At the edge of the historic center of the city of Pavia, the former Military Arsenal lies like a great urban wound, a mute memory of a productive and military past that is now disused. It is from this suspended legacy that the idea of a regeneration project capable of returning this area of about 125,000 square meters to the city and its inhabitants was born. The work of this thesis has therefore analyzed the possibility of generating, through the creation of a new university campus and civic center, new connections both on the socio-economic level, with the agricultural, production and research sectors that already constitute one of the identity matrices of the Pavia area, and on the spatial level, by stitching together the urban compartments located on the edges of the project area. Mending and enhancing are the guiding actions that have guided the entire project path. The concept, based on the idea of “connective flows”, governs the entire intervention, from the urban to the architectural scale, transforming distributive spaces into vital fulcrums and activators of relationships, rather than mere elements of passage. The challenge of recovering the existing built heritage with a project characterized by a large square footage, large structural spans and suspended elements, required a multi-level and interdisciplinary design approach, capable of integrating architectural, structural, lighting, technological and environmental components. To deal with this complexity, the use of parametric design tools, both for the calculation and verification of structural elements and for the definition and optimization of shading and natural lighting strategies, thus ensured respect for the spatial concept and the environmental quality of the spaces generated. With this in mind, the use of bio-based materials derived from rice processing waste, a resource strongly identified with the Pavia area, contributed not only to the improvement of thermo-hygrometric performance, but also to the offsetting of the project’s carbon footprint through the use of local and low-impact resources. The following work therefore aspires to offer a new vision for the former Military Arsenal with the aim of generating a place capable of dialoguing with the memory of the site, enhancing local resources and at the same time offering a space open to innovation and the city.

Ai margini del centro storico della città di Pavia, l’ex Arsenale Militare giace come una grande ferita urbana, memoria muta di un passato produttivo e militare ormai dismesso. È da questa eredità sospesa che nasce l’idea di un progetto di rigenerazione in grado di restituire quest’area di circa 125.000 metri quadri alla città e ai suoi abitanti. Il lavoro della presente tesi ha quindi analizzato la possibilità di generare, attraverso la realizzazione di un nuovo campus universitario e di un polo civico, nuove connessioni sia sul piano socio-economico, con i settori agricoli, produttivi e della ricerca che costituiscono già oggi una delle matrici identitarie del territorio pavese, sia sul piano spaziale, ricucendo i comparti urbani collocati ai margini dell’area di progetto. Ricucire e valorizzare sono le azioni guida che hanno orientato l’intero percorso progettuale. Il concept, basato sull’idea di “flussi connettivi”, regola l’intero intervento, dalla scala urbana a quella architettonica, trasformando gli spazi distributivi in fulcri vitali e attivatori di relazioni, anziché semplici elementi di passaggio. La sfida di recuperare il patrimonio costruito esistente con un progetto caratterizzato da un’ampia metratura, grandi luci strutturali ed elementi sospesi, ha richiesto un approccio progettuale multilivello e interdisciplinare, capace di integrare le componenti architettoniche, strutturali, illuminotecniche, tecnologiche e ambientali. Per affrontare questa complessità, l’uso di strumenti di progettazione parametrica, sia per il calcolo e la verifica degli elementi strutturali, sia per la definizione e l’ottimizzazione delle schermature e delle strategie di illuminamento naturale, ha quindi garantito il rispetto del concept spaziale e la qualità ambientale degli spazi generati. In quest’ottica, l’impiego di materiali bio-based derivati da scarti della lavorazione del riso, risorsa fortemente identitaria del territorio pavese, ha contribuito non solo al miglioramento delle prestazioni termoigrometriche, ma anche alla compensazione dell’impronta di carbonio del progetto, attraverso l’uso di risorse locali e a basso impatto ambientale. Il seguente lavoro ambisce pertanto a offrire una nuova visione per l’ex Arsenale Militare con l’obiettivo di generare un luogo capace di dialogare con la memoria del sito, valorizzare le risorse locali e al contempo offrire uno spazio aperto all’innovazione e alla città.

