L’uso razionale dell’energia, il rispetto dell’ambiente tramite l’adozione di fonti energetiche rinnovabili e la riduzione delle emissioni inquinanti sono tematiche attualmente molto affrontate e approfondite. In edilizia, la collocazione in un contesto ambientale di pregio favorisce, da parte di progettisti e committenti, il manifestarsi di un atteggiamento ancor più rispettoso e attento. Il presente lavoro di tesi è finalizzato allo sviluppo di alcune riflessioni sulle tematiche costruttive ed energetiche che riguardano quella parte di edilizia montana caratterizzata da una condizione di isolamento ed elevata altitudine. In questa condizione, la gestione costruttiva ed energetica assume ancor più importanza a causa della necessità di svolgere la propria funzione in autonomia dalle reti di distribuzione di materiale ed energia e dalle principali vie di trasporto. Il primo passo nella definizione del progetto è l’individuazione dei requisiti necessari che esso deve avere. Per arrivare allo loro determinazione, fondamentale è un’adeguata analisi del sito che consiste nell’esaminazione dei fattori fisici ambientali e del contesto costruito. Un altro aspetto che concorre a tale risultato è sicuramente l’analisi dell’utenza, nello specifico attività ed esigenze. Tutto questo ci permette di definire i requisiti del nostro progetto : salvaguardia dell’ambiente, uso razionale delle risorse, benessere, igiene e salute. Una corretta analisi iniziale ci consentirà di identificare al meglio le strategie da utilizzare. Il tema trattato in questa tesi è quello del rifugio alpino, elemento generalmente associato a quei manufatti che ospitano gli alpinisti ed escursionisti, ma che in realtà si inserisce in una più ampia cerchia di significati che oggigiorno comprende una grande varietà di strutture, dai cosiddetti “punti di appoggio“a bassa quota, raggiungibili comodamente con le proprie automobili, fino ai bivacchi in luoghi remoti che vedono il passaggio di poche persone l’anno. I rifugi alpini, dove la severità delle condizioni climatiche e la scarsità di risorse energetiche portano a scelte obbligate, improntate all’autosufficienza e alla limitazione dei consumi, si presentano come un caso esemplare di sistema abitativo sostenibile. Se storicamente i rifugi si sono configurati in modo quasi spontaneo, secondo criteri di massima economia di spazio, di materiali, di tempo e di denaro, oggi vedono una rapida evoluzione, dettata non solo dall’aumento degli escursionisti, ma anche dal miglioramento delle possibilità di raggiungere i luoghi più impervi, tramite impianti a fune ed elicotteri. E’ quindi una una categoria molto eterogenea, con una moltitudine di differenze dettate in prima istanza dai fattori ambientali e climatici, ma anche da quelli storico-culturali, in base ai diversi luoghi dove sorgono i rifugi, senza dimenticare l’inevitabile aspetto funzionale che da sempre ha caratterizzato la progettazione e la costruzione di questi manufatti. L’aumento del costo delle fonti energetiche fossili, i cambiamenti climatici e la rottura degli equilibri naturali, hanno dimostrato chiaramente la necessità di agire su diversi fronti, per mettere in atto un processo sostenibile di sviluppo.
Il coinvolgimento in questo senso del patrimonio architettonico è derivato dall’analisi dei consumi energetici, che ha mostrato come le condizioni attuali degli edifici permettano ampi margini di miglioramento. Far rientrare nel progetto di restauro anche il miglioramento dell’efficienza energetica, può essere un ulteriore passo per la conservazione dell’edificio, ma comporta la necessità di affrontare una serie di problemi aggiuntivi.
