A fragile landscape is a weak, porous and unfinished landscape; it is the landscape of new introspective peripheries, emergencies, abandonment and sharing’¹. It is from this definition that we want to start by underlining the complexity of a city made up of different scenarios, which has undergone great changes in the course of history but which continues to grow and expand outlining new boundaries and new landscapes. Just in 1992 after the Olympic games the city re-considered the importance of the water. This analysis wants to highlight the axis of the sea and the river Bèsos in a continuous project, that creates different type of environment, to restored the contact between the city and the water. The creation of a threshold, as a buffer zone and passage between water and the city, allows to have a different images of the river, which ‘overflow’ occupying public spaces and becomes the defined space. ‘Filter’ spaces were created from ‘geography’ to become ‘geometry’. From North to South there is a sequence of spaces that starts from the mountains, outlining a ‘New port’ , passes through the ‘Docks’, where water enters taking possession of the stripes, up to the new ‘Green beaches’ that continue towards the sea and the Forum area. The project starts from some considerations that have been identified in the strategy. Some of the positive points in the area concern the proximity to the new project of the ‘Sagrera ‘ and the potential of the industrial area. Starting from these two pre-existing buildings, the inclusion of an attractive activity such as the museum is a further point in favour of the development of a project that can enhance the riverside and reconnect it with the existing urban fabric. The masterplan is developed on two well-defined axes, one is the museum, which connects the Parc de Molinet with the city and the other is the connection between the two major natural axes, La Sagrera and the river Besòs. The secondary axes are given by the infrastructural grid of the industrial area. The union of the main and secondary axes forms a real Grid, given both by the distance between the existing districts and by the only remaining historical fabric in the area, Las Casas Baratas. Hence the name of the New museum of digital arts in Barcelona. An important topic for a city that is now more and more technological and innovative, in a requalified and growing neighborhood.

‘Un paesaggio fragile è un paesaggio debole, poroso ed incompiuto; è il paesaggio delle nuove periferie introflesse, dell’emergenza, dell’abbandono e della condivisione’¹. È da questa definizione che si vuole sottolineare la complessità di una città composta da scenari diversi, che ha subìto grandi cambiamenti nel corso della storia ma che continua a crescere e ad espandersi delineando nuovi confini e nuovi paesaggi. Solo nel 1992, dopo le Olimpiadi, la città riconsiderò l’importanza dell’acqua. Questa analisi vuole evidenziare l’asse del mare e del fiume Bèsos in un progetto continuo, che crea diversi tipi di paesaggio, per ripristinare il contatto tra la città e l’acqua. La creazione di una ‘soglia’, come zona filtro e di passaggio tra l’acqua e la città, consente di avere un’immagine diversa del fiume, che “esonda” diventando spazio pubblico e luogo condiviso. Le aree “Filtro” che sono state create da “geografia” si trasformano in “geometria”; da Nord a Sud vi è una successione di spazi che parte dalle montagne, attraversa l’area industriale, fino ad arrivare al mare. Il progetto parte da alcune considerazioni che sono state identificate nella strategia. Alcuni dei punti positivi nell’area riguardano la vicinanza al nuovo progetto della “Sagrera” e il potenziale dell’area industriale. A partire da questi progetti pre-esistenti, l’inclusione di un’attività come quella museale è un ulteriore punto a favore dello sviluppo di un progetto che può migliorare la riva del fiume, ricollegandosi con il tessuto urbano esistente e riqualificando la zona industriale per definire una nuova ‘‘identità’’ dell’area. Il progetto si sviluppa su due assi principali, il museo, che collega il Parc de Molinet con la città e il collegamento tra i due principali assi naturali, La Sagrera e il fiume Besòs. Gli assi secondari sono dati dalla griglia infrastrutturale dell’area industriale. L’unione degli assi costituisce una vera griglia, data sia dalla distanza tra i distretti esistenti sia dall’unico tessuto storico rimasto nell’area, Las Casas Baratas. Da qui il nome del nuovo museo di arti digitali a Barcellona. Un tema importante per una città che è ora sempre più tecnologica e innovativa, in un quartiere riqualificato e in continua crescita.

