Autore/i DISARO', ANDREA
Relatore GIUDICI, GIANCARLO
Scuola / Dip. ING - Scuola di Ingegneria Industriale e dell'Informazione
Data 3-ott-2017
Anno accademico 2016/2017
Titolo della tesi Italian NPLS, a macroeconomic challenge
Abstract in italiano A fine 2016, l’ammontare dei crediti deteriorati (meglio noti come Non-performing loans/NPLs), presente nei bilanci delle banche Europee ha superato la quota di €1 trilione, pari circa al 9% del Prodotto Interno Lordo cumulato dei paesi membri dell’Unione Europea. Tale fenomeno ha attirato l’attenzione della Banca Centrale Europea (BCE) e dell’Autorità Bancaria Europea (EBA) che già nel 2013, tramite l’Asset Quality Review e gli stress test, avevano messo al vaglio i bilanci dei principali gruppi bancari del Vecchio Continente con particolare attenzione verso i crediti deteriorati. Gli NPLs sono il lascito della grande crisi che nel 2008 ha investito il mercato dei capitali e che si è trasmessa in breve tempo all’economia reale. Nel tempo, questa trasmissione ha azionato un effetto domino che ha travolto anche le economie di quei Paesi che, come l’Italia, meglio avevano reagito inizialmente alla crisi per via delle contenute esposizioni ai prodotti di finanza strutturata che l’avevano scatenata. Il congelamento del capitale delle banche per fronteggiare i NPLs, ha contribuito allo sviluppo del “credit crunch” generando un effetto a catena che è culminato nell’aumento del tasso dei fallimenti delle piccole medie imprese, componenti fondamentali del tessuto industriale/produttivo dell’economia del bel Paese. Il sistema bancocentrico italiano, le pratiche di erogazione del credito a volte inadeguate o illecite e la lentezza delle procedure di recupero crediti (a sua volta correlata con i ritardi della giustizia civile) hanno contribuito ad aggravare negli anni la questione Italiana dei crediti deteriorati. Ad oggi le banche Italiane registrano infatti crediti deteriorati per un ammontare pari a circa il 30% (più di 300 miliardi di euro) del totale presente nei bilanci delle banche Europee. La risoluzione di tale problema non può più essere lasciata alla responsabilità del singolo paese ma rappresenta una sfida macroeconomica con implicazioni sovranazionali, poiché la portata del fenomeno può avere effetti sulla stabilità finanziaria a livello sistemico. Dopo aver analizzato l’inefficacia dei - seppur interessanti - tentativi promossi in Italia per fronteggiare il problema dei NPLs (in primis Atlatante e la GACS), l’inefficienza del mercato secondario dei distressed asset, le misure adottate dal 2008 dal governo Americano per lo smaltimento degli asset tossici (in primis il TARP) e la recente proposta dell’EBA riguardo una bad bank Europea (meglio nota come ACM), questo scritto tenterà di formulare una proposta teorica per lo smaltimento dei NPLs, mettendo a fattor comune quanto di positivo è emerso dall’analisi delle precedenti e senza dimenticare le politiche economiche in essere promosse dalla BCE. La risoluzione del tema degli NPLs Italiani è un tema di estrema attualità, oggetto di studio e dibattito, da parte dei maggiori esperti economici mondiali ed ha assunto recentemente, proprio per le sue implicazioni, sfumature di politica internazionale. Non è ovviamente pretesa di questo elaborato proporre una soluzione definitiva quanto piuttosto far riflettere sulle possibilità che una manovra macroeconomica potrebbe offrire, mettendo in luce la necessità di un intervento studiato e cercando, seppur nel campo della teoria, di sviluppare una proposta che possa contribuire in maniera costruttiva al dibattito in essere.
Abstract in inglese At the end of 2016, the amount of Non-Performing Loans (NPLs) that burdens the European banks’ balance-sheets reached €1 trillion equal to around 9% of the whole Euro area Gross Domestic Product. Such phenomena attracted the attention of the European Banking Authorities (EBA) and of the European Central Bank (ECB) that yet in 2013, through the Asset Quality Review and the stress tests, started to assess the balance-sheets of the old Continent’s main banking groups with exceptional attention towards the NPLs situation. The NPLs are one of the main legacies of the 2008 crisis that, born within the financial markets, quickly moved and affected the real economy. Over time, this transfer from the financial market to the real economy generated a domino effect that infected even those Countries’ economies, such as Italy, that have initially better reacted to the financial crisis thanks to their limited exposure towards the structured financial products. For facing the large stock of NPLs, banks locked up their capital, contributing to the development of the “credit crunch” and generating a chain effect that culminated into the raise of the bankruptcy rate of the small and medium enterprises, that represent the core components of the industrial/productive Italian industry. The “bank-centric” feature of the Italian banking system, the banks’ lending policies in some cases inadequate or illegal and the lengthy credit recovery procedures, (mostly attributable to the slow pace of civil justice) contributed to worsen over the years the issue of the Italian NPLs. Nowadays Italian banks account an amount of non-performing loans equal to around 30% (more than 300 billion euros) of the whole European NPLs stock. Since the magnitude of the phenomena may have financial stability implications at systemic level, the resolution of this issue shouldn’t be in charge of the single Country anymore, but represents a macroeconomic challenge with supranational implications. After having analyzed the ineffective – even if interesting – attempts promoted within Italy for handling the NPLs issue (in particular Atlante and the GACS), the inefficiency of the distressed asset secondary market, the measures adopted since 2008 by the American government for the disposal of the toxic assets (in particular TARP) and the recent EBA’s proposal of a European bad bank (better known as ACM), this paper will try to formulate a theoretical proposal for the disposal of the NPLs, summing up the positive findings of the precedent analysis and keeping into consideration the ongoing economic measures leaded by the ECB. The resolution of the Italian NPLs is a matter of topical, object of study and debate by the main world economics experts and recently assumed, because of its implications, importance at international political level. Clearly this paper has no claim to propose a definitive solution rather it is intended to make the reader reflect on the possibilities and impacts that a macroeconomic measure may offer, highlighting the necessity of a studied and organized intervention trying, even if by a pure theoretical perspective, to develop a proposal that may contribute constructively to the ongoing debate.
Tipo di documento Tesi di laurea Magistrale
Appare nelle tipologie: Tesi di laurea Magistrale
File allegati
File Dimensione Formato  
Italian NPLs, a macroeconomic challenge_Andrea Disarò_20170919.pdf

accessibile in internet per tutti

1.63 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in POLITesi sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/10589/136362