Fra le tipologie di intervento attuabili sulle preesistenze, da quelli prettamente conservativi, a quelli distruttivi e di ricostruzione, è stato quindi necessario individuare le soluzioni più idonee per l’adattamento funzionale e l’adeguamento impiantistico. Infine il rifugio deve poter esser costruito velocemente, in sicurezza, con ridotti consumi energetici, utilizzando materiali riciclabili e adottando impianti che ne circoscrivano l’impatto sull’ambiente vicino. Per tutti questi fattori, il ricorso alla prefabbricazione leggera – che riduce i tempi di cantiere, esposizioni dei lavoratori a situazioni di pericolosità e costi di elitrasporto – è ormai una condizione da cui non si può prescindere. Il lavoro di tesi svolto si prefissa l’obiettivo di riflettere sulle tematiche ambientali, costruttive ed energetiche che riguardano quella parte di edilizia montana caratterizzata da una condizione di isolamento perché ad elevata altitudine. In questa realtà la gestione costruttiva ed energetica assume ancor più importanza a causa della necessità di svolgere la propria funzione in autonomia dalle reti di distribuzione di materiale ed energia e dalle principali vie di trasporto. Partendo da un’ampia panoramica della situazione attuale delle strutture di accoglienza per quel che riguarda il territorio valsesiano (provincia di Vercelli), si è arrivati a studiare nel dettaglio l’ampliamento e la riqualificazione energetica del rifugio “Città di Vigevano” (Comune di Alagna), presentando alcune soluzioni possibili alle tematiche in questione. Diverse possono essere le alternative da attuare in questo contesto, non esiste infatti una soluzione univoca a tali problematiche. Partendo da questo presupposto, che è alla base della ricerca, si è focalizzata l’attenzione sull’aspetto ambientale, studiando le condizioni paesaggistiche e climatiche del sito. Certamente ci troviamo in condizioni estreme, ben differenti da quelle abituali dei grandi centri urbani, ma, ciò nonostante, ci siamo confrontati ugualmente con un territorio antropizzato. La vicinanza di un altro rifugio, dell’Istituto Scientifico Mosso e degli impianti di risalita (Monterosaski), infatti, hanno certamente influenzato, seppur indirettamente, le scelte progettuali. Questo lavoro di tesi si propone da un lato, di indicare attraverso l’analisi e la proposta progettuale, una possibile interpretazione della richiesta di attualizzazione delle strutture presenti sul nostro territorio, nella fattispecie il Monte Rosa e dall’altro di affrontare il tema della riqualificazione energetica di edifici esistenti e della sostenibilità delle nuove costruzioni. 
Si tratta di un progetto di ampliamento del rifugio Città di Vigevano ad Alagna, sul Monte Rosa, situato a 2863m di quota. Questo fornisce una possibile risposta al tema del progetto d’alta quota , utilizzando tecnologie e linguaggi contemporanei, e ponendo la nuova struttura in relazione con l’edificio esistente e con il contesto alpino, capace ancora di trasmettere emozioni. Durante la fase progettuale si è deciso di tener conto di una serie di indicazioni e linee guida da rispettare. In primo luogo la volontà di conservare la parte storica del rifugio risalente all’inizio del XX secolo, costruita per accogliere la regina Margherita che doveva raggiungere la capanna Margherita situata a 400m. Il rifugio Vigevano nasce in realtà come albergo e viene poi negli anni successivi acquistato dal CAI che lo converte in rifugio alpino da qui la decisione di recuperare l’antica tradizione alberghiera dell’edificio e restituire quindi l’identità con cui era stato progettato. Abbiamo sentito la necessità di preservare il territorio alpino favorendo il recupero e la riqualificazione delle strutture esistenti e la messa in discussione dell’opportunità di costruirne di nuove; inoltre abbiamo voluto impegnarci nel tentativo di offrire alla zona una struttura ricettiva ad alta quota che potesse rispondere alla crescente richiesta di accoglienza turistica e alle necessità di una clientela sempre più esigente. D’altro canto, esiste ancora la necessità di rispondere ad esigenze legate al turismo alpino ed escursionistico, il quale presenta caratteristiche diverse. Per questo motivo in aggiunta al progetto di riqualificazione e ampliamento del rifugio sono stati posizionati 4 bivacchi, strutture di emergenza ed appoggio che rimangono accessibili tutto l’anno.

