This research develops a theory on residues as key tools for interpreting contemporary tensions, from urbanization and the climate crisis to technological obsolescence. Part I introduces the concept of "contemporary mines," where the residues of our era are seen as hidden resources, capable of shaping urban and ecological networks, and establishes the theoretical framework for this perspective. Part II explores the concept of “leftover” as a marginal, unstable force that subverts meaning within contemporary dynamics. Through the rhizomatic model of Deleuze and Guattari, residues are interpreted as part of an interconnected system, with a multilayered network of meanings that transcends historical linearity and opens new design possibilities. Part III is organized into three methodological phases to represent the complexity of residues and their interactions: an atlas based on Bruno Latour’s Actor-Network Theory, which visualizes the connections between various types of residues; analytical matrices employing Ian McHarg's model to compare environmental, social, and ecological data; and a measurement approach inspired by James Corner to map the dynamic evolution of residues in space. Part IV presents three metaprojects: Garbage City in Cairo, where waste sustains the social ecosystem of the Zabbaleen community; Sweetwater in Texas, where abandoned wind turbines reveal the paradoxes of sustainability; and Point Nemo in the Pacific, used as a "spacecraft cemetery," with significant legislative implications for managing technological residues. The conclusion, inspired by dialogue with Alan Berger, invites us to recognize residues as strategic resources for urban and ecological regeneration. Through the dialectic of “implosion” and “explosion,” the thesis proposes valuing residues as vital elements, envisioning places and realities that thrive on them in a continuous cycle of integration, ultimately shaping the characteristics of contemporary and future spaces.

Questa ricerca elabora una teoria sui residui come strumenti chiave per interpretare le tensioni del mondo contemporaneo, tra urbanizzazione, crisi climatica e obsolescenza tecnologica. La Parte I introduce l’idea delle “miniere contemporanee,” in cui i residui della nostra epoca sono visti come risorse nascoste, capaci di plasmare reti urbane ed ecologiche, e stabilisce il quadro teorico di riferimento. La Parte II esplora il concetto di “leftover” come forza marginale e instabile che sovverte significati all'interno delle dinamiche contemporanee. Attraverso il modello rizomatico di Deleuze e Guattari, i residui sono interpretati come parte di un sistema interconnesso, con una rete multistrato di significati che va oltre la linearità storica e apre nuove possibilità progettuali. La Parte III è organizzata in tre fasi metodologiche per rappresentare la complessità dei residui e delle loro interazioni: un atlante basato sulla Actor-Network Theory di Bruno Latour, che visualizza le connessioni tra i vari tipi di residui; le matrici analitiche, che impiegano il modello di Ian McHarg per confrontare dati ambientali, sociali ed ecologici; e un approccio alla "misurazione," ispirato a James Corner, per interpretare tramite mappe l'evoluzione dinamica dei residui nello spazio. La Parte IV presenta tre metaprogetti: Garbage City al Cairo, dove i rifiuti sostengono l’ecosistema sociale dei Zabbaleen; Sweetwater in Texas, dove le pale eoliche dismesse svelano i paradossi della sostenibilità; e Punto Nemo nel Pacifico, utilizzato come "cimitero spaziale," con rilevanti implicazioni legislative per la gestione dei residui tecnologici. La conclusione, nata dal dialogo con Alan Berger, invita a riconoscere i residui come risorse strategiche per la rigenerazione urbana ed ecologica. Attraverso la dialettica tra “implosione” ed “esplosione,” la tesi propone di valorizzare i residui come elementi vitali, immaginando luoghi e realtà che prosperano grazie ad essi in un ciclo continuo di integrazione, designando e plasmando le caratteristiche dei luoghi del contemporaneo e del futuro.

Left(L)overs: questioning waste as contemporary mine through epigenetic landscapes

Nuccio, Michelle;Molteni, Riccardo
2023/2024

Abstract

This research develops a theory on residues as key tools for interpreting contemporary tensions, from urbanization and the climate crisis to technological obsolescence. Part I introduces the concept of "contemporary mines," where the residues of our era are seen as hidden resources, capable of shaping urban and ecological networks, and establishes the theoretical framework for this perspective. Part II explores the concept of “leftover” as a marginal, unstable force that subverts meaning within contemporary dynamics. Through the rhizomatic model of Deleuze and Guattari, residues are interpreted as part of an interconnected system, with a multilayered network of meanings that transcends historical linearity and opens new design possibilities. Part III is organized into three methodological phases to represent the complexity of residues and their interactions: an atlas based on Bruno Latour’s Actor-Network Theory, which visualizes the connections between various types of residues; analytical matrices employing Ian McHarg's model to compare environmental, social, and ecological data; and a measurement approach inspired by James Corner to map the dynamic evolution of residues in space. Part IV presents three metaprojects: Garbage City in Cairo, where waste sustains the social ecosystem of the Zabbaleen community; Sweetwater in Texas, where abandoned wind turbines reveal the paradoxes of sustainability; and Point Nemo in the Pacific, used as a "spacecraft cemetery," with significant legislative implications for managing technological residues. The conclusion, inspired by dialogue with Alan Berger, invites us to recognize residues as strategic resources for urban and ecological regeneration. Through the dialectic of “implosion” and “explosion,” the thesis proposes valuing residues as vital elements, envisioning places and realities that thrive on them in a continuous cycle of integration, ultimately shaping the characteristics of contemporary and future spaces.
Janke, Jonas
Grawert, Olaf
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
11-dic-2024
2023/2024
Questa ricerca elabora una teoria sui residui come strumenti chiave per interpretare le tensioni del mondo contemporaneo, tra urbanizzazione, crisi climatica e obsolescenza tecnologica. La Parte I introduce l’idea delle “miniere contemporanee,” in cui i residui della nostra epoca sono visti come risorse nascoste, capaci di plasmare reti urbane ed ecologiche, e stabilisce il quadro teorico di riferimento. La Parte II esplora il concetto di “leftover” come forza marginale e instabile che sovverte significati all'interno delle dinamiche contemporanee. Attraverso il modello rizomatico di Deleuze e Guattari, i residui sono interpretati come parte di un sistema interconnesso, con una rete multistrato di significati che va oltre la linearità storica e apre nuove possibilità progettuali. La Parte III è organizzata in tre fasi metodologiche per rappresentare la complessità dei residui e delle loro interazioni: un atlante basato sulla Actor-Network Theory di Bruno Latour, che visualizza le connessioni tra i vari tipi di residui; le matrici analitiche, che impiegano il modello di Ian McHarg per confrontare dati ambientali, sociali ed ecologici; e un approccio alla "misurazione," ispirato a James Corner, per interpretare tramite mappe l'evoluzione dinamica dei residui nello spazio. La Parte IV presenta tre metaprogetti: Garbage City al Cairo, dove i rifiuti sostengono l’ecosistema sociale dei Zabbaleen; Sweetwater in Texas, dove le pale eoliche dismesse svelano i paradossi della sostenibilità; e Punto Nemo nel Pacifico, utilizzato come "cimitero spaziale," con rilevanti implicazioni legislative per la gestione dei residui tecnologici. La conclusione, nata dal dialogo con Alan Berger, invita a riconoscere i residui come risorse strategiche per la rigenerazione urbana ed ecologica. Attraverso la dialettica tra “implosione” ed “esplosione,” la tesi propone di valorizzare i residui come elementi vitali, immaginando luoghi e realtà che prosperano grazie ad essi in un ciclo continuo di integrazione, designando e plasmando le caratteristiche dei luoghi del contemporaneo e del futuro.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/231131