This thesis presents a design proposal for the Bosco della Musica competition in Rogoredo, Milan, reimagining the concert hall as both a cultural landmark and a catalyst for community life. The project aims to create a space where music, architecture, and public life converge, reconnecting the existing urban fabric with the new Santa Giulia development and celebrating Rogoredo’s industrial past. At the heart of the proposal stands the concert hall, conceived as a glowing, white beacon that draws visitors from afar. Its semi-transparent façade creates a sense of mystery, inviting curiosity without revealing its full interior. The sweeping roof continues inside, guiding visitors into the foyer where the auditorium appears suspended within a crystalline envelope. Bridges and passerelles allow visitors to experience the space dynamically before entering the auditorium — the “hidden gem” of the project. The auditorium itself is carefully shaped to maximize capacity, optimize sightlines, and deliver exceptional acoustics through adjustable convex ceiling panels that reflect and diffuse sound. The masterplan extends beyond the concert hall to foster community interaction. A generous public park, varied green spaces, and five smaller buildings activate the site throughout the day. These buildings house restaurants, a library, workshops, and cultural venues, with terraces and open ground floors that animate the central passage. A music venue above a bar at the northern edge creates a bridge between Rogoredo’s historic district and the future Santa Giulia development, encouraging social exchange. Industrial heritage is preserved through the reuse of the Ex-Chimici building as a music school, connecting the area’s past with its new cultural role. Together, these interventions create a lively, safe environment designed to welcome diverse users and foster a sense of belonging. This proposal frames the concert hall not only as a place for musical performance but as a catalyst for urban growth — a landmark where architecture strengthens community ties, animates public space, and inspires collective cultural identity.

Questa tesi presenta una proposta progettuale per il concorso Bosco della Musica a Rogoredo, Milano, ripensando la sala da concerto come punto di riferimento culturale e catalizzatore della vita comunitaria. L’obiettivo è creare uno spazio in cui musica, architettura e vita pubblica si incontrino, ricucendo il tessuto urbano esistente con il nuovo sviluppo di Santa Giulia e celebrando il passato industriale di Rogoredo. Fulcro del progetto è la sala da concerto, concepita come un faro bianco e luminoso che attrae i visitatori da lontano. La facciata semitrasparente genera un senso di mistero, stimolando la curiosità senza svelare del tutto l’interno. La copertura sinuosa prosegue all’interno, accompagnando il pubblico verso il foyer, dove l’auditorium appare sospeso in un involucro cristallino. Passerelle e ponti permettono un’esperienza dinamica dello spazio prima di accedere all’auditorium — la “gemma nascosta” del progetto. Quest’ultimo è modellato con cura per massimizzare la capienza, ottimizzare le visuali e garantire un’acustica eccellente grazie a pannelli di copertura convessi e regolabili che riflettono e diffondono il suono. Il masterplan si estende oltre la sala da concerto per favorire l’interazione sociale. Un ampio parco pubblico, spazi verdi diversificati e cinque edifici minori animano l’area durante tutta la giornata. Questi ospitano ristoranti, una biblioteca, laboratori e spazi culturali, con terrazze e piani terra aperti che rendono vivo il percorso centrale. Sul margine nord, una sala concerti sopra un bar crea un ponte tra il quartiere storico di Rogoredo e il futuro sviluppo di Santa Giulia, favorendo lo scambio sociale. Il patrimonio industriale viene valorizzato attraverso il riuso dell’edificio Ex-Chimici come scuola di musica, creando un legame tra la memoria del luogo e la sua nuova vocazione culturale. L’insieme di questi interventi genera un ambiente vitale e sicuro, pensato per accogliere utenti diversi e rafforzare il senso di appartenenza. La proposta interpreta la sala da concerto non solo come luogo di performance musicale, ma come motore di crescita urbana — un landmark in cui l’architettura rafforza i legami comunitari, anima lo spazio pubblico e ispira una rinnovata identità collettiva.