Vivere le Alpi oggi : necessità del rifugio contemporaneo. Ampliamento e riqualificazione energetica del rifugio Città di Vigevano e annessi bivacchi, Alagna-Valsesia

GIACOMETTI, ISABELLA;IOVINO, VICTORIA
2015/2016

Abstract

L’uso razionale dell’energia, il rispetto dell’ambiente tramite l’adozione di fonti energetiche rinnovabili e la riduzione delle emissioni inquinanti sono tematiche attualmente molto affrontate e approfondite. In edilizia, la collocazione in un contesto ambientale di pregio favorisce, da parte di progettisti e committenti, il manifestarsi di un atteggiamento ancor più rispettoso e attento. Il presente lavoro di tesi è finalizzato allo sviluppo di alcune riflessioni sulle tematiche costruttive ed energetiche che riguardano quella parte di edilizia montana caratterizzata da una condizione di isolamento ed elevata altitudine. In questa condizione, la gestione costruttiva ed energetica assume ancor più importanza a causa della necessità di svolgere la propria funzione in autonomia dalle reti di distribuzione di materiale ed energia e dalle principali vie di trasporto. Il primo passo nella definizione del progetto è l’individuazione dei requisiti necessari che esso deve avere. Per arrivare allo loro determinazione, fondamentale è un’adeguata analisi del sito che consiste nell’esaminazione dei fattori fisici ambientali e del contesto costruito. Un altro aspetto che concorre a tale risultato è sicuramente l’analisi dell’utenza, nello specifico attività ed esigenze. Tutto questo ci permette di definire i requisiti del nostro progetto : salvaguardia dell’ambiente, uso razionale delle risorse, benessere, igiene e salute. Una corretta analisi iniziale ci consentirà di identificare al meglio le strategie da utilizzare. Il tema trattato in questa tesi è quello del rifugio alpino, elemento generalmente associato a quei manufatti che ospitano gli alpinisti ed escursionisti, ma che in realtà si inserisce in una più ampia cerchia di significati che oggigiorno comprende una grande varietà di strutture, dai cosiddetti “punti di appoggio“a bassa quota, raggiungibili comodamente con le proprie automobili, fino ai bivacchi in luoghi remoti che vedono il passaggio di poche persone l’anno. I rifugi alpini, dove la severità delle condizioni climatiche e la scarsità di risorse energetiche portano a scelte obbligate, improntate all’autosufficienza e alla limitazione dei consumi, si presentano come un caso esemplare di sistema abitativo sostenibile. Se storicamente i rifugi si sono configurati in modo quasi spontaneo, secondo criteri di massima economia di spazio, di materiali, di tempo e di denaro, oggi vedono una rapida evoluzione, dettata non solo dall’aumento degli escursionisti, ma anche dal miglioramento delle possibilità di raggiungere i luoghi più impervi, tramite impianti a fune ed elicotteri. E’ quindi una una categoria molto eterogenea, con una moltitudine di differenze dettate in prima istanza dai fattori ambientali e climatici, ma anche da quelli storico-culturali, in base ai diversi luoghi dove sorgono i rifugi, senza dimenticare l’inevitabile aspetto funzionale che da sempre ha caratterizzato la progettazione e la costruzione di questi manufatti. L’aumento del costo delle fonti energetiche fossili, i cambiamenti climatici e la rottura degli equilibri naturali, hanno dimostrato chiaramente la necessità di agire su diversi fronti, per mettere in atto un processo sostenibile di sviluppo.
Il coinvolgimento in questo senso del patrimonio architettonico è derivato dall’analisi dei consumi energetici, che ha mostrato come le condizioni attuali degli edifici permettano ampi margini di miglioramento. Far rientrare nel progetto di restauro anche il miglioramento dell’efficienza energetica, può essere un ulteriore passo per la conservazione dell’edificio, ma comporta la necessità di affrontare una serie di problemi aggiuntivi.
