Il Veneto è una delle regioni italiane con più alta presenza di festival ed eventi culturali che si susseguono in più giorni, distribuiti durante tutto l’anno. Se i più famosi e riconosciuti a livello internazionale sono quelli organizzati nel capoluogo da La Biennale – La Biennale di Arte, La Biennale di Architettura e Mostra del cinema di Venezia – non meno interessanti sono quelli minori sparsi per tutto il territorio. Arte, cinema e musica sono i temi trattati e interpretati in maniera sempre differente che più attraggono il pubblico di qualsiasi età e di provenienza non solo regionale. Il festival è un dispositivo di massima integrazione sociale poiché rappresenta il luogo “naturale” in cui i singoli individui, che compongono la popolazione di una città, s’incontrano e, soprattutto, si “rappresentano”, facendo in modo che la propria vita privata confluisca in quella pubblica della comunità di cui fanno parte. Questi eventi hanno sempre avuto un ruolo importante di crescita culturale, offrendo al pubblico un’occasione di confronto con esperienze diverse e lontane. La regione Veneto è costellata da piccole e grandi realtà che si occupano ogni anno di far rivivere questi eventi culturali, dimostrando di superare delle difficoltà dovute alla scarsa quantità di fondi disponibili e all’aumento del pubblico che richiede maggiori aree sia per l’esposizione che per l’accoglienza. La nostra tesi si pone l’obiettivo di proporre idee di progetto modulari, flessibili e facilmente trasportabili per soddisfare le esigenze dei festival mettendo al centro l’uomo e i suoi legami sociali. Attraverso l’analisi delle teorie di Andrea Branzi che presenta le contemporanee città come agglomerati di migliaia di persone, di culture differenti, pronte a spostarsi continuamente, surclassando l’architettura formale e il suo ruolo storico. Strumento fondamentale per questo nostro percorso di studio e sviluppo è stata la prossemica, disciplina semiologica ed indaga i gesti, il comportamento, lo spazio e le distanze all’interno di una comunicazione, sia verbale sia non verbale, dell’uomo e ne spiega il significato che viene assunto. Il comportamento sociale dell’uomo, dalla distanza che questi interpone tra sé e gli altri, tra sé e gli oggetti, e, più in generale, il valore che viene attribuito da gruppi culturalmente o storicamente diversi al modo di porsi nello spazio e di organizzarlo, su cui influiscono elementi di carattere etnologico e psicosociologico, sono alla base della concetto teorizzato dell’antropologo Hall. Osservando i festival contemporanei, sia quelli di grandi che piccole dimensioni, abbiamo riscontrato che gli eventi si affermano e si diffondono progressivamente riscuotendo una partecipazione di pubblico in costante aumento e innescando processi di trasformazione fisica o semantica dei luoghi nei quali trovano spazio. Abbiamo deciso di realizzare installazioni temporanee, ma con significati non effimeri, che si differenziano per tipologia e caratteristiche spaziali, accomunate da una ricerca progettuale determinata a individuare dei dispositivi economicamente accessibili, per una categoria di viaggiatori più ampia rispetto ai precedenti periodi storici. Il nostro progetto ha portato a una riflessione sull’abitare temporaneamente i contesti urbani, cercando soluzioni valide, in cui la definizione di una dimensione accogliente per l’individuo sia coniugata al desiderio di vivere un’esperienza significativa dal punto di vista relazionale.

People meet in festival

SANSON, GIULIA;MONTRONE, IVANO ROCCO
2015/2016

Abstract

Il Veneto è una delle regioni italiane con più alta presenza di festival ed eventi culturali che si susseguono in più giorni, distribuiti durante tutto l’anno. Se i più famosi e riconosciuti a livello internazionale sono quelli organizzati nel capoluogo da La Biennale – La Biennale di Arte, La Biennale di Architettura e Mostra del cinema di Venezia – non meno interessanti sono quelli minori sparsi per tutto il territorio. Arte, cinema e musica sono i temi trattati e interpretati in maniera sempre differente che più attraggono il pubblico di qualsiasi età e di provenienza non solo regionale. Il festival è un dispositivo di massima integrazione sociale poiché rappresenta il luogo “naturale” in cui i singoli individui, che compongono la popolazione di una città, s’incontrano e, soprattutto, si “rappresentano”, facendo in modo che la propria vita privata confluisca in quella pubblica della comunità di cui fanno parte. Questi eventi hanno sempre avuto un ruolo importante di crescita culturale, offrendo al pubblico un’occasione di confronto con esperienze diverse e lontane. La regione Veneto è costellata da piccole e grandi realtà che si occupano ogni anno di far rivivere questi eventi culturali, dimostrando di superare delle difficoltà dovute alla scarsa quantità di fondi disponibili e all’aumento del pubblico che richiede maggiori aree sia per l’esposizione che per l’accoglienza. La nostra tesi si pone l’obiettivo di proporre idee di progetto modulari, flessibili e facilmente trasportabili per soddisfare le esigenze dei festival mettendo al centro l’uomo e i suoi legami sociali. Attraverso l’analisi delle teorie di Andrea Branzi che presenta le contemporanee città come agglomerati di migliaia di persone, di culture differenti, pronte a spostarsi continuamente, surclassando l’architettura formale e il suo ruolo storico. Strumento fondamentale per questo nostro percorso di studio e sviluppo è stata la prossemica, disciplina semiologica ed indaga i gesti, il comportamento, lo spazio e le distanze all’interno di una comunicazione, sia verbale sia non verbale, dell’uomo e ne spiega il significato che viene assunto. Il comportamento sociale dell’uomo, dalla distanza che questi interpone tra sé e gli altri, tra sé e gli oggetti, e, più in generale, il valore che viene attribuito da gruppi culturalmente o storicamente diversi al modo di porsi nello spazio e di organizzarlo, su cui influiscono elementi di carattere etnologico e psicosociologico, sono alla base della concetto teorizzato dell’antropologo Hall. Osservando i festival contemporanei, sia quelli di grandi che piccole dimensioni, abbiamo riscontrato che gli eventi si affermano e si diffondono progressivamente riscuotendo una partecipazione di pubblico in costante aumento e innescando processi di trasformazione fisica o semantica dei luoghi nei quali trovano spazio. Abbiamo deciso di realizzare installazioni temporanee, ma con significati non effimeri, che si differenziano per tipologia e caratteristiche spaziali, accomunate da una ricerca progettuale determinata a individuare dei dispositivi economicamente accessibili, per una categoria di viaggiatori più ampia rispetto ai precedenti periodi storici. Il nostro progetto ha portato a una riflessione sull’abitare temporaneamente i contesti urbani, cercando soluzioni valide, in cui la definizione di una dimensione accogliente per l’individuo sia coniugata al desiderio di vivere un’esperienza significativa dal punto di vista relazionale.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
26-lug-2016
2015/2016
Tesi di laurea Magistrale
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