House of music

SUHRE, DAVID AMIR PAUL;YASIN, CEYDA;El Haddad, Rayan
2024/2025

Abstract

This thesis presents a design proposal for the Bosco della Musica competition in Rogoredo, Milan, reimagining the concert hall as both a cultural landmark and a catalyst for community life. The project aims to create a space where music, architecture, and public life converge, reconnecting the existing urban fabric with the new Santa Giulia development and celebrating Rogoredo’s industrial past. At the heart of the proposal stands the concert hall, conceived as a glowing, white beacon that draws visitors from afar. Its semi-transparent façade creates a sense of mystery, inviting curiosity without revealing its full interior. The sweeping roof continues inside, guiding visitors into the foyer where the auditorium appears suspended within a crystalline envelope. Bridges and passerelles allow visitors to experience the space dynamically before entering the auditorium — the “hidden gem” of the project. The auditorium itself is carefully shaped to maximize capacity, optimize sightlines, and deliver exceptional acoustics through adjustable convex ceiling panels that reflect and diffuse sound. The masterplan extends beyond the concert hall to foster community interaction. A generous public park, varied green spaces, and five smaller buildings activate the site throughout the day. These buildings house restaurants, a library, workshops, and cultural venues, with terraces and open ground floors that animate the central passage. A music venue above a bar at the northern edge creates a bridge between Rogoredo’s historic district and the future Santa Giulia development, encouraging social exchange. Industrial heritage is preserved through the reuse of the Ex-Chimici building as a music school, connecting the area’s past with its new cultural role. Together, these interventions create a lively, safe environment designed to welcome diverse users and foster a sense of belonging. This proposal frames the concert hall not only as a place for musical performance but as a catalyst for urban growth — a landmark where architecture strengthens community ties, animates public space, and inspires collective cultural identity.
Pecora,Corrado
Imperadori, Marco
Dotelli, Giovanni
Sarto, Luca
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
23-ott-2025
2024/2025
Questa tesi presenta una proposta progettuale per il concorso Bosco della Musica a Rogoredo, Milano, ripensando la sala da concerto come punto di riferimento culturale e catalizzatore della vita comunitaria. L’obiettivo è creare uno spazio in cui musica, architettura e vita pubblica si incontrino, ricucendo il tessuto urbano esistente con il nuovo sviluppo di Santa Giulia e celebrando il passato industriale di Rogoredo. Fulcro del progetto è la sala da concerto, concepita come un faro bianco e luminoso che attrae i visitatori da lontano. La facciata semitrasparente genera un senso di mistero, stimolando la curiosità senza svelare del tutto l’interno. La copertura sinuosa prosegue all’interno, accompagnando il pubblico verso il foyer, dove l’auditorium appare sospeso in un involucro cristallino. Passerelle e ponti permettono un’esperienza dinamica dello spazio prima di accedere all’auditorium — la “gemma nascosta” del progetto. Quest’ultimo è modellato con cura per massimizzare la capienza, ottimizzare le visuali e garantire un’acustica eccellente grazie a pannelli di copertura convessi e regolabili che riflettono e diffondono il suono. Il masterplan si estende oltre la sala da concerto per favorire l’interazione sociale. Un ampio parco pubblico, spazi verdi diversificati e cinque edifici minori animano l’area durante tutta la giornata. Questi ospitano ristoranti, una biblioteca, laboratori e spazi culturali, con terrazze e piani terra aperti che rendono vivo il percorso centrale. Sul margine nord, una sala concerti sopra un bar crea un ponte tra il quartiere storico di Rogoredo e il futuro sviluppo di Santa Giulia, favorendo lo scambio sociale. Il patrimonio industriale viene valorizzato attraverso il riuso dell’edificio Ex-Chimici come scuola di musica, creando un legame tra la memoria del luogo e la sua nuova vocazione culturale. L’insieme di questi interventi genera un ambiente vitale e sicuro, pensato per accogliere utenti diversi e rafforzare il senso di appartenenza. La proposta interpreta la sala da concerto non solo come luogo di performance musicale, ma come motore di crescita urbana — un landmark in cui l’architettura rafforza i legami comunitari, anima lo spazio pubblico e ispira una rinnovata identità collettiva.
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Descrizione: Presentation boards of the House of Music project by Amir Suhre, Ceyda Yasin, and Rayan Elhaddad, October 2025
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Descrizione: Thesis Booklet for the House of Music, by Amir Suhre, Ceyda Yasin and Rayan Elhaddad, October 2025
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/243132