The city of Basel, in the northside, touches France and Germany. Along the border, the production zones are changing into residential and tertiary zones. The headquarters of the pharmaceutical company are shifting from an industrial center to a research and administration campus. The Masterplan, designed by Vittorio Magnago Lampugnani organizes this space into a precise grid. On one hand there are two evident north-south axes, Fabrikstrsse and the Arboretum; on the other there are not evident east-west axis, connecting Elasserstrasse to the new dock of the ferry. To answer to the issue I gave to the site a new axis, simply reducing one row of plots not yet constructed. The connection it’s functional not only in the scale of campus but also in the scale of the city, connecting the green spaces along the border. It starts from the farmlands in France, through the urban orchards, the university park, the Novartis Campus, the Rhein river and arrives to the parks and the German agricultural lands in the east. In the future it will be possible to connect the three countries with a green path, which figuratively symbolizes the traditional and local production chain of the pharmaceutical plants, from the agriculture to the research. Virchow 18 is where the new axis meets the riverfront, the eastern gate of the Campus. The project is an opportunity to experiment, giving a new interpretation to the set of rules of the masterplan. The project is dealing with a series of topics common through the buildings of the campus: the grid, the portico, the light and the sustainability. The shape of the building is defined by modification of the masterplan planned by Herzog & De Meuron: a high building to give a new face to the riverfront. The alignment with the surrounding constructions breaks the volume into blocks, with different structure, function and density. The disruption is healed by the composition of the façade and the plan, two tools which unify diverse volumes into one building. In parallel, the metaphor which compares the building to a tree is a bond between urban project, composition, technology and plants. To define the building with only one expression, I’ve coined a new term: treenitarian, the joint between the words trinitarian and tree.

Basilea, città Svizzera, confina a nord con la Francia e la Germania. Lungo la frontiera, le zone industriali si stanno riqualificando in aree residenziali e commerciali: un esempio è il quartier generale della multinazionale farmaceutica Novartis che, da centro produttivo, si sta trasformando in un centro amministrativo e di ricerca. Il masterplan, pensato dall’architetto Vittorio Magnago Lampugnani, organizza lo spazio grazie ad una griglia ben precisa, caratterizzata dalla presenza di evidenti assi: nella direzione sud-nord si trovano Fabrikstrasse e l’Arboretum, mentre nella direzione est-ovest si denota l’assenza di un asse primario che connetta Elasserstrasse al nuovo molo del traghetto. Per risolvere questo problema ho ridotto lo spessore di una linea di aree edificabili del masterplan originale, dando al sito un nuovo asse principale. Questa nuova connessione non è solo funzionale alla scala del campus, ma anche alla scala della città, dal momento che, potenzialmente, va a connettere gli spazi verdi lungo il confine. Il nuovo percorso ha origine nelle campagne francesi, passa attraverso gli orti urbani, il parco universitario e le ex zone industriali ad ovest, fino ad arrivare al campus, punto da cui riparte, attraversando il fiume Reno, per poi arrivare ai parchi ad est della città in Germania. Nel futuro, quando tutte le zone produttive saranno riconvertite, sarà possibile connettere tre Paesi con un percorso verde che, figurativamente, simboleggia la locale catena produttiva di piante officinali: dalla coltivazione alla ricerca per la produzione di nuovi farmaci. Virchow 18 sorge nel punto in cui il nuovo percorso incontra la riva del fiume, ovvero in corrispondenza della porta orientale del campus. Il progetto è un’opportunità per sperimentare, dando una nuova interpretazione alle rigide regole del masterplan, analizzando temi importanti in tutto il campus quali la griglia, il portico, la luce e la sostenibilità ambientale. La forma dell’edificio scaturisce dalla variazione del masterplan originario ad opera di Herzog & de Meuron: un edificio alto in grado di restituire una nuova qualità alla riva del fiume. L’allineamento con gli edifici circostanti “rompe” il volume dell’edificio in diversi blocchi, caratterizzati da struttura, funzioni e densità differenti. Lo strappo è ricucito dalla composizione della facciata e della pianta, due strumenti che, in modo diverso, riunificano l’edificio. In parallelo, la metafora che compara l’edificio ad un albero, facente parte del percorso verde, è un legame tra progetto urbano, composizione, tecnologia e impianti. Quindi, per definire l’edificio con una sola parola che lo caratterizzasse, ho coniato un nuovo termine: “treenitarian” , dall’unione delle parole inglesi “trinitarian” (trinitario) e “tree” (albero).