Fra le tipologie di intervento attuabili sulle preesistenze, da quelli prettamente conservativi, a quelli distruttivi e di ricostruzione, è stato quindi necessario individuare le soluzioni più idonee per l’adattamento funzionale e l’adeguamento impiantistico. Infine il rifugio deve poter esser costruito velocemente, in sicurezza, con ridotti consumi energetici, utilizzando materiali riciclabili e adottando impianti che ne circoscrivano l’impatto sull’ambiente vicino. Per tutti questi fattori, il ricorso alla prefabbricazione leggera – che riduce i tempi di cantiere, esposizioni dei lavoratori a situazioni di pericolosità e costi di elitrasporto – è ormai una condizione da cui non si può prescindere. Il lavoro di tesi svolto si prefissa l’obiettivo di riflettere sulle tematiche ambientali, costruttive ed energetiche che riguardano quella parte di edilizia montana caratterizzata da una condizione di isolamento perché ad elevata altitudine. In questa realtà la gestione costruttiva ed energetica assume ancor più importanza a causa della necessità di svolgere la propria funzione in autonomia dalle reti di distribuzione di materiale ed energia e dalle principali vie di trasporto. Partendo da un’ampia panoramica della situazione attuale delle strutture di accoglienza per quel che riguarda il territorio valsesiano (provincia di Vercelli), si è arrivati a studiare nel dettaglio l’ampliamento e la riqualificazione energetica del rifugio “Città di Vigevano” (Comune di Alagna), presentando alcune soluzioni possibili alle tematiche in questione. Diverse possono essere le alternative da attuare in questo contesto, non esiste infatti una soluzione univoca a tali problematiche. Partendo da questo presupposto, che è alla base della ricerca, si è focalizzata l’attenzione sull’aspetto ambientale, studiando le condizioni paesaggistiche e climatiche del sito. Certamente ci troviamo in condizioni estreme, ben differenti da quelle abituali dei grandi centri urbani, ma, ciò nonostante, ci siamo confrontati ugualmente con un territorio antropizzato. La vicinanza di un altro rifugio, dell’Istituto Scientifico Mosso e degli impianti di risalita (Monterosaski), infatti, hanno certamente influenzato, seppur indirettamente, le scelte progettuali. Questo lavoro di tesi si propone da un lato, di indicare attraverso l’analisi e la proposta progettuale, una possibile interpretazione della richiesta di attualizzazione delle strutture presenti sul nostro territorio, nella fattispecie il Monte Rosa e dall’altro di affrontare il tema della riqualificazione energetica di edifici esistenti e della sostenibilità delle nuove costruzioni. 
Si tratta di un progetto di ampliamento del rifugio Città di Vigevano ad Alagna, sul Monte Rosa, situato a 2863m di quota. Questo fornisce una possibile risposta al tema del progetto d’alta quota , utilizzando tecnologie e linguaggi contemporanei, e ponendo la nuova struttura in relazione con l’edificio esistente e con il contesto alpino, capace ancora di trasmettere emozioni. Durante la fase progettuale si è deciso di tener conto di una serie di indicazioni e linee guida da rispettare. In primo luogo la volontà di conservare la parte storica del rifugio risalente all’inizio del XX secolo, costruita per accogliere la regina Margherita che doveva raggiungere la capanna Margherita situata a 400m. Il rifugio Vigevano nasce in realtà come albergo e viene poi negli anni successivi acquistato dal CAI che lo converte in rifugio alpino da qui la decisione di recuperare l’antica tradizione alberghiera dell’edificio e restituire quindi l’identità con cui era stato progettato. Abbiamo sentito la necessità di preservare il territorio alpino favorendo il recupero e la riqualificazione delle strutture esistenti e la messa in discussione dell’opportunità di costruirne di nuove; inoltre abbiamo voluto impegnarci nel tentativo di offrire alla zona una struttura ricettiva ad alta quota che potesse rispondere alla crescente richiesta di accoglienza turistica e alle necessità di una clientela sempre più esigente. D’altro canto, esiste ancora la necessità di rispondere ad esigenze legate al turismo alpino ed escursionistico, il quale presenta caratteristiche diverse. Per questo motivo in aggiunta al progetto di riqualificazione e ampliamento del rifugio sono stati posizionati 4 bivacchi, strutture di emergenza ed appoggio che rimangono accessibili tutto l’anno.
BARONE, ATTILIO
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
26-lug-2016
2015/2016
Tesi di laurea Magistrale
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