The grid museum. A new digital art experience

BASSI, ALICE
2018/2019

Abstract

A fragile landscape is a weak, porous and unfinished landscape; it is the landscape of new introspective peripheries, emergencies, abandonment and sharing’¹. It is from this definition that we want to start by underlining the complexity of a city made up of different scenarios, which has undergone great changes in the course of history but which continues to grow and expand outlining new boundaries and new landscapes. Just in 1992 after the Olympic games the city re-considered the importance of the water. This analysis wants to highlight the axis of the sea and the river Bèsos in a continuous project, that creates different type of environment, to restored the contact between the city and the water. The creation of a threshold, as a buffer zone and passage between water and the city, allows to have a different images of the river, which ‘overflow’ occupying public spaces and becomes the defined space. ‘Filter’ spaces were created from ‘geography’ to become ‘geometry’. From North to South there is a sequence of spaces that starts from the mountains, outlining a ‘New port’ , passes through the ‘Docks’, where water enters taking possession of the stripes, up to the new ‘Green beaches’ that continue towards the sea and the Forum area. The project starts from some considerations that have been identified in the strategy. Some of the positive points in the area concern the proximity to the new project of the ‘Sagrera ‘ and the potential of the industrial area. Starting from these two pre-existing buildings, the inclusion of an attractive activity such as the museum is a further point in favour of the development of a project that can enhance the riverside and reconnect it with the existing urban fabric. The masterplan is developed on two well-defined axes, one is the museum, which connects the Parc de Molinet with the city and the other is the connection between the two major natural axes, La Sagrera and the river Besòs. The secondary axes are given by the infrastructural grid of the industrial area. The union of the main and secondary axes forms a real Grid, given both by the distance between the existing districts and by the only remaining historical fabric in the area, Las Casas Baratas. Hence the name of the New museum of digital arts in Barcelona. An important topic for a city that is now more and more technological and innovative, in a requalified and growing neighborhood.
PESSOA, PEREIRA ALVES HENRIQUE
VANETTI, DARIO
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
3-ott-2019
2018/2019
‘Un paesaggio fragile è un paesaggio debole, poroso ed incompiuto; è il paesaggio delle nuove periferie introflesse, dell’emergenza, dell’abbandono e della condivisione’¹. È da questa definizione che si vuole sottolineare la complessità di una città composta da scenari diversi, che ha subìto grandi cambiamenti nel corso della storia ma che continua a crescere e ad espandersi delineando nuovi confini e nuovi paesaggi. Solo nel 1992, dopo le Olimpiadi, la città riconsiderò l’importanza dell’acqua. Questa analisi vuole evidenziare l’asse del mare e del fiume Bèsos in un progetto continuo, che crea diversi tipi di paesaggio, per ripristinare il contatto tra la città e l’acqua. La creazione di una ‘soglia’, come zona filtro e di passaggio tra l’acqua e la città, consente di avere un’immagine diversa del fiume, che “esonda” diventando spazio pubblico e luogo condiviso. Le aree “Filtro” che sono state create da “geografia” si trasformano in “geometria”; da Nord a Sud vi è una successione di spazi che parte dalle montagne, attraversa l’area industriale, fino ad arrivare al mare. Il progetto parte da alcune considerazioni che sono state identificate nella strategia. Alcuni dei punti positivi nell’area riguardano la vicinanza al nuovo progetto della “Sagrera” e il potenziale dell’area industriale. A partire da questi progetti pre-esistenti, l’inclusione di un’attività come quella museale è un ulteriore punto a favore dello sviluppo di un progetto che può migliorare la riva del fiume, ricollegandosi con il tessuto urbano esistente e riqualificando la zona industriale per definire una nuova ‘‘identità’’ dell’area. Il progetto si sviluppa su due assi principali, il museo, che collega il Parc de Molinet con la città e il collegamento tra i due principali assi naturali, La Sagrera e il fiume Besòs. Gli assi secondari sono dati dalla griglia infrastrutturale dell’area industriale. L’unione degli assi costituisce una vera griglia, data sia dalla distanza tra i distretti esistenti sia dall’unico tessuto storico rimasto nell’area, Las Casas Baratas. Da qui il nome del nuovo museo di arti digitali a Barcellona. Un tema importante per una città che è ora sempre più tecnologica e innovativa, in un quartiere riqualificato e in continua crescita.
Tesi di laurea Magistrale
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Descrizione: Tavola di progetto 4 - Linear park (connection)
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/150580