This dissertation explores the cultural and architectural transformation of Marrakech’s historic Medina through the lens of adaptive reuse, focusing particularly on the Ben Youssef Madrasa and El Badi Palace. Grounded in personal experience and fieldwork following the 2023 earthquake, the research highlights how heritage sites in the Medina, though visually preserved, are often stripped of their original social and spiritual value, reduced to photogenic shells within a city shaped increasingly by mass tourism and gentrification. The thesis critically examines the process of musealisation, which risks turning living heritage into static attractions disconnected from local identity. Drawing from theoretical frameworks such as Alois Riegl’s vision of monument preservation and Edward Said’s reflections on cultural exchange, the work questions how conservation can move beyond aesthetics to foster meaningful engagement. The study proposes an alternative path: the adaptive reuse of El Badi Palace as a living cultural center, a space where knowledge, spirituality, craftsmanship, and intercultural dialogue can once again flourish. Through architectural proposals that integrate interactive learning, traditional arts, contemplation spaces, and international residencies, the project envisions a reactivation of the palace that responds to both local needs and global challenges. In doing so, it argues for a heritage strategy that re-centers local communities and transforms historic buildings into vibrant spaces of continuity, creation, and cultural resilience.

Questa tesi esplora la trasformazione culturale e architettonica della storica Medina di Marrakech attraverso la lente del riutilizzo adattivo, concentrandosi in particolare sulla Madrasa Ben Youssef e sul Palazzo El Badi. Basata sull’esperienza personale e sul lavoro sul campo svolto dopo il terremoto del 2023, la ricerca evidenzia come i siti storici della Medina, sebbene visivamente preservati, siano spesso privati del loro valore sociale e spirituale originario, ridotti a gusci fotogenici all’interno di una città sempre più plasmata dal turismo di massa e dalla gentrificazione. La tesi esamina criticamente il processo di musealizzazione, che rischia di trasformare il patrimonio vivente in attrazioni statiche scollegate dall’identità locale. Attingendo a quadri teorici come la visione di Alois Riegl sulla conservazione dei monumenti e le riflessioni di Edward Said sullo scambio culturale, il lavoro si interroga su come la conservazione possa andare oltre l’estetica per promuovere un impegno significativo. Lo studio propone un percorso alternativo: il riutilizzo adattivo del Palazzo El Badi come centro culturale vivente, uno spazio in cui la conoscenza, la spiritualità, l’artigianato e il dialogo interculturale possano rifiorire. Attraverso proposte architettoniche che integrano l’apprendimento interattivo, le arti tradizionali, gli spazi di contemplazione e le residenze internazionali, il progetto prevede una riattivazione del palazzo che risponda sia alle esigenze locali che alle sfide globali. In tal modo, sostiene una strategia patrimoniale che rimetta al centro le comunità locali e trasformi gli edifici storici in spazi vivaci di continuità, creazione e resilienza culturale.

Dar Hermes : a cultural foundation to revive the soul of El Badi Palace

Tangou, Yasmine
2024/2025

Abstract

This dissertation explores the cultural and architectural transformation of Marrakech’s historic Medina through the lens of adaptive reuse, focusing particularly on the Ben Youssef Madrasa and El Badi Palace. Grounded in personal experience and fieldwork following the 2023 earthquake, the research highlights how heritage sites in the Medina, though visually preserved, are often stripped of their original social and spiritual value, reduced to photogenic shells within a city shaped increasingly by mass tourism and gentrification. The thesis critically examines the process of musealisation, which risks turning living heritage into static attractions disconnected from local identity. Drawing from theoretical frameworks such as Alois Riegl’s vision of monument preservation and Edward Said’s reflections on cultural exchange, the work questions how conservation can move beyond aesthetics to foster meaningful engagement. The study proposes an alternative path: the adaptive reuse of El Badi Palace as a living cultural center, a space where knowledge, spirituality, craftsmanship, and intercultural dialogue can once again flourish. Through architectural proposals that integrate interactive learning, traditional arts, contemplation spaces, and international residencies, the project envisions a reactivation of the palace that responds to both local needs and global challenges. In doing so, it argues for a heritage strategy that re-centers local communities and transforms historic buildings into vibrant spaces of continuity, creation, and cultural resilience.
CORNAERT, Dominique
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
22-lug-2025
2024/2025
Questa tesi esplora la trasformazione culturale e architettonica della storica Medina di Marrakech attraverso la lente del riutilizzo adattivo, concentrandosi in particolare sulla Madrasa Ben Youssef e sul Palazzo El Badi. Basata sull’esperienza personale e sul lavoro sul campo svolto dopo il terremoto del 2023, la ricerca evidenzia come i siti storici della Medina, sebbene visivamente preservati, siano spesso privati del loro valore sociale e spirituale originario, ridotti a gusci fotogenici all’interno di una città sempre più plasmata dal turismo di massa e dalla gentrificazione. La tesi esamina criticamente il processo di musealizzazione, che rischia di trasformare il patrimonio vivente in attrazioni statiche scollegate dall’identità locale. Attingendo a quadri teorici come la visione di Alois Riegl sulla conservazione dei monumenti e le riflessioni di Edward Said sullo scambio culturale, il lavoro si interroga su come la conservazione possa andare oltre l’estetica per promuovere un impegno significativo. Lo studio propone un percorso alternativo: il riutilizzo adattivo del Palazzo El Badi come centro culturale vivente, uno spazio in cui la conoscenza, la spiritualità, l’artigianato e il dialogo interculturale possano rifiorire. Attraverso proposte architettoniche che integrano l’apprendimento interattivo, le arti tradizionali, gli spazi di contemplazione e le residenze internazionali, il progetto prevede una riattivazione del palazzo che risponda sia alle esigenze locali che alle sfide globali. In tal modo, sostiene una strategia patrimoniale che rimetta al centro le comunità locali e trasformi gli edifici storici in spazi vivaci di continuità, creazione e resilienza culturale.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/240399