“Few people can be happy unless they hate some other person, nation, or creed” This statement, written by Bertrand Russell (1872-1970), a non-conformist Welsh philosopher and Nobel Prize in Literature in 1950, today it is more relevant than ever. Hate speech online is an evolving phenomenon. All over the Internet there are phrases and speeches that openly incite intolerance and violence against a person or group that could lead to aggressive reactions against the victims. Hate speech is not a new problem, but through Internet and social media it can spread extremely quickly on a very large scale, reaching a huge public. This paper investigates the hate speech in the international context, and it compares the North American approach with the European one and the difficult balancing between two fundamental rights: the right of freedom opinion and expression, and the right to equality and non-discrimination. Afterwards it considers the Italian legislation on hate speech and hate crimes and some cases discussed in the courtrooms. In the third chapter the focus is the online hatred and its peculiar characteristics, and it starts with the hate speech’s definition, which is anything but unambiguous and easy to designate. The following chapter is devoted to the reasons that lead people to act like haters or troll online and the consequences on individuals and society. In the final section are showed several projects conducted by institutions, civil societies and associations in partnership with universities and research centres that outline the intervention areas and the best practices about fighting hate speech. I have tried to give substance to the research work by drafting a toolkit, entitled "Odio". This manual summarizes the good practices against online hate speech and its message is clear and accessible to all people. In a world where individuals think that they can say and behave however they like, everyone has to fight the hatred on the web. In the booklet there are pages showing hate speech posts which were never removed from social media as Facebook and Twitter. The hate speech sentences have a disturbing function: they are placed between the booklet’s pages with the purpose of interrupt the narration.

“Poche persone riescono ad essere felici senza odiare qualche altra persona, nazione o credo". Questa amara constatazione, attribuita a Bertrand Russell (1872-1970), filosofo gallese anticonformista e premio Nobel per la letteratura nel 1950, è oggi più che mai attuale se consideriamo la diffusione dell’hate speech (discorso d’odio) su Internet, ossia di frasi e discorsi che incitano apertamente all'intolleranza e alla violenza nei confronti di una persona o di un gruppo e che possono sfociare in reazioni aggressive contro le vittime. I discorsi d’odio non sono certo una novità, ma i nuovi mezzi di comunicazione sollevano nuove domande, inducendo a cercare risposte adeguate a livello giuridico e metodi per contrastare queste pratiche ispirate alla violenza. Quindi nonostante le espressioni di odio si siano sempre verificate anche in passato, verbalmente o attraverso l’uso dei media tradizionali, oggi tramite Internet e in particolare i social media, tali esternazioni possono circolare con estrema rapidità, diffondersi su larghissima scala e raggiungere un’enorme audience, con l’effetto di stimolare la proliferazione di ulteriori espressioni di tipo analogo per emulazione. Nel presente lavoro si analizzerà in prima istanza il fenomeno delle manifestazioni d’odio nel contesto internazionale, ponendo a confronto l’approccio nordamericano con quello europeo e il difficile bilanciamento tra due diritti fondamentali della persona: il diritto d’espressione e il diritto a non essere oggetto di discriminazione. Si passerà dunque a definire la normativa adottata in Italia in tema di reati di incitamento all’odio, portando all’attenzione alcuni casi discussi nelle aule dei tribunali. Nel terzo capitolo, ci si focalizzerà sull’odio online e sulle sue caratteristiche peculiari. Partendo dalla definizione dell’hate speech, tutt’altro che univoca e di facile designazione, si analizzerà il mondo del web, nello specifico si esamineranno i caratteri distintivi dell’odio espresso in Rete. Si concluderà con un accenno alle principali piattaforme digitali e alle iniziative per rimuovere l’hate speech online. Il capitolo seguente è dedicato ai motivi che inducono all’hate speech, alla gravità dei comportamenti e le conseguenze sugli individui e la società. Ci si interrogherà sulle cause e i fattori scatenanti dell’odio in Rete, con una disamina di alcuni studi. Per ultimo, verranno illustrati vari progetti condotti da istituzioni, società civili e associazioni in accordo con università e centri di ricerca il cui fine è contrastare il fenomeno dei discorsi d'odio online. Tramite l’analisi dei casi studio, si cercherà di identificare le aree di intervento e le best practices. Dopo essermi documentata sul tema e aver appreso delle varie iniziative poste in essere da associazioni e istituti impegnati nella lotta all’hate speech, ho voluto dare il mio piccolo contributo pratico. Si è cercato di dare concretezza ai risultati del lavoro di ricerca attraverso la stesura di un toolkit, dal titolo “Odio”; un manuale che riassume le pratiche nella lotta all’hate speech online. Il messaggio è chiaro e accessibile a tutti. In un mondo che sembra alla mercé degli individui che pensano di poter dire e comportarsi come vogliono, non si può voltare la faccia dinanzi a certe parole espresse sul web, per tale motivo ho estrapolato dalla Rete espressioni d’odio pubblicate sulle piattaforme e mai rimosse. Le frasi hanno una funzione disturbante: si alternano nelle pagine dell’opuscolo e interrompono la narrazione. Lo scopo è provocatorio: così come i troll agiscono per dare fastidio, così i lucidi aggrediscono l’user.

