a partire dall'avvento del Comunismo ha contribuito a una radicale trasformazione di alcune parti del centro storico, e alla demolizione di migliaia di hutong, per far posto a moderni complessi multipiano, aree residenziali, commerciale e lavorative, e alle più svariate funzioni moderne. Alle fine degli anni '90, al fine di arginare la demolizione del tessuto storico originario, sono stati redatti dei piani di conservazione, mettendo sotto protezione le 30 aree superstiti al processo di ricostruzione. In queste aree, tra cui il quartiere di Nanluoguxiang, resiste ancora la vita tradizionale degli abitanti di Pechino, lontano dal traffico e dalla confusione della metropoli moderna, fatta di abitudini, stili di vita, regole sociali tradizionali che si tramandano da secoli. Un modo di vivere che rappresenta una incommensurabile ricchezza per la cultura cinese, e che per questo motivo deve essere preservato. Una cultura che si riduce giorno per giorno, a causa dell'inarrestabile demolizione degli hutong, e dello spostamento dei loro abitanti in zone residenziali periferiche. Sono infatti molti i problemi che sussistono in questi quartieri: la scarsa - o assente - presenza di adeguate strutture sanitarie e fognarie, la mancanza di acqua corrente o elettricità, il sovraffollamento e la condivisione tra numerose famiglie di quelle che una volta erano case unifamiliari, la conseguente occupazione dello spazio aperto dei cortili a opera di baraccamenti e piccoli muove unità costruite con materiali di fortuna, la mancanza di manutenzione data dalla consapevolezza della possibilità di poter essere sfollati da un giorno all'altro. Tutti questi fattori hanno fatto sì che la vita negli hutong diventasse, per i ceti sociali più bassi, una vita di disagi, che vengono però bilanciati e tollerati grazie alla formazione di un senso di comunità e collettività e di mutuo soccorso, che unisce in legami fortissimi gli abitanti di una stessa comunità. In particolare la zona di Nanluoguxiang si configura come una zona che ospita diversi livelli di comunità e funzioni al suo interno: gli abitanti locali appartenente a un ceto sociale basso vivono fianco a fianco (o muro a muro) con alcuni cittadini appartenenti ad elite. Nel quartiere sono inoltre presenti svariate funzioni: la Academy of Drama, una delle più importanti Accademie di teatro della Cina, uffici governativi, monumenti nazionali, e molte attività a servizio dei cittadini. In particolare negli ultimi anni la via Nanluoguxiang (che da il nome all'intero quartiere), insieme alla vicina area lacustre di Shichahai, hanno vissuto la trasformazione funzionale ad area commerciale e di intrattenimento di molti dei loro edifici, tramite l'apertura di ristoranti, negozi e pub, trasformazione che ha contribuito a popolare l'area di visitatori pechinesi, cinesi ed internazionali in tutte le ore del giorno e della notte. Partendo da questi presupposti, la tesi si propone di fornire delle alternative come risposta alla domanda di una possibile via di sviluppo per un tessuto tanto frammentato e diversificato nelle sue funzioni, ma cristallizzato da secoli nella sua morfologia. Si è deciso quindi di partire dallo studio approfondito della storia della città e del quartiere, per una profonda comprensione della morfologia urbanistico\architettonica e della sua formazione, studio che non può essere separato dalla sue connotazioni ed implicazioni culturali. La risposta elaborata è stata articolata in due direzioni, proponendo due edifici completamente diversi, per tipologia, per funzione, per fruitori, con lo scopo di provvedere alla sviluppo di due distinte comunità: la comunità locale, e la comunità culturale cittadina. Le funzioni prescelte per questo intento sono una scuola elementare e un teatro. La scuola elementare è stata scelta dopo una approfondita analisi delle funzioni presenti nel quartiere e della tipologia architettonica delle stesse, selezionando una serie di edifici che rompessero per tipologia, altezza, forma, la continuità del tessuto storico. Uno degli edifici emerso dall'analisi è stata appunto la scuola elementare esistente, la quale, in questa tesi, viene demolita e ricostruita tenendo conto dei caratteri architettonici del quartiere, e integrandone servizi e attrezzature. La decisione di costruire un complesso teatrale deriva invece dalla presenza sul territorio del quartiere della Central Academy of Drama e dal Penghao Theatre, due importanti edifici per due motivi completamente diversi: il primo è un Università statale, il secondo è il primo teatro indipendente nella storia della Cina. Il nuovo complesso si instaura nel quartiere in un area pressoché inutilizzata comprendendo la fermata della metropolitana, con l’obiettivo di non solo connettersi alle pre-esistenze culturali tramite la strada Nanluoguxiang, ma anche con tutti i teatri presenti nella città di Pechino.| File | Dimensione | Formato | |
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Descrizione: Teatro: Spaccato assonometrico e concept
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Descrizione: Teatro: Teatri - viste e schemi
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https://hdl.handle.net/10589/119182