Ars Revivendi : un approccio progettuale integrato per la rigenerazione dell'ex Arsenale Militare di Pavia

Viganò, Erik;Lusiani, Martin
2024/2025

Abstract

At the edge of the historic center of the city of Pavia, the former Military Arsenal lies like a great urban wound, a mute memory of a productive and military past that is now disused. It is from this suspended legacy that the idea of a regeneration project capable of returning this area of about 125,000 square meters to the city and its inhabitants was born. The work of this thesis has therefore analyzed the possibility of generating, through the creation of a new university campus and civic center, new connections both on the socio-economic level, with the agricultural, production and research sectors that already constitute one of the identity matrices of the Pavia area, and on the spatial level, by stitching together the urban compartments located on the edges of the project area. Mending and enhancing are the guiding actions that have guided the entire project path. The concept, based on the idea of “connective flows”, governs the entire intervention, from the urban to the architectural scale, transforming distributive spaces into vital fulcrums and activators of relationships, rather than mere elements of passage. The challenge of recovering the existing built heritage with a project characterized by a large square footage, large structural spans and suspended elements, required a multi-level and interdisciplinary design approach, capable of integrating architectural, structural, lighting, technological and environmental components. To deal with this complexity, the use of parametric design tools, both for the calculation and verification of structural elements and for the definition and optimization of shading and natural lighting strategies, thus ensured respect for the spatial concept and the environmental quality of the spaces generated. With this in mind, the use of bio-based materials derived from rice processing waste, a resource strongly identified with the Pavia area, contributed not only to the improvement of thermo-hygrometric performance, but also to the offsetting of the project’s carbon footprint through the use of local and low-impact resources. The following work therefore aspires to offer a new vision for the former Military Arsenal with the aim of generating a place capable of dialoguing with the memory of the site, enhancing local resources and at the same time offering a space open to innovation and the city.
PITTAU, FRANCESCO
ZANI, GIULIO
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
23-lug-2025
2024/2025
Ai margini del centro storico della città di Pavia, l’ex Arsenale Militare giace come una grande ferita urbana, memoria muta di un passato produttivo e militare ormai dismesso. È da questa eredità sospesa che nasce l’idea di un progetto di rigenerazione in grado di restituire quest’area di circa 125.000 metri quadri alla città e ai suoi abitanti. Il lavoro della presente tesi ha quindi analizzato la possibilità di generare, attraverso la realizzazione di un nuovo campus universitario e di un polo civico, nuove connessioni sia sul piano socio-economico, con i settori agricoli, produttivi e della ricerca che costituiscono già oggi una delle matrici identitarie del territorio pavese, sia sul piano spaziale, ricucendo i comparti urbani collocati ai margini dell’area di progetto. Ricucire e valorizzare sono le azioni guida che hanno orientato l’intero percorso progettuale. Il concept, basato sull’idea di “flussi connettivi”, regola l’intero intervento, dalla scala urbana a quella architettonica, trasformando gli spazi distributivi in fulcri vitali e attivatori di relazioni, anziché semplici elementi di passaggio. La sfida di recuperare il patrimonio costruito esistente con un progetto caratterizzato da un’ampia metratura, grandi luci strutturali ed elementi sospesi, ha richiesto un approccio progettuale multilivello e interdisciplinare, capace di integrare le componenti architettoniche, strutturali, illuminotecniche, tecnologiche e ambientali. Per affrontare questa complessità, l’uso di strumenti di progettazione parametrica, sia per il calcolo e la verifica degli elementi strutturali, sia per la definizione e l’ottimizzazione delle schermature e delle strategie di illuminamento naturale, ha quindi garantito il rispetto del concept spaziale e la qualità ambientale degli spazi generati. In quest’ottica, l’impiego di materiali bio-based derivati da scarti della lavorazione del riso, risorsa fortemente identitaria del territorio pavese, ha contribuito non solo al miglioramento delle prestazioni termoigrometriche, ma anche alla compensazione dell’impronta di carbonio del progetto, attraverso l’uso di risorse locali e a basso impatto ambientale. Il seguente lavoro ambisce pertanto a offrire una nuova visione per l’ex Arsenale Militare con l’obiettivo di generare un luogo capace di dialogare con la memoria del sito, valorizzare le risorse locali e al contempo offrire uno spazio aperto all’innovazione e alla città.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/240413