Cities often reflect dominant cultural norms, leaving marginalized groups such as LGBTQIA+ communities excluded from public spaces. Therefore, “gayborhoods” have historically emerged as safer enclaves, yet these remain vulnerable to exclusion, commodification, and gentrification. This thesis explores how public spaces can be made more inclusive, accessible, and secure beyond traditional boundaries. It combines queer space theory with urban design approaches to explore strategies for reimagining urban life. Methodologically, the study employs an action-oriented approach. The research is grounded in queer space theory and urban studies, combining theoretical insights with a case study from Bangkok. The case illustrates how queer urbanism emerges through everyday practices, thereby broadening queer space theories that are typically grounded in the Western context. The design guidelines shaped by the case study and theoretical part apply to Milan, serving as the primary site for applications. Mapping, interviews, and media analysis reveal tensions within the city’s queer geographies, culminating in a SWOT analysis of Via Sammartini—an area characterized by its centrality yet marginality, safety concerns, and socio-spatial fragmentation. Design strategies are then proposed across different scales, guided by queer principles. The approach demonstrates that queering public space is not a fixed model, but a growing phenomenon in the city through everyday practice. By queering Via Sammartini, the thesis underscores the ethical and political significance of urban design in shaping inclusive, plural urban futures. It argues that public space can serve as a living ground for diversity, moving beyond identity enclaves to foster more inclusive urban communities.

Le città spesso riflettono le norme culturali dominanti, lasciando gruppi marginalizzati come le comunità LGBTQIA+ esclusi dagli spazi pubblici. I “gayborhoods” sono emersi come enclave più sicure, ma restano vulnerabili all'esclusione, alla mercificazione e alla gentrificazione. Questa tesi esplora come gli spazi pubblici possano essere ripensati attraverso una lente queer, per diventare più inclusivi, accessibili e sicuri oltre i confini tradizionali. Dal punto di vista metodologico, la ricerca adotta un approccio orientato all’azione, fondato sulla teoria dello spazio queer e sugli studi urbani. Un caso studio su Bangkok illustra come l’urbanismo queer emerga da pratiche quotidiane e informali, ampliando teorie tipicamente radicate nel contesto occidentale. Le linee guida progettuali, derivate dal caso studio e dal quadro teorico, vengono applicate a Milano, sito principale di indagine. Mappature spaziali, interviste e analisi dei media hanno rivelato tensioni e criticità nelle geografie queer della città, culminando in un’analisi SWOT di Via Sammartini—un’area centrale ma al contempo marginale, segnata da problemi di sicurezza e frammentazione socio-spaziale. Le strategie di progetto elaborate operano a diverse scale e sono guidate da principi queer. L’approccio dimostra che queerizzare lo spazio pubblico non è un modello fisso, ma un processo in continua evoluzione che si manifesta attraverso le pratiche quotidiane. Attraverso la queerizzazione di Via Sammartini, la tesi sottolinea la rilevanza etica e politica del design urbano nel plasmare futuri urbani più inclusivi e plurali. Lo spazio pubblico può diventare terreno vivo per la diversità, andando oltre le enclave identitarie per promuovere comunità più accoglienti e partecipative.

Designing queer public space : a queer approach to a network of public spaces designed to foster inclusivity for all identities in Milan

Rabuepin, Damisa
2024/2025

Abstract

Cities often reflect dominant cultural norms, leaving marginalized groups such as LGBTQIA+ communities excluded from public spaces. Therefore, “gayborhoods” have historically emerged as safer enclaves, yet these remain vulnerable to exclusion, commodification, and gentrification. This thesis explores how public spaces can be made more inclusive, accessible, and secure beyond traditional boundaries. It combines queer space theory with urban design approaches to explore strategies for reimagining urban life. Methodologically, the study employs an action-oriented approach. The research is grounded in queer space theory and urban studies, combining theoretical insights with a case study from Bangkok. The case illustrates how queer urbanism emerges through everyday practices, thereby broadening queer space theories that are typically grounded in the Western context. The design guidelines shaped by the case study and theoretical part apply to Milan, serving as the primary site for applications. Mapping, interviews, and media analysis reveal tensions within the city’s queer geographies, culminating in a SWOT analysis of Via Sammartini—an area characterized by its centrality yet marginality, safety concerns, and socio-spatial fragmentation. Design strategies are then proposed across different scales, guided by queer principles. The approach demonstrates that queering public space is not a fixed model, but a growing phenomenon in the city through everyday practice. By queering Via Sammartini, the thesis underscores the ethical and political significance of urban design in shaping inclusive, plural urban futures. It argues that public space can serve as a living ground for diversity, moving beyond identity enclaves to foster more inclusive urban communities.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
23-ott-2025
2024/2025
Le città spesso riflettono le norme culturali dominanti, lasciando gruppi marginalizzati come le comunità LGBTQIA+ esclusi dagli spazi pubblici. I “gayborhoods” sono emersi come enclave più sicure, ma restano vulnerabili all'esclusione, alla mercificazione e alla gentrificazione. Questa tesi esplora come gli spazi pubblici possano essere ripensati attraverso una lente queer, per diventare più inclusivi, accessibili e sicuri oltre i confini tradizionali. Dal punto di vista metodologico, la ricerca adotta un approccio orientato all’azione, fondato sulla teoria dello spazio queer e sugli studi urbani. Un caso studio su Bangkok illustra come l’urbanismo queer emerga da pratiche quotidiane e informali, ampliando teorie tipicamente radicate nel contesto occidentale. Le linee guida progettuali, derivate dal caso studio e dal quadro teorico, vengono applicate a Milano, sito principale di indagine. Mappature spaziali, interviste e analisi dei media hanno rivelato tensioni e criticità nelle geografie queer della città, culminando in un’analisi SWOT di Via Sammartini—un’area centrale ma al contempo marginale, segnata da problemi di sicurezza e frammentazione socio-spaziale. Le strategie di progetto elaborate operano a diverse scale e sono guidate da principi queer. L’approccio dimostra che queerizzare lo spazio pubblico non è un modello fisso, ma un processo in continua evoluzione che si manifesta attraverso le pratiche quotidiane. Attraverso la queerizzazione di Via Sammartini, la tesi sottolinea la rilevanza etica e politica del design urbano nel plasmare futuri urbani più inclusivi e plurali. Lo spazio pubblico può diventare terreno vivo per la diversità, andando oltre le enclave identitarie per promuovere comunità più accoglienti e partecipative.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/243140