“The light enlivens, with the passing of hours, the arches, the walls, the long sequence of emptiness and fullness. The shadows of the truncated columns help us to see dimensions that no longer exist, the water mirrors generate phantom reflections of clouds and architectures that, for an instant, seem to return to their former glory”. (Spina L., La luce oltre il muro. In: Sapelli Ragni M.,Villa Adriana dialoghi con l’antico, p.42, Electa, Verona, 2011) A poetic vision, the one of Luigi Spina, animated by the endless charm of the Great Villa Adriana. Characterized by nymphaeum, basins, sculptures and large terraces, it is in fact one of the largest Roman villas, considered an artistic and archaeological testimony. The developing element of the most important architectural aspects of the Villa and the basis of the choice of the site on which it is built, is the complementarity between two elements: Architecture and Water. Starting from this image, a comparison with the archaeological and naturalistic landscape was sought through the inclusion of new architectural episodes conceived essentially in their relationship with water. Proposals for intervention are the reconstruction and the set-up of the front of the Praetorium and the design of a thermal bath with the objective of enhancing the eastern terrace of the Altura above the Canopus. The former researches in its design a new accessibility to the Summer Palatium, today denied, together with a new scenographic and privileged view of the surrounding villa. The ex-novo construction is instead connected to the presence of the two ancient buildings of the Small and Great Baths, that insist on the axis of Canopus and which confirm the calling connected to the salus per aquam of this district. Grafted onto the substructures of the Altura with a long portico, it takes up the rhythm and becomes a visual module, a regulatory presence for which simple seriality defines spaces and distances. The new volume opens to the place through transparencies, perspectives and interpenetrations with the surrounding olive garden, in its articulation it captures light from above in a plastic way. The exhibition thermal pavilion gathers the characteristics of a Roman thermal building based on the relationship between water and beauty. A permanent art collection is studied and installed within the thermal area. The aim is to provide the archaeological site not only with elements for well-being, but also a place of contemplation in support of the enhancement processes of the archaeological site.

“La luce rianima, durante il trascorrere del giorno, gli archi, i muri, la lunga sequenza di vuoti e pieni. Le ombre delle colonne troncate ci aiutano a vedere dimensioni che non esistono più, gli specchi d’acqua generano riflessi fantasma di nuvole e di architetture che, per un istante, sembrano tornare al loro antico splendore”. (Spina L., La luce oltre il muro. In: Sapelli Ragni M.,Villa Adriana dialoghi con l’antico, p.42, Electa, Verona, 2011) Una visione poetica, quella di Luigi Spina, animata dal fascino imperituro della Grande Villa Adriana. Caratterizzata da ninfei, vasche, sculture e ampie terrazze, è infatti tra le più grandi ville romane, considerata testimonianza artistica ed archeologica. Elemento generatore dei più importanti episodi architettonici della Villa e alla base della scelta del sito su cui è costruita, è la complementarietà tra due elementi: Architettura e Acqua. Partendo da questa immagine si è ricercato un confronto con il paesaggio archeologico e naturalistico con l’inserimento di nuovi episodi architettonici pensati essenzialmente nella loro relazione con l’acqua. Proposte di intervento sono la ricostruzione e musealizzazione del fronte del Pretorio, e la progettazione di un impianto termale con come obiettivo la valorizzazione della terrazza est dell’Altura sopra il Canopo. La prima, ricerca nella sua progettazione una nuova accessibilità al Palatium Estivo, oggi negata, insieme con un nuovo affaccio scenografico e privilegiato sulla villa circostante. La costruzione ex novo è invece legata alla presenza dei due edifici antichi delle Piccole e Grandi Terme che insistono sull’asse del Canopo e che confermano la vocazione legata al salus per aquam di questo quartiere. Innestandosi sulle sostruzioni dell’Altura con un lungo portico ne riprende il ritmo e diviene un modulo visivo, una presenza regolatrice per cui la semplice serialità delimita spazi e distanze. Il nuovo volume si apre al luogo tramite trasparenze, prospettive e compenetrazioni con il giardino di ulivi circostante, nella sua articolazione cattura la luce dall’alto in modo plastico. Il padiglione termale espositivo assume le caratteristiche un edificio termale romano basato sul rapporto tra acqua e bellezza. Viene studiata infatti una collezione d’arte permanente installata e ordinata senza soluzione di continuità all’interno dell’area termale. Obiettivo è infatti quello di dotare il sito archeologico non solo di un’attrezzatura per il benessere, ma anche un luogo di contemplazione a supporto dei processi di valorizzazione del sito archeologico.

