The progressive depopulation of inland and mountain centres is a widespread phenomenon on a national scale, which has affected the central Apennines in particular. Although this dynamic involves many areas of the country, the research focuses on the mountain centres in the province of L'Aquila, an emblematic context for understanding the transformations of living and the consequences of abandonment in inland areas. The profound socio-economic changes of the twentieth century have affected daily life and the organisation of space, leaving clear signs in demographic, economic and above all architectural terms. Many historic centres, now emptied, retain a building heritage of great value but lacking function. Through a morphological and typological analysis of eight representative municipalities, identified according to the phenomena of "slow-down" and "duplication" the work proposes design scenarios for a conscious and sustainable re-inhabitation. Living is thus reinterpreted as a cultural and design act, capable of enhancing the existing built environment, rethinking public space, improving accessibility and activating new economic and training resources. An approach that aims to counter urban centralisation, offering new perspectives of life in fragile territories but rich in opportunities.

Il progressivo spopolamento dei centri interni e montani è un fenomeno diffuso su scala nazionale, che ha interessato in particolare l’Appennino centrale. Sebbene questa dinamica coinvolga molte aree del Paese, la ricerca si focalizza sui centri montani della provincia dell’Aquila, contesto emblematico per comprendere le trasformazioni dell’abitare e le conseguenze dell’abbandono nelle aree interne. I profondi mutamenti socio-economici del Novecento hanno inciso sulla vita quotidiana e sull’organizzazione dello spazio, lasciando segni evidenti a livello demografico, economico e soprattutto architettonico. Molti centri storici, oggi svuotati, conservano un patrimonio edilizio di grande valore ma privo di funzione. Attraverso un’analisi morfologica e tipologica di otto comuni rappresentativi, identificati secondo i fenomeni di “scivolamento” e “duplicazione”, il lavoro propone scenari progettuali per una riabitazione consapevole e sostenibile. L’abitare viene così riletto come atto culturale e progettuale, capace di valorizzare il costruito esistente, ripensare lo spazio pubblico, migliorare l’accessibilità e attivare nuove risorse economiche e formative. Un approccio che mira a contrastare la centralizzazione urbana, offrendo nuove prospettive di vita in territori fragili ma ricchi di opportunità.

For a new habitability: interventions to rethink the abandonment of mountain centres

Ganapini, Lucia;Lodi Rizzini, Gaia
2024/2025

Abstract

The progressive depopulation of inland and mountain centres is a widespread phenomenon on a national scale, which has affected the central Apennines in particular. Although this dynamic involves many areas of the country, the research focuses on the mountain centres in the province of L'Aquila, an emblematic context for understanding the transformations of living and the consequences of abandonment in inland areas. The profound socio-economic changes of the twentieth century have affected daily life and the organisation of space, leaving clear signs in demographic, economic and above all architectural terms. Many historic centres, now emptied, retain a building heritage of great value but lacking function. Through a morphological and typological analysis of eight representative municipalities, identified according to the phenomena of "slow-down" and "duplication" the work proposes design scenarios for a conscious and sustainable re-inhabitation. Living is thus reinterpreted as a cultural and design act, capable of enhancing the existing built environment, rethinking public space, improving accessibility and activating new economic and training resources. An approach that aims to counter urban centralisation, offering new perspectives of life in fragile territories but rich in opportunities.
DI COSMO, FEDERICO
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
23-lug-2025
2024/2025
Il progressivo spopolamento dei centri interni e montani è un fenomeno diffuso su scala nazionale, che ha interessato in particolare l’Appennino centrale. Sebbene questa dinamica coinvolga molte aree del Paese, la ricerca si focalizza sui centri montani della provincia dell’Aquila, contesto emblematico per comprendere le trasformazioni dell’abitare e le conseguenze dell’abbandono nelle aree interne. I profondi mutamenti socio-economici del Novecento hanno inciso sulla vita quotidiana e sull’organizzazione dello spazio, lasciando segni evidenti a livello demografico, economico e soprattutto architettonico. Molti centri storici, oggi svuotati, conservano un patrimonio edilizio di grande valore ma privo di funzione. Attraverso un’analisi morfologica e tipologica di otto comuni rappresentativi, identificati secondo i fenomeni di “scivolamento” e “duplicazione”, il lavoro propone scenari progettuali per una riabitazione consapevole e sostenibile. L’abitare viene così riletto come atto culturale e progettuale, capace di valorizzare il costruito esistente, ripensare lo spazio pubblico, migliorare l’accessibilità e attivare nuove risorse economiche e formative. Un approccio che mira a contrastare la centralizzazione urbana, offrendo nuove prospettive di vita in territori fragili ma ricchi di opportunità.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/241098