The global process of population ageing is affecting Italy in the last decades. In the future, statistical projections forecast further growth of the phenomenon. Since the period over active age enlarges, unproductive time increases too, along with periods of morbidity, or phases of greater exposure to chronic or acute diseases. In the last few years a social approach to disabilities is emerging: starting from the evolution of the normative lexicon, new attitudes and practices are spreading. This scenario includes the field of health care, especially concerning the welfare continuum: sanitary framework recently tends to convey part of the hospital procedures towards outpatient management. Thanks to these solutions, local assistance services are more widespread throughout the territory. Outpatient health facilities, particularly those out-of-hospital, can be considered as actual urban centralities, characterised by a multidisciplinary perspective in the patient reimbursement, at a therapeutic level but also in the field of prevention and management of pathological chronicity. This growing trend can be introduced in the question of the large amount of abandoned urban buildings, promoting an adaptive reuse for urban regeneration in favor of an active participation. The typological characters of unused pre-existences are suitable to this refunctionalization, thanks to large spans and modular structural schemes. The intervention on re-use contexts can be based on the principle of valorization over time of the building, ensuring functional variability. From this point of view, techno-typological flexibility becomes fundamental: a method based on modular aggregation defines design guidelines that can be adopted for the recovery of pre-existence, developing a new health and multifunctional centrality. Methodological principles are therefore applied in metaprogettual terms to Ex-Provveditorato agli Studi in via Ripamonti (Milan).

Da ormai diverso tempo è in corso un processo di invecchiamento demografico della società su scala mondiale, che interessa anche l’Italia, di cui le proiezioni statistiche prevedono ulteriori incrementi futuri. Si parla così di un fenomeno di senilizzazione progressiva della società. Prolungandosi il periodo al di fuori dell’età attiva aumentano i tempi improduttivi, e insieme i periodi di morbilità, ovvero fasi di maggiore esposizione a patologie croniche o acuti. Negli ultimi decenni sta inoltre emergendo una visione sociale per l’approccio alle disabilità: a partire dall’evoluzione del lessico normativo vengono a diffondersi nuovi atteggiamenti e pratiche. In questo scenario si inserisce l’ambito dell’assistenza sanitaria, in particolare del continuum assistenziale: l’articolazione del sistema tende recentemente a convogliare parte delle procedure ospedaliere verso gestioni outpatient, in regime ambulatoriale. In questo modo si promuove una diffusione più capillare dei supporti assistenziali a livello locale. Le strutture sanitarie ambulatoriali, soprattutto se extra ospedaliere, possono configurarsi come effettive centralità urbane, nell’ottica di una presa in carico multidisciplinare del paziente, non solo a livello terapeutico ma anche in ambito di prevenzione e gestione della cronicità patologica. In questo senso può rivelarsi efficace inserire il sistema nella questione del consistente patrimonio di edifici urbani dismessi, promuovendo un riuso adattivo per una rigenerazione urbana a favore della partecipazione attiva. I caratteri tipologici delle preesistenze inutilizzate si prestano inoltre favorevolmente a questa rifunzionalizzazione, grazie ad ampie luci e a schemi strutturali modulari. L’intervento su contesti di riuso può basarsi sul principio di valorizzazione nel tempo dell’edificio, garantendone una variabilità funzionale. Centrale in questo senso è la flessibilità tecno-tipologica: un metodo fondato sulla aggregazione modulare definisce linee guida di ordine progettuale adottabili per il recupero della preesistenza, sviluppando una nuova centralità sanitaria e multifunzionale. I principi metodologici sono poi applicati in termini metaprogettuali all’Ex Provveditorato agli Studi di via Ripamonti (Milano).

La riconversione valorizzativa del patrimonio terziario. Approccio della cultura tecnologica al progetto di una piattaforma per la salute come centralità urbana. Metodi e strumenti

GUERINI, MICOL
2017/2018

Abstract

The global process of population ageing is affecting Italy in the last decades. In the future, statistical projections forecast further growth of the phenomenon. Since the period over active age enlarges, unproductive time increases too, along with periods of morbidity, or phases of greater exposure to chronic or acute diseases. In the last few years a social approach to disabilities is emerging: starting from the evolution of the normative lexicon, new attitudes and practices are spreading. This scenario includes the field of health care, especially concerning the welfare continuum: sanitary framework recently tends to convey part of the hospital procedures towards outpatient management. Thanks to these solutions, local assistance services are more widespread throughout the territory. Outpatient health facilities, particularly those out-of-hospital, can be considered as actual urban centralities, characterised by a multidisciplinary perspective in the patient reimbursement, at a therapeutic level but also in the field of prevention and management of pathological chronicity. This growing trend can be introduced in the question of the large amount of abandoned urban buildings, promoting an adaptive reuse for urban regeneration in favor of an active participation. The typological characters of unused pre-existences are suitable to this refunctionalization, thanks to large spans and modular structural schemes. The intervention on re-use contexts can be based on the principle of valorization over time of the building, ensuring functional variability. From this point of view, techno-typological flexibility becomes fundamental: a method based on modular aggregation defines design guidelines that can be adopted for the recovery of pre-existence, developing a new health and multifunctional centrality. Methodological principles are therefore applied in metaprogettual terms to Ex-Provveditorato agli Studi in via Ripamonti (Milan).
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
25-lug-2018
2017/2018
Da ormai diverso tempo è in corso un processo di invecchiamento demografico della società su scala mondiale, che interessa anche l’Italia, di cui le proiezioni statistiche prevedono ulteriori incrementi futuri. Si parla così di un fenomeno di senilizzazione progressiva della società. Prolungandosi il periodo al di fuori dell’età attiva aumentano i tempi improduttivi, e insieme i periodi di morbilità, ovvero fasi di maggiore esposizione a patologie croniche o acuti. Negli ultimi decenni sta inoltre emergendo una visione sociale per l’approccio alle disabilità: a partire dall’evoluzione del lessico normativo vengono a diffondersi nuovi atteggiamenti e pratiche. In questo scenario si inserisce l’ambito dell’assistenza sanitaria, in particolare del continuum assistenziale: l’articolazione del sistema tende recentemente a convogliare parte delle procedure ospedaliere verso gestioni outpatient, in regime ambulatoriale. In questo modo si promuove una diffusione più capillare dei supporti assistenziali a livello locale. Le strutture sanitarie ambulatoriali, soprattutto se extra ospedaliere, possono configurarsi come effettive centralità urbane, nell’ottica di una presa in carico multidisciplinare del paziente, non solo a livello terapeutico ma anche in ambito di prevenzione e gestione della cronicità patologica. In questo senso può rivelarsi efficace inserire il sistema nella questione del consistente patrimonio di edifici urbani dismessi, promuovendo un riuso adattivo per una rigenerazione urbana a favore della partecipazione attiva. I caratteri tipologici delle preesistenze inutilizzate si prestano inoltre favorevolmente a questa rifunzionalizzazione, grazie ad ampie luci e a schemi strutturali modulari. L’intervento su contesti di riuso può basarsi sul principio di valorizzazione nel tempo dell’edificio, garantendone una variabilità funzionale. Centrale in questo senso è la flessibilità tecno-tipologica: un metodo fondato sulla aggregazione modulare definisce linee guida di ordine progettuale adottabili per il recupero della preesistenza, sviluppando una nuova centralità sanitaria e multifunzionale. I principi metodologici sono poi applicati in termini metaprogettuali all’Ex Provveditorato agli Studi di via Ripamonti (Milano).
Tesi di laurea Magistrale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/142075