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Tra campus e fabbriche dismesse il progetto riporta a nuova vita l’area occupata dal capannone delle industrie Metalspeciali e fa parte di un più vasto Masterplan. Quest’ultimo vuole inserirsi in una realtà industriale abbandonata che possa essere rigenerata urbanisticamente ricucendo il tessuto spezzato tra il borgo cittadino di via Conterosso e l’adiacente area industriale dismessa. Il nuovo insediamento si colloca tra due note realtà del territorio di Lambrate, il quartiere Feltre e il più recente PRU Rubattino, in una parte di tessuto urbano intermedio caratterizzato principalemte da edifici industriali ormai dismessi; qui la fascia di rispetto verde del fiume è stata cancellata attraverso vari interventi di costruzione e cementificazione degli anni 70’. All’interno di quest’area è stato progettato un parco lineare che segue le sponde del Lambro ricucendo le fasce verdi del Parco Lambro, Parco delle Acque, fino al Parco Forlanini. Lo spazio verde è legato al nucleo cittadino attraverso la creazione di un largo percorso pedonale che, partendo da via Massimiano fino a via Arrighi, permetta ai due isolati d’interesse di abbandonare il loro carattere industriale, a confini inaccessibili, divenendo aree d’interesse commerciale e residenziale; saranno ospitate attività che potranno renderlo un nuovo polo d’interazione urbana 365 giorni l’anno, aperto al borgo, al quartiere e alla città. Tutto ciò verrà reso possibile grazie alla progettazione di tre complessi residenziali con attività commerciali e civiche annesse che andranno ad inserirsi in una realtà in continua mutazione: la dinamica realtà della zona Ventura Lambrate. Il progetto è caratterizzato da un complesso residenziale basato sul concetto di spazio intergenerazionale condiviso, un modello abitativo del futuro in cui il principio fondamentale è la formazione di comunità volontarie che si servono di luoghi d’incontro per mantenere viva la convivenza di diverse generazioni. Compositivamente i due edifici di progetto seguono l’andamento dell’isolato e permettono la creazionedi una piazza centrale, all’interno della quale si distribuiscono gli ingressi residenziali, commerciali e di servizio. La scelta progettuale di spezzare il volume dell’edificato ha permesso la formazione di un percorso pedonale che consente un flusso continuo di persone con lo scopo di rendere vivo il nuovo spazio urbano necessario al borgo. I due edifici residenziali si differenziano tra loro per forma, tipologia e distribuzione interna. Il BLOCCO NORD, rialzato su un podio e adibito esclusivamente ad uso residenziale, ospita duplex di diverse tipologie, tra cui anche gli studio-appartment, con ingresso su piazza, ai piani successivi invece, sono presenti abitazioni di differenti metrature con distribuzione a ballatoio. Al suo interno saranno previsti spazi condominiali ad uso comune più consueti per gli standard di residenza diffusa nel nostro paese; Il BLOCCO SUD, invece, oltre ad ospitare al piano terra attività commerciali di diverso tipo e una sala auditorium ad uso del quartiere, si differenzia per la presenza di nuove tipologie residenziali: gli spazi condivisi ed intergenerazionali degli appartamenti cluster. Sono residenze composte da grandi appartamenti, ognuno dei quali può ospitare più inquilini in alloggi che rispettano gli standard di metrature e privacy. Ogni grande appartamento infatti ospita al suo interno più moduli abitativi. I moduli sono cellule con una camera doppia o due camere, una doppia ed una singola, che garantiscono la presenza di un piccolo bagno privato dotato di doccia, una cucina abitabile che può essere anche tradotta in studio e un corridoio di distribuzione alle stanze. Questi alloggi privati si distribuiscono in modo molto vario all’interno del volume dell’edificio andando a creare ampi spazi liberi in cui si articolano le attività comuni di condivisione tra gli abitanti dei singoli moduli. Ogni cluster nel suo vasto spazio condiviso ospita: una grande cucina comune, un bagno per disabili ed uno con vasca, un ripostiglio adibito a stireria, varie aree relax con divani, poltrone e televisori e ampi tavoli da lavoro e/o studio. Alcuni di questi grandi appartamenti possono anche essere divisi in due zone andando a crearne di più intimi ma rispettando sempre gli standard di condivisione, privacy e metrature. Questa nuova tipologia residenziale, che si sviluppa principalmente in paesi come la Germania e la Svizzera, è ancora del tutto nuova nel contesto italiano. Ma potrebbe essere idonea alle esigenze nate dalla trasformazione di questo brano di città, alle nuove funzioni insediatevi e, conseguentemente, alle nuove figure professionali che l’hanno scelta come sede. Ricordiamo infatti che queste residenze nascono per opera di cooperative che gestiscono, attraverso sistemi di associazioni di privati, l’insediamento di gruppi di residenti. La decisione di chi andrà ad alloggiare nei nuovi nuclei abitativi è degli stessi inquilini che si scelgono in base a conoscenze ed interessi comuni. Quindi tale scelta di aggregazione si trova in linea con lo sviluppo che ha subito la zona negli ultimi anni; alcuni privati hanno, infatti, attraverso rapporti di amicizia e conoscenza, attirato in questi spazi colleghi ed artisti che l’hanno trasformata in area di produzione artistica e culturale. La nuova tipologia vuole sperimentare un diverso modo di vivere, l’abitare condiviso, e trovare soluzione nella nuova forma di produzione in cui l’ex area industriale si è convertita. Si insedia qui, confrontandosi con ciò che quest’area era prima e ciò che è diventata adesso, considerando il nuovo rapporto centro-periferia e gli spazi insufficienti della residenza, ma soprattutto a causa del miglioramento dei dati relativi alla situazione demografica. Questi ultimi testimoniano un forte abbassamento della soglia di età dei residenti. La nuova comunità ha, quindi, nuove esigenze legate agli alloggi residenziali temporanei, dinamici, economici e spesso legati al tema di casa-atelier, che possano ospitare individui di ogni età, ma che in particolar modo meglio si adattano alle necessità dei giovani imprenditori. Inoltre gli interessi legati all’arte e alla cultura, dei nuovi attori di questo palcoscenico, sono fondamentale motivazione del loro insediamento nel luogo, la condivisione di spazi residenziali potrebbe arricchire il forte interesse comune e diventare occasione di scambio di percezioni, suggestioni e collaborazioni portando alla nascita di nuovi progetti condivisi, in un ambiente caratterizzato da una dinamica scia di trasformazione culturale e d’ interesse artistico. La convivenza di differenti fasce d’età potrebbe inoltre favorire uno scambio che incrementerebbe la conoscenza culturale degli individui e rafforserebbe i rapporti interpersonali tra gli inquilini che andrebbero ad abitare le nuove residenze cluster, permettendo una maggiore crescita del senso di comunità che da qualche anno si sta formando in questo brano di città.
Un nuovo isolato urbano per il recupero del tessuto industriale dismesso di Lambrate
COLONNESI, VALENTINA
2015/2016
Abstract
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https://hdl.handle.net/10589/134484