To this day, digital death is one of the most complex and overlooked challenges in the field of communication design. Prompted by a personal experience with the lingering presence of a digital profile after death, this thesis investigates how death—once excluded from the public sphere in modern times—is now resurfacing in digital spaces as informational traces and unintended presences. The research explores the cultural shift in how death is represented, the role of technology in reshaping mourning practices, and the rise of the so-called Digital Afterlife Industries (DAIs), revealing a significant gap in both narrative and design approaches. This thesis advocates for a paradigm shift: reimagining the role of communication designers as aware and responsible actors in engaging with death across digital media. From this perspective, it introduces the Digital Death Designer Manifesto—a set of guidelines to help communication professionals design content, environments, and narratives with thanatosensitivity. The ultimate goal is to foster a new design literacy—one that brings humanity, care, and respect back to how death is addressed in the digital realm.

La morte digitale rappresenta oggi una delle sfide più complesse e trascurate nell’ambito della progettazione comunicativa. A partire da un’esperienza personale legata alla persistenza postuma di un profilo digitale, questa tesi indaga come la morte, rimossa dalla sfera pubblica nella modernità, stia riemergendo negli ambienti digitali sotto forma di tracce informazionali e presenze non intenzionali. L’analisi attraversa il cambiamento culturale della rappresentazione della morte, l’impatto delle tecnologie nel ridefinire le forme del lutto e le dinamiche delle cosiddette DAI (Digital Afterlife Industries), evidenziando un vuoto progettuale e narrativo. La tesi propone un cambio di paradigma: ripensare il ruolo del designer della comunicazione come figura consapevole e responsabile nel trattare la morte nei media digitali. Ne deriva la costruzione del Digital Death Designer Manifesto, un set di linee guida pensato per orientare i professionisti della comunicazione nella progettazione di contenuti, spazi e narrazioni tanatosensibili. L’obiettivo è contribuire a una nuova alfabetizzazione progettuale, capace di restituire umanità, cura e rispetto alla presenza della morte nel digitale.

The digital death designer manifesto : linee guida per la progettazione di strategie comunicative tanatosensibili

Dorigo, Francesca
2024/2025

Abstract

To this day, digital death is one of the most complex and overlooked challenges in the field of communication design. Prompted by a personal experience with the lingering presence of a digital profile after death, this thesis investigates how death—once excluded from the public sphere in modern times—is now resurfacing in digital spaces as informational traces and unintended presences. The research explores the cultural shift in how death is represented, the role of technology in reshaping mourning practices, and the rise of the so-called Digital Afterlife Industries (DAIs), revealing a significant gap in both narrative and design approaches. This thesis advocates for a paradigm shift: reimagining the role of communication designers as aware and responsible actors in engaging with death across digital media. From this perspective, it introduces the Digital Death Designer Manifesto—a set of guidelines to help communication professionals design content, environments, and narratives with thanatosensitivity. The ultimate goal is to foster a new design literacy—one that brings humanity, care, and respect back to how death is addressed in the digital realm.
ARC III - Scuola del Design
22-lug-2025
2024/2025
La morte digitale rappresenta oggi una delle sfide più complesse e trascurate nell’ambito della progettazione comunicativa. A partire da un’esperienza personale legata alla persistenza postuma di un profilo digitale, questa tesi indaga come la morte, rimossa dalla sfera pubblica nella modernità, stia riemergendo negli ambienti digitali sotto forma di tracce informazionali e presenze non intenzionali. L’analisi attraversa il cambiamento culturale della rappresentazione della morte, l’impatto delle tecnologie nel ridefinire le forme del lutto e le dinamiche delle cosiddette DAI (Digital Afterlife Industries), evidenziando un vuoto progettuale e narrativo. La tesi propone un cambio di paradigma: ripensare il ruolo del designer della comunicazione come figura consapevole e responsabile nel trattare la morte nei media digitali. Ne deriva la costruzione del Digital Death Designer Manifesto, un set di linee guida pensato per orientare i professionisti della comunicazione nella progettazione di contenuti, spazi e narrazioni tanatosensibili. L’obiettivo è contribuire a una nuova alfabetizzazione progettuale, capace di restituire umanità, cura e rispetto alla presenza della morte nel digitale.
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Descrizione: THE DIGITAL DEATH DESIGNER MANIFESTO - LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE DI STRATEGIE COMUNICATIVE TANATOSENSIBILI
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/240929