In questi anni si assiste ad un grande aumento della domanda mondiale di energia a causa dello sviluppo industriale ed economico di molti paesi, come ad esempio la Cina e l’India. Contemporaneamente sta nascendo l’esigenza da parte di molti paesi di aumentare il proprio grado d’indipendenza dalle forniture di combustibili fossili, per evitare di trovarsi in difficoltà nel momento di minore disponibilità e per diversificare le proprie risorse energetiche. Inoltre, molti governi stanno cercando di diminuire il surriscaldamento del clima riducendo la produzione di CO2 causata dalla combustione di petrolio, carbone e gas. Il ricorso al nucleare è considerato da molti come la migliore soluzione, poiché è in grado di fornire grandi quantità di energia elettrica in modo continuo, di produrre minime emissioni di CO2 e di utilizzare un combustibile, che oltre ad essere disponibile in grandi quantità in paesi con un assetto socio-politico stabile, ha un costo che incide in minima parte su quello del kWh. In particolar modo il governo italiano, nel 2008, ha deciso di iniziare un programma di politica energetica che prevede la costruzione di nuove centrali nucleari, e alcune aziende italiane del settore stanno già partecipando alla realizzazione di impianti in costruzione in Europa, come ad esempio l’impianto di Flamanville 3 in Francia e quello di Mochovce in Slovacchia. Questa situazione ha generato l’interesse da parte dell’intero settore industriale e in particolar modo delle società EPC, che hanno come settori principali di riferimento quelli dell’Oil & Gas e della Power Generation. Difatti queste società eseguono già progetti di grandi impianti legati direttamente o indirettamente con la produzione di energia, progetti che hanno delle caratteristiche comuni con quelli degli impianti nucleari, fra cui la grande importanza ricoperta dal valore delle forniture rispetto al valore totale del progetto. I progetti di impianti nucleari, tuttavia, presentano delle problematiche e delle criticità non comuni ad altri progetti, che sono legati all’elevata sicurezza che è richiesta da questo tipo di tecnologia. In questo studio si è voluto capire in che modo queste differenze possono influenzare il procurement delle società EPC che sono interessate a lavorare nel settore nucleare, e come esse devono agire e quali aspetti del loro comportamento d’acquisto devono eventualmente modificare. Per raggiungere questi obiettivi è stato condotto uno studio di casi intervistando telefonicamente i Procurement Managers di quattro società EPC best-in-class che fanno parte dell’ANIMP. L’intervista è stata effettuata sulla base di un questionario costituito da domande aperte suddivise in quattro sezioni: profilo della società, strategia di procurement, organizzazione della Procurement Function e processo di procurement. Durante queste fasi si sono considerati i fattori contestuali interni ed esterni, suddivisi in quattro macro categorie (Importance of Purchasing, Complexity of the Supply Market, Strategic Relevance, Project Characteristics), che influenzano le relative caratteristiche del procurement e si è chiesto di confrontare il comportamento d’acquisto delle società con quello che bisognerebbe adottare, o che già adottano, per i progetti d’impianti nucleari, in modo tale da creare un confronto per ogni fase del procurement. Dopo aver analizzato le singole interviste, sono state poi confrontate le risposte date dalle diverse società. Infine, questa ricerca indica quale sia il comportamento di procurement più adatto per le società EPC che vogliono entrare nel business del nucleare.
Ingresso nel nucleare delle società EPC : conseguenze sul procurement
FRASSÀ, EMANUELE
2009/2010
Abstract
In questi anni si assiste ad un grande aumento della domanda mondiale di energia a causa dello sviluppo industriale ed economico di molti paesi, come ad esempio la Cina e l’India. Contemporaneamente sta nascendo l’esigenza da parte di molti paesi di aumentare il proprio grado d’indipendenza dalle forniture di combustibili fossili, per evitare di trovarsi in difficoltà nel momento di minore disponibilità e per diversificare le proprie risorse energetiche. Inoltre, molti governi stanno cercando di diminuire il surriscaldamento del clima riducendo la produzione di CO2 causata dalla combustione di petrolio, carbone e gas. Il ricorso al nucleare è considerato da molti come la migliore soluzione, poiché è in grado di fornire grandi quantità di energia elettrica in modo continuo, di produrre minime emissioni di CO2 e di utilizzare un combustibile, che oltre ad essere disponibile in grandi quantità in paesi con un assetto socio-politico stabile, ha un costo che incide in minima parte su quello del kWh. In particolar modo il governo italiano, nel 2008, ha deciso di iniziare un programma di politica energetica che prevede la costruzione di nuove centrali nucleari, e alcune aziende italiane del settore stanno già partecipando alla realizzazione di impianti in costruzione in Europa, come ad esempio l’impianto di Flamanville 3 in Francia e quello di Mochovce in Slovacchia. Questa situazione ha generato l’interesse da parte dell’intero settore industriale e in particolar modo delle società EPC, che hanno come settori principali di riferimento quelli dell’Oil & Gas e della Power Generation. Difatti queste società eseguono già progetti di grandi impianti legati direttamente o indirettamente con la produzione di energia, progetti che hanno delle caratteristiche comuni con quelli degli impianti nucleari, fra cui la grande importanza ricoperta dal valore delle forniture rispetto al valore totale del progetto. I progetti di impianti nucleari, tuttavia, presentano delle problematiche e delle criticità non comuni ad altri progetti, che sono legati all’elevata sicurezza che è richiesta da questo tipo di tecnologia. In questo studio si è voluto capire in che modo queste differenze possono influenzare il procurement delle società EPC che sono interessate a lavorare nel settore nucleare, e come esse devono agire e quali aspetti del loro comportamento d’acquisto devono eventualmente modificare. Per raggiungere questi obiettivi è stato condotto uno studio di casi intervistando telefonicamente i Procurement Managers di quattro società EPC best-in-class che fanno parte dell’ANIMP. L’intervista è stata effettuata sulla base di un questionario costituito da domande aperte suddivise in quattro sezioni: profilo della società, strategia di procurement, organizzazione della Procurement Function e processo di procurement. Durante queste fasi si sono considerati i fattori contestuali interni ed esterni, suddivisi in quattro macro categorie (Importance of Purchasing, Complexity of the Supply Market, Strategic Relevance, Project Characteristics), che influenzano le relative caratteristiche del procurement e si è chiesto di confrontare il comportamento d’acquisto delle società con quello che bisognerebbe adottare, o che già adottano, per i progetti d’impianti nucleari, in modo tale da creare un confronto per ogni fase del procurement. Dopo aver analizzato le singole interviste, sono state poi confrontate le risposte date dalle diverse società. Infine, questa ricerca indica quale sia il comportamento di procurement più adatto per le società EPC che vogliono entrare nel business del nucleare.File | Dimensione | Formato | |
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