Villa Adriana. Architetture d'acqua e paesaggio archeologico. Progetto di ricostruzione e musealizzazione del fronte del Pretorio-Palatium Estivo e sistemazione della terrazza est dell'altura sul Canopo mediante proposta di impianto termale

LUZI, ISABELLA
2017/2018

Abstract

“The light enlivens, with the passing of hours, the arches, the walls, the long sequence of emptiness and fullness. The shadows of the truncated columns help us to see dimensions that no longer exist, the water mirrors generate phantom reflections of clouds and architectures that, for an instant, seem to return to their former glory”. (Spina L., La luce oltre il muro. In: Sapelli Ragni M.,Villa Adriana dialoghi con l’antico, p.42, Electa, Verona, 2011) A poetic vision, the one of Luigi Spina, animated by the endless charm of the Great Villa Adriana. Characterized by nymphaeum, basins, sculptures and large terraces, it is in fact one of the largest Roman villas, considered an artistic and archaeological testimony. The developing element of the most important architectural aspects of the Villa and the basis of the choice of the site on which it is built, is the complementarity between two elements: Architecture and Water. Starting from this image, a comparison with the archaeological and naturalistic landscape was sought through the inclusion of new architectural episodes conceived essentially in their relationship with water. Proposals for intervention are the reconstruction and the set-up of the front of the Praetorium and the design of a thermal bath with the objective of enhancing the eastern terrace of the Altura above the Canopus. The former researches in its design a new accessibility to the Summer Palatium, today denied, together with a new scenographic and privileged view of the surrounding villa. The ex-novo construction is instead connected to the presence of the two ancient buildings of the Small and Great Baths, that insist on the axis of Canopus and which confirm the calling connected to the salus per aquam of this district. Grafted onto the substructures of the Altura with a long portico, it takes up the rhythm and becomes a visual module, a regulatory presence for which simple seriality defines spaces and distances. The new volume opens to the place through transparencies, perspectives and interpenetrations with the surrounding olive garden, in its articulation it captures light from above in a plastic way. The exhibition thermal pavilion gathers the characteristics of a Roman thermal building based on the relationship between water and beauty. A permanent art collection is studied and installed within the thermal area. The aim is to provide the archaeological site not only with elements for well-being, but also a place of contemplation in support of the enhancement processes of the archaeological site.
BACCOLO, ALICE
OSSOLA, SAMUELE
SIMONI, LORENZO
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
15-apr-2019
2017/2018
“La luce rianima, durante il trascorrere del giorno, gli archi, i muri, la lunga sequenza di vuoti e pieni. Le ombre delle colonne troncate ci aiutano a vedere dimensioni che non esistono più, gli specchi d’acqua generano riflessi fantasma di nuvole e di architetture che, per un istante, sembrano tornare al loro antico splendore”. (Spina L., La luce oltre il muro. In: Sapelli Ragni M.,Villa Adriana dialoghi con l’antico, p.42, Electa, Verona, 2011) Una visione poetica, quella di Luigi Spina, animata dal fascino imperituro della Grande Villa Adriana. Caratterizzata da ninfei, vasche, sculture e ampie terrazze, è infatti tra le più grandi ville romane, considerata testimonianza artistica ed archeologica. Elemento generatore dei più importanti episodi architettonici della Villa e alla base della scelta del sito su cui è costruita, è la complementarietà tra due elementi: Architettura e Acqua. Partendo da questa immagine si è ricercato un confronto con il paesaggio archeologico e naturalistico con l’inserimento di nuovi episodi architettonici pensati essenzialmente nella loro relazione con l’acqua. Proposte di intervento sono la ricostruzione e musealizzazione del fronte del Pretorio, e la progettazione di un impianto termale con come obiettivo la valorizzazione della terrazza est dell’Altura sopra il Canopo. La prima, ricerca nella sua progettazione una nuova accessibilità al Palatium Estivo, oggi negata, insieme con un nuovo affaccio scenografico e privilegiato sulla villa circostante. La costruzione ex novo è invece legata alla presenza dei due edifici antichi delle Piccole e Grandi Terme che insistono sull’asse del Canopo e che confermano la vocazione legata al salus per aquam di questo quartiere. Innestandosi sulle sostruzioni dell’Altura con un lungo portico ne riprende il ritmo e diviene un modulo visivo, una presenza regolatrice per cui la semplice serialità delimita spazi e distanze. Il nuovo volume si apre al luogo tramite trasparenze, prospettive e compenetrazioni con il giardino di ulivi circostante, nella sua articolazione cattura la luce dall’alto in modo plastico. Il padiglione termale espositivo assume le caratteristiche un edificio termale romano basato sul rapporto tra acqua e bellezza. Viene studiata infatti una collezione d’arte permanente installata e ordinata senza soluzione di continuità all’interno dell’area termale. Obiettivo è infatti quello di dotare il sito archeologico non solo di un’attrezzatura per il benessere, ma anche un luogo di contemplazione a supporto dei processi di valorizzazione del sito archeologico.
Tesi di laurea Magistrale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/147641