Novartis campus - Virchow 18. A treenitarian office building in the Novartis campus

CARAMASCHI, FEDERICO
2017/2018

Abstract

The city of Basel, in the northside, touches France and Germany. Along the border, the production zones are changing into residential and tertiary zones. The headquarters of the pharmaceutical company are shifting from an industrial center to a research and administration campus. The Masterplan, designed by Vittorio Magnago Lampugnani organizes this space into a precise grid. On one hand there are two evident north-south axes, Fabrikstrsse and the Arboretum; on the other there are not evident east-west axis, connecting Elasserstrasse to the new dock of the ferry. To answer to the issue I gave to the site a new axis, simply reducing one row of plots not yet constructed. The connection it’s functional not only in the scale of campus but also in the scale of the city, connecting the green spaces along the border. It starts from the farmlands in France, through the urban orchards, the university park, the Novartis Campus, the Rhein river and arrives to the parks and the German agricultural lands in the east. In the future it will be possible to connect the three countries with a green path, which figuratively symbolizes the traditional and local production chain of the pharmaceutical plants, from the agriculture to the research. Virchow 18 is where the new axis meets the riverfront, the eastern gate of the Campus. The project is an opportunity to experiment, giving a new interpretation to the set of rules of the masterplan. The project is dealing with a series of topics common through the buildings of the campus: the grid, the portico, the light and the sustainability. The shape of the building is defined by modification of the masterplan planned by Herzog & De Meuron: a high building to give a new face to the riverfront. The alignment with the surrounding constructions breaks the volume into blocks, with different structure, function and density. The disruption is healed by the composition of the façade and the plan, two tools which unify diverse volumes into one building. In parallel, the metaphor which compares the building to a tree is a bond between urban project, composition, technology and plants. To define the building with only one expression, I’ve coined a new term: treenitarian, the joint between the words trinitarian and tree.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
15-apr-2019
2017/2018
Basilea, città Svizzera, confina a nord con la Francia e la Germania. Lungo la frontiera, le zone industriali si stanno riqualificando in aree residenziali e commerciali: un esempio è il quartier generale della multinazionale farmaceutica Novartis che, da centro produttivo, si sta trasformando in un centro amministrativo e di ricerca. Il masterplan, pensato dall’architetto Vittorio Magnago Lampugnani, organizza lo spazio grazie ad una griglia ben precisa, caratterizzata dalla presenza di evidenti assi: nella direzione sud-nord si trovano Fabrikstrasse e l’Arboretum, mentre nella direzione est-ovest si denota l’assenza di un asse primario che connetta Elasserstrasse al nuovo molo del traghetto. Per risolvere questo problema ho ridotto lo spessore di una linea di aree edificabili del masterplan originale, dando al sito un nuovo asse principale. Questa nuova connessione non è solo funzionale alla scala del campus, ma anche alla scala della città, dal momento che, potenzialmente, va a connettere gli spazi verdi lungo il confine. Il nuovo percorso ha origine nelle campagne francesi, passa attraverso gli orti urbani, il parco universitario e le ex zone industriali ad ovest, fino ad arrivare al campus, punto da cui riparte, attraversando il fiume Reno, per poi arrivare ai parchi ad est della città in Germania. Nel futuro, quando tutte le zone produttive saranno riconvertite, sarà possibile connettere tre Paesi con un percorso verde che, figurativamente, simboleggia la locale catena produttiva di piante officinali: dalla coltivazione alla ricerca per la produzione di nuovi farmaci. Virchow 18 sorge nel punto in cui il nuovo percorso incontra la riva del fiume, ovvero in corrispondenza della porta orientale del campus. Il progetto è un’opportunità per sperimentare, dando una nuova interpretazione alle rigide regole del masterplan, analizzando temi importanti in tutto il campus quali la griglia, il portico, la luce e la sostenibilità ambientale. La forma dell’edificio scaturisce dalla variazione del masterplan originario ad opera di Herzog & de Meuron: un edificio alto in grado di restituire una nuova qualità alla riva del fiume. L’allineamento con gli edifici circostanti “rompe” il volume dell’edificio in diversi blocchi, caratterizzati da struttura, funzioni e densità differenti. Lo strappo è ricucito dalla composizione della facciata e della pianta, due strumenti che, in modo diverso, riunificano l’edificio. In parallelo, la metafora che compara l’edificio ad un albero, facente parte del percorso verde, è un legame tra progetto urbano, composizione, tecnologia e impianti. Quindi, per definire l’edificio con una sola parola che lo caratterizzasse, ho coniato un nuovo termine: “treenitarian” , dall’unione delle parole inglesi “trinitarian” (trinitario) e “tree” (albero).
Tesi di laurea Magistrale
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