The aim of the thesis work is to explore the topic of conflict and mediation through a kind of research based on the observation of a social phenomenon, that is related to the dialogue between two or more cultures, in order to investigate on their possible meeting’s modalities. After the analysis of specific cases of people living together in the same territory, the city of Riga with Latvians and Russians and the city of Mazara del Vallo with Italians and Tunisians, the research phase was shaped on some theories that belong to other fields such as sociology, anthropology and ethnography: detailed studies that have highlighted important concepts (such as active listening, negotiation and mediation) that were useful to structure the definitions of mediation design or design for mediation, and the designer’s role as mediator/facilitator. The final goal stands on the idea of generating consensus and collaboration through a method that, starting from the educational and experiential dimensions, can transmit knowledge and meanings among people from different origins; but at the same time it should give an answer to the initial question mark: “How can design (and designer) intervene in conflicts’ mediation? Which are the suitable methods and tools?” For this reason it was useful to map all the discord points, the dialogue lack and the classification of the conflicts’ typologies in order to drive the path towards the functionality of the game as educational and ludic tool, with essential ingredients to prototype, test and verify the social and collaborative dynamics for the agreement and the understanding of a new method. In this way Space for us becomes the tool to discover possible meeting points, achieve concrete purposes overcoming the mere brainstorming session, provoking discussions and generating shared ideas in an emphatic way.

L’elaborato di tesi intende analizzare il tema dei conflitti e la loro relativa mediazione attraverso una ricerca basata sull’osservazione di un fenomeno sociale, ossia quello del dialogo tra due o più culture, al fine di indagare sulle possibili modalità d’incontro. Dopo aver analizzato casi specifici di popolazioni che coabitano lo stesso territorio, quello di Riga tra lettoni e russi e quello di Mazara del Vallo tra italiani e tunisini, la fase di ricerca si è concentrata su alcune teorie riconducibili ai campi della sociologia, dell’antropologia e dell’etnografia: approfondimenti importanti che hanno messo in evidenza l’interesse per l’ascolto attivo, la negoziazione e la mediazione, ovvero punti di riferimento attraverso cui strutturare le definizioni di design della o per la mediazione ed il ruolo del designer come mediatore/facilitatore. L’obiettivo ultimo è infatti quello di generare consenso e collaborazione attraverso un metodo, uno strumento che, a partire dalla dimensione educativa ed esperienziale, intende trasmettere conoscenze e significati, ma allo stesso tempo, rispondere alla domanda iniziale di tesi: “Come può il design (e quindi il designer) intervenire nella mediazione dei conflitti? Con quali metodi e strumenti?” Fondando l’analisi sulla mancanza di dialogo, la mappatura dei punti di incontro/scontro, la loro classificazione e la definizione di un tipo di progettazione che studia il campo della mediazione, il percorso si è concentrato sull’importanza del termine gioco, per trarre da esso la dimensione ludica, la facilità d’apprendimento e la volontarietà di partecipazione: ingredienti necessari per prototipare, testare e verificare la fattibilità di un metodo e le sue dinamiche sociali, collaborative, di accordo e di comprensione. In questo senso Space for us diventa il mezzo per scoprire i possibili punti di incontro, raggiungere dei traguardi che vanno al di là della mera sessione di brainstorming, provocare discussioni e generare condivisione ponendosi nei panni degli altri.

Space for us. Generating agreement and collaboration through gamediation

GIORDANO, GIUSEPPE
2014/2015

Abstract

The aim of the thesis work is to explore the topic of conflict and mediation through a kind of research based on the observation of a social phenomenon, that is related to the dialogue between two or more cultures, in order to investigate on their possible meeting’s modalities. After the analysis of specific cases of people living together in the same territory, the city of Riga with Latvians and Russians and the city of Mazara del Vallo with Italians and Tunisians, the research phase was shaped on some theories that belong to other fields such as sociology, anthropology and ethnography: detailed studies that have highlighted important concepts (such as active listening, negotiation and mediation) that were useful to structure the definitions of mediation design or design for mediation, and the designer’s role as mediator/facilitator. The final goal stands on the idea of generating consensus and collaboration through a method that, starting from the educational and experiential dimensions, can transmit knowledge and meanings among people from different origins; but at the same time it should give an answer to the initial question mark: “How can design (and designer) intervene in conflicts’ mediation? Which are the suitable methods and tools?” For this reason it was useful to map all the discord points, the dialogue lack and the classification of the conflicts’ typologies in order to drive the path towards the functionality of the game as educational and ludic tool, with essential ingredients to prototype, test and verify the social and collaborative dynamics for the agreement and the understanding of a new method. In this way Space for us becomes the tool to discover possible meeting points, achieve concrete purposes overcoming the mere brainstorming session, provoking discussions and generating shared ideas in an emphatic way.
ARC III - Scuola del Design
28-apr-2016
2014/2015
L’elaborato di tesi intende analizzare il tema dei conflitti e la loro relativa mediazione attraverso una ricerca basata sull’osservazione di un fenomeno sociale, ossia quello del dialogo tra due o più culture, al fine di indagare sulle possibili modalità d’incontro. Dopo aver analizzato casi specifici di popolazioni che coabitano lo stesso territorio, quello di Riga tra lettoni e russi e quello di Mazara del Vallo tra italiani e tunisini, la fase di ricerca si è concentrata su alcune teorie riconducibili ai campi della sociologia, dell’antropologia e dell’etnografia: approfondimenti importanti che hanno messo in evidenza l’interesse per l’ascolto attivo, la negoziazione e la mediazione, ovvero punti di riferimento attraverso cui strutturare le definizioni di design della o per la mediazione ed il ruolo del designer come mediatore/facilitatore. L’obiettivo ultimo è infatti quello di generare consenso e collaborazione attraverso un metodo, uno strumento che, a partire dalla dimensione educativa ed esperienziale, intende trasmettere conoscenze e significati, ma allo stesso tempo, rispondere alla domanda iniziale di tesi: “Come può il design (e quindi il designer) intervenire nella mediazione dei conflitti? Con quali metodi e strumenti?” Fondando l’analisi sulla mancanza di dialogo, la mappatura dei punti di incontro/scontro, la loro classificazione e la definizione di un tipo di progettazione che studia il campo della mediazione, il percorso si è concentrato sull’importanza del termine gioco, per trarre da esso la dimensione ludica, la facilità d’apprendimento e la volontarietà di partecipazione: ingredienti necessari per prototipare, testare e verificare la fattibilità di un metodo e le sue dinamiche sociali, collaborative, di accordo e di comprensione. In questo senso Space for us diventa il mezzo per scoprire i possibili punti di incontro, raggiungere dei traguardi che vanno al di là della mera sessione di brainstorming, provocare discussioni e generare condivisione ponendosi nei panni degli altri.
Tesi di laurea Magistrale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/122156