Hate speech. Creare consapevolezza sul fenomeno dei discorsi di odio online

BALDINO, MARTA
2017/2018

Abstract

“Few people can be happy unless they hate some other person, nation, or creed” This statement, written by Bertrand Russell (1872-1970), a non-conformist Welsh philosopher and Nobel Prize in Literature in 1950, today it is more relevant than ever. Hate speech online is an evolving phenomenon. All over the Internet there are phrases and speeches that openly incite intolerance and violence against a person or group that could lead to aggressive reactions against the victims. Hate speech is not a new problem, but through Internet and social media it can spread extremely quickly on a very large scale, reaching a huge public. This paper investigates the hate speech in the international context, and it compares the North American approach with the European one and the difficult balancing between two fundamental rights: the right of freedom opinion and expression, and the right to equality and non-discrimination. Afterwards it considers the Italian legislation on hate speech and hate crimes and some cases discussed in the courtrooms. In the third chapter the focus is the online hatred and its peculiar characteristics, and it starts with the hate speech’s definition, which is anything but unambiguous and easy to designate. The following chapter is devoted to the reasons that lead people to act like haters or troll online and the consequences on individuals and society. In the final section are showed several projects conducted by institutions, civil societies and associations in partnership with universities and research centres that outline the intervention areas and the best practices about fighting hate speech. I have tried to give substance to the research work by drafting a toolkit, entitled "Odio". This manual summarizes the good practices against online hate speech and its message is clear and accessible to all people. In a world where individuals think that they can say and behave however they like, everyone has to fight the hatred on the web. In the booklet there are pages showing hate speech posts which were never removed from social media as Facebook and Twitter. The hate speech sentences have a disturbing function: they are placed between the booklet’s pages with the purpose of interrupt the narration.
CALZATI, STEFANO
ARC III - Scuola del Design
16-apr-2019
2017/2018
“Poche persone riescono ad essere felici senza odiare qualche altra persona, nazione o credo". Questa amara constatazione, attribuita a Bertrand Russell (1872-1970), filosofo gallese anticonformista e premio Nobel per la letteratura nel 1950, è oggi più che mai attuale se consideriamo la diffusione dell’hate speech (discorso d’odio) su Internet, ossia di frasi e discorsi che incitano apertamente all'intolleranza e alla violenza nei confronti di una persona o di un gruppo e che possono sfociare in reazioni aggressive contro le vittime. I discorsi d’odio non sono certo una novità, ma i nuovi mezzi di comunicazione sollevano nuove domande, inducendo a cercare risposte adeguate a livello giuridico e metodi per contrastare queste pratiche ispirate alla violenza. Quindi nonostante le espressioni di odio si siano sempre verificate anche in passato, verbalmente o attraverso l’uso dei media tradizionali, oggi tramite Internet e in particolare i social media, tali esternazioni possono circolare con estrema rapidità, diffondersi su larghissima scala e raggiungere un’enorme audience, con l’effetto di stimolare la proliferazione di ulteriori espressioni di tipo analogo per emulazione. Nel presente lavoro si analizzerà in prima istanza il fenomeno delle manifestazioni d’odio nel contesto internazionale, ponendo a confronto l’approccio nordamericano con quello europeo e il difficile bilanciamento tra due diritti fondamentali della persona: il diritto d’espressione e il diritto a non essere oggetto di discriminazione. Si passerà dunque a definire la normativa adottata in Italia in tema di reati di incitamento all’odio, portando all’attenzione alcuni casi discussi nelle aule dei tribunali. Nel terzo capitolo, ci si focalizzerà sull’odio online e sulle sue caratteristiche peculiari. Partendo dalla definizione dell’hate speech, tutt’altro che univoca e di facile designazione, si analizzerà il mondo del web, nello specifico si esamineranno i caratteri distintivi dell’odio espresso in Rete. Si concluderà con un accenno alle principali piattaforme digitali e alle iniziative per rimuovere l’hate speech online. Il capitolo seguente è dedicato ai motivi che inducono all’hate speech, alla gravità dei comportamenti e le conseguenze sugli individui e la società. Ci si interrogherà sulle cause e i fattori scatenanti dell’odio in Rete, con una disamina di alcuni studi. Per ultimo, verranno illustrati vari progetti condotti da istituzioni, società civili e associazioni in accordo con università e centri di ricerca il cui fine è contrastare il fenomeno dei discorsi d'odio online. Tramite l’analisi dei casi studio, si cercherà di identificare le aree di intervento e le best practices. Dopo essermi documentata sul tema e aver appreso delle varie iniziative poste in essere da associazioni e istituti impegnati nella lotta all’hate speech, ho voluto dare il mio piccolo contributo pratico. Si è cercato di dare concretezza ai risultati del lavoro di ricerca attraverso la stesura di un toolkit, dal titolo “Odio”; un manuale che riassume le pratiche nella lotta all’hate speech online. Il messaggio è chiaro e accessibile a tutti. In un mondo che sembra alla mercé degli individui che pensano di poter dire e comportarsi come vogliono, non si può voltare la faccia dinanzi a certe parole espresse sul web, per tale motivo ho estrapolato dalla Rete espressioni d’odio pubblicate sulle piattaforme e mai rimosse. Le frasi hanno una funzione disturbante: si alternano nelle pagine dell’opuscolo e interrompono la narrazione. Lo scopo è provocatorio: così come i troll agiscono per dare fastidio, così i lucidi aggrediscono l’user.
Tesi di laurea Magistrale
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