This thesis explores the modern ruin: unfinished or abandoned architectures of the postwar era that reveal both the ambitions and fragilities of modernity. Unlike classical ruins, which are framed as distant monuments of heritage, modern ruins are unsettling because of their immediacy. They remain too close to the present, exposing failed futures and suspended projects. Italy provides a particular context, where the celebrated ruins of antiquity coexist with the dispersed landscape of incompiuto public works and deserted institutions. The central question guiding this research is: how can the modern ruin be reimagined through speculative scenarios, and what does this reveal about the role of incompletion in contemporary architectural practice? Rather than treating incompletion as failure, the thesis argues that the ruin opens space for imagination, contradiction, and critical reflection. The case study is the Istituto Marchiondi Spagliardi in Milan, designed by Vittoriano Viganò in the 1950s as a pioneering reformatory and later abandoned. Its status as both landmark of Italian Brutalism and decaying ruin makes it an exemplary site through which to test speculative futures. Methodologically, the thesis combines theoretical inquiry with scenario-based design. Drawing on the aesthetics of decay (Ginsberg, Trigg), cultural theory (Huyssen, Boym), and speculative design (Dunne & Raby), it develops three scenarios for the Marchiondi: The Inhabit Nature, The Shelter, and The Asset. These futures do not prescribe solutions but sustain the openness of the ruin. The thesis concludes by framing Forever Unfinished as a stance that redefines incompletion not as error but as a resource for architectural imagination.

Questa tesi indaga la rovina moderna: architetture incompiute o abbandonate del dopoguerra che rivelano al tempo stesso le ambizioni e le fragilità della modernità. A differenza delle rovine classiche, da sempre incorniciate come monumenti storici e patrimonio culturale, le rovine moderne inquietano per la loro immediatezza. Esse rimangono troppo vicine al presente, esponendo futuri mancati e progetti sospesi. L’Italia offre un contesto particolar dove le rovine celebrate dell’antichità convivono con il paesaggio diffuso dell’incompiuto, fatto di opere pubbliche incompiute e istituzioni dismesse. La domanda centrale di questa ricerca è: In che modo la rovina moderna può essere reinterpretata attraverso scenari speculativi e cosa rivela questo riguardo al ruolo dell’incompiutezza nella pratica architettonica contemporanea? Lungi dal considerare l’incompiutezza come fallimento, la tesi sostiene che la rovina apra spazi di immaginazione, contraddizione e riflessione critica. Il caso studio scelto è l’Istituto Marchiondi Spagliardi a Milano, progettato da Vittoriano Viganò negli anni Cinquanta come riformatorio all’avanguardia e successivamente abbandonato. La sua condizione di rovina decostante e al contempo di punto di riferimento del Brutalismo italiano lo rende un sito esemplare attraverso cui sperimentare futuri speculativi. Dal punto di vista metodologico, la tesi combina indagine teorica e progettazione scenariale. Attribuendosi all’estetica del decadimento (Ginsberg, Trigg), alla teoria culturale (Huyssen, Boym) e al design speculativo (Dunne & Raby), sviluppa tre scenari per il Marchiondi: The Inhabit Nature, The Shelter e The Asset. Questi futuri non prescrivono soluzioni, ma mantengono aperta la rovina. La tesi si conclude proponendo Forever Unfinished come posizione progettuale che ridefinisce l’incompiuto non come errore, ma come risorsa per l’immaginazione architettonica.

Forever unfinished

Gutiérrez Schloss, David
2024/2025

Abstract

This thesis explores the modern ruin: unfinished or abandoned architectures of the postwar era that reveal both the ambitions and fragilities of modernity. Unlike classical ruins, which are framed as distant monuments of heritage, modern ruins are unsettling because of their immediacy. They remain too close to the present, exposing failed futures and suspended projects. Italy provides a particular context, where the celebrated ruins of antiquity coexist with the dispersed landscape of incompiuto public works and deserted institutions. The central question guiding this research is: how can the modern ruin be reimagined through speculative scenarios, and what does this reveal about the role of incompletion in contemporary architectural practice? Rather than treating incompletion as failure, the thesis argues that the ruin opens space for imagination, contradiction, and critical reflection. The case study is the Istituto Marchiondi Spagliardi in Milan, designed by Vittoriano Viganò in the 1950s as a pioneering reformatory and later abandoned. Its status as both landmark of Italian Brutalism and decaying ruin makes it an exemplary site through which to test speculative futures. Methodologically, the thesis combines theoretical inquiry with scenario-based design. Drawing on the aesthetics of decay (Ginsberg, Trigg), cultural theory (Huyssen, Boym), and speculative design (Dunne & Raby), it develops three scenarios for the Marchiondi: The Inhabit Nature, The Shelter, and The Asset. These futures do not prescribe solutions but sustain the openness of the ruin. The thesis concludes by framing Forever Unfinished as a stance that redefines incompletion not as error but as a resource for architectural imagination.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
23-ott-2025
2024/2025
Questa tesi indaga la rovina moderna: architetture incompiute o abbandonate del dopoguerra che rivelano al tempo stesso le ambizioni e le fragilità della modernità. A differenza delle rovine classiche, da sempre incorniciate come monumenti storici e patrimonio culturale, le rovine moderne inquietano per la loro immediatezza. Esse rimangono troppo vicine al presente, esponendo futuri mancati e progetti sospesi. L’Italia offre un contesto particolar dove le rovine celebrate dell’antichità convivono con il paesaggio diffuso dell’incompiuto, fatto di opere pubbliche incompiute e istituzioni dismesse. La domanda centrale di questa ricerca è: In che modo la rovina moderna può essere reinterpretata attraverso scenari speculativi e cosa rivela questo riguardo al ruolo dell’incompiutezza nella pratica architettonica contemporanea? Lungi dal considerare l’incompiutezza come fallimento, la tesi sostiene che la rovina apra spazi di immaginazione, contraddizione e riflessione critica. Il caso studio scelto è l’Istituto Marchiondi Spagliardi a Milano, progettato da Vittoriano Viganò negli anni Cinquanta come riformatorio all’avanguardia e successivamente abbandonato. La sua condizione di rovina decostante e al contempo di punto di riferimento del Brutalismo italiano lo rende un sito esemplare attraverso cui sperimentare futuri speculativi. Dal punto di vista metodologico, la tesi combina indagine teorica e progettazione scenariale. Attribuendosi all’estetica del decadimento (Ginsberg, Trigg), alla teoria culturale (Huyssen, Boym) e al design speculativo (Dunne & Raby), sviluppa tre scenari per il Marchiondi: The Inhabit Nature, The Shelter e The Asset. Questi futuri non prescrivono soluzioni, ma mantengono aperta la rovina. La tesi si conclude proponendo Forever Unfinished come posizione progettuale che ridefinisce l’incompiuto non come errore, ma come risorsa per l’immaginazione architettonica.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/243210