Consuming is the imperative of our society. Consuming identifies us, allows us to be accepted and to be devices that interact in a data system. Desires, emotions and new needs represent the nuances of the frantic and passionate relationship “Consume to Live”. In contemporary society everything is consumption and everything - now more than ever - becomes something extraordinarily necessary. Inside the suburban pattern of homes that repeatedly appear, houses become the objects of consumption of a society that lives and feeds through an economy of debt. An economy led by banks and non-financial consumer institutions. In the middle class suburbs, in the city of Santiago de Chile, it’s clearly shows a precise attention to a housing construction finalized only to private profits. The houses are now conceptual as well as physical edges of what can be defined as a domestic prison. Housing becomes the place of an incessant accumulation of objects, its surface -always reduced by the trajectories of the real estate market- accommodate a heterogeneous scene of elements. The objects of consumption incorporated in it become the new and always updated ‘construction’ materials of living a widespread, globalized and stereotyped reality. In this connected world, storage, data and logistic centers are the physical manifestation of the contemporary consumption active 24/7. As spaces defined by machines, this post-human architecture runs our cities with complex algorithms and mechanical devices. The thesis investigates the relationships of the digital infrastrcucture and architectural spaces of the omnivorous consumers / debtors of things, revealing the economic strategies and formalizations that order and define the system.

Consumare è l'imperativo della nostra società. Il consumo ci identifica, ci consente di essere accettati e di essere dispositivi che interagiscono in un dato sistema. Desideri, emozioni e nuove esigenze rappresentano le sfumature della relazione frenetica e appassionata “Consuma per Vivere”. Nella società contemporanea tutto è consumo e tutto - ora più che mai - diventa qualcosa di straordinariamente necessario. All'interno del pattern suburbano le case diventano gli oggetti di consumo di una società che vive e si nutre attraverso l'economia del debito. Un'economia guidata da banche e istituzioni non finanziarie. La periferia - della classe media- nella città di Santiago del Cile, mostra chiaramente una precisa attenzione a una costruzione di alloggi finalizzata solo ai profitti privati. Le case sono ora contorni concettuali e fisici di quella che può essere definita una prigione domestica. L'abitazione diventa il luogo di un incessante accumulo di oggetti, la sua superficie, sempre ridotta dalle traiettorie del mercato immobiliare, ospita una scena eterogenea di elementi. Gli oggetti di consumo, in esso incorporati, diventano i nuovi e sempre aggiornati materiali di "costruzione" di una realtà diffusa, globalizzata e stereotipata. In questo mondo connesso, gli storage, i data center e i centri di distribuzione sono la manifestazione fisica del consumo contemporaneo attivo 24/7. Questi spazi definiti dalle macchine rappresentano un’architettura post-umana che gestisce le nostre città con algoritmi complessi e dispositivi meccanici. La tesi indaga i rapporti tra l'infrastruttura digitale e gli spazi architettonici del consumatore / debitore onnivoro di oggetti, rivelando le strategie economiche e le formalizzazioni che ordinano e definiscono il sistema.

Capital ex machina. The credit card citizen and the data society

PASINELLI, MATTIA
2018/2019

Abstract

Consuming is the imperative of our society. Consuming identifies us, allows us to be accepted and to be devices that interact in a data system. Desires, emotions and new needs represent the nuances of the frantic and passionate relationship “Consume to Live”. In contemporary society everything is consumption and everything - now more than ever - becomes something extraordinarily necessary. Inside the suburban pattern of homes that repeatedly appear, houses become the objects of consumption of a society that lives and feeds through an economy of debt. An economy led by banks and non-financial consumer institutions. In the middle class suburbs, in the city of Santiago de Chile, it’s clearly shows a precise attention to a housing construction finalized only to private profits. The houses are now conceptual as well as physical edges of what can be defined as a domestic prison. Housing becomes the place of an incessant accumulation of objects, its surface -always reduced by the trajectories of the real estate market- accommodate a heterogeneous scene of elements. The objects of consumption incorporated in it become the new and always updated ‘construction’ materials of living a widespread, globalized and stereotyped reality. In this connected world, storage, data and logistic centers are the physical manifestation of the contemporary consumption active 24/7. As spaces defined by machines, this post-human architecture runs our cities with complex algorithms and mechanical devices. The thesis investigates the relationships of the digital infrastrcucture and architectural spaces of the omnivorous consumers / debtors of things, revealing the economic strategies and formalizations that order and define the system.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
3-ott-2019
2018/2019
Consumare è l'imperativo della nostra società. Il consumo ci identifica, ci consente di essere accettati e di essere dispositivi che interagiscono in un dato sistema. Desideri, emozioni e nuove esigenze rappresentano le sfumature della relazione frenetica e appassionata “Consuma per Vivere”. Nella società contemporanea tutto è consumo e tutto - ora più che mai - diventa qualcosa di straordinariamente necessario. All'interno del pattern suburbano le case diventano gli oggetti di consumo di una società che vive e si nutre attraverso l'economia del debito. Un'economia guidata da banche e istituzioni non finanziarie. La periferia - della classe media- nella città di Santiago del Cile, mostra chiaramente una precisa attenzione a una costruzione di alloggi finalizzata solo ai profitti privati. Le case sono ora contorni concettuali e fisici di quella che può essere definita una prigione domestica. L'abitazione diventa il luogo di un incessante accumulo di oggetti, la sua superficie, sempre ridotta dalle traiettorie del mercato immobiliare, ospita una scena eterogenea di elementi. Gli oggetti di consumo, in esso incorporati, diventano i nuovi e sempre aggiornati materiali di "costruzione" di una realtà diffusa, globalizzata e stereotipata. In questo mondo connesso, gli storage, i data center e i centri di distribuzione sono la manifestazione fisica del consumo contemporaneo attivo 24/7. Questi spazi definiti dalle macchine rappresentano un’architettura post-umana che gestisce le nostre città con algoritmi complessi e dispositivi meccanici. La tesi indaga i rapporti tra l'infrastruttura digitale e gli spazi architettonici del consumatore / debitore onnivoro di oggetti, rivelando le strategie economiche e le formalizzazioni che ordinano e definiscono il sistema.
Tesi di laurea Magistrale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/150196