Un parco solare come testimonianza della riproducibilità e delcontrollo dei caratteri atmosferici; percezione calcolata dell’ambiente, indagine sull’interdipendenza tra atmosfera ed organismo, tra spazio corporeo ed extra-corporeo. Il clima allestisce il parco ed offre l’opportunità di cogliere l’invisibile legame che nasce dal dialogo di reazioni endogene ed esogene, fisiologiche e meteorologiche. Il Sole, gandezza luciferina, solca cute ed organi per accarezzare ricordi e sensazioni; generoso, profonde energia in eccesso, da captare e ridisperdere. E allora il viadotto in dismissione, infrastruttura obsoleta, si riscopre metafora di estati ed inverni perenni, culla sperimentale di ambienti sintetici, di spazi mentali dove le grandezze fisiche si intrecciano e si combinano parametricamente: al microscopio. Luce, aria ed elementi chimici donano forma e spazio ai laboratori, architetture immobili, rivelatrici di impercettibili flussi. In opposizione, l’abbandono indotto della superficie del manto stradale, incisa ad accogliere una lenta ed incontrovertibile erosione biologica. E ancora le gallerie, violenze artificiali nel paesaggio, si riscoprono grembo di una vegetazione densa e rigogliosa, di microcosmi ritrovati, esposizione universale di paesaggi alieni. Un percorso, dunque, che si snoda tra architetture polari, climi artificiali, risposte ormonali e neuronali, deputato alla mera esperienza del Sole, esperienza volta al dispendio: atto atavico, di vita, di conoscenza.

There is nothing new under the sun. Un parco solare, Calabria Italia

MAJ, JONATHAN ROBERT;CHIAPPA NUNEZ, VALENTINA
2010/2011

Abstract

Un parco solare come testimonianza della riproducibilità e delcontrollo dei caratteri atmosferici; percezione calcolata dell’ambiente, indagine sull’interdipendenza tra atmosfera ed organismo, tra spazio corporeo ed extra-corporeo. Il clima allestisce il parco ed offre l’opportunità di cogliere l’invisibile legame che nasce dal dialogo di reazioni endogene ed esogene, fisiologiche e meteorologiche. Il Sole, gandezza luciferina, solca cute ed organi per accarezzare ricordi e sensazioni; generoso, profonde energia in eccesso, da captare e ridisperdere. E allora il viadotto in dismissione, infrastruttura obsoleta, si riscopre metafora di estati ed inverni perenni, culla sperimentale di ambienti sintetici, di spazi mentali dove le grandezze fisiche si intrecciano e si combinano parametricamente: al microscopio. Luce, aria ed elementi chimici donano forma e spazio ai laboratori, architetture immobili, rivelatrici di impercettibili flussi. In opposizione, l’abbandono indotto della superficie del manto stradale, incisa ad accogliere una lenta ed incontrovertibile erosione biologica. E ancora le gallerie, violenze artificiali nel paesaggio, si riscoprono grembo di una vegetazione densa e rigogliosa, di microcosmi ritrovati, esposizione universale di paesaggi alieni. Un percorso, dunque, che si snoda tra architetture polari, climi artificiali, risposte ormonali e neuronali, deputato alla mera esperienza del Sole, esperienza volta al dispendio: atto atavico, di vita, di conoscenza.
ARC I - Scuola di Architettura e Società
20-lug-2011
2010/2011
Tesi di laurea Magistrale
File allegati
File Dimensione Formato  
2011_07_CHIAPPANUNEZ_MAJ.pdf

accessibile in internet per tutti

Descrizione: Abstract e indice delle tavole
Dimensione 74.5 kB
Formato Adobe PDF
74.5 kB Adobe PDF Visualizza/Apri
2011_07_CHIAPPANUNEZ_MAJ.pdf

accessibile in internet solo dagli utenti autorizzati

Descrizione: tavole
Dimensione 26.2 MB
Formato Adobe PDF
26.2 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri

I documenti in POLITesi sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/22946