Water is often regarded as a basic necessity for survival, yet its influence reaches far beyond its biological function. Throughout history, water has shaped the location and growth of civilizations, determined the structure of cities, and inspired cultural and symbolic meaning. In the context of architecture, water has long been more than a utilitarian element: it is a generator of space, an agent of perception, and a connector between humanity and nature. This thesis explores the profound and multilayered relationship between water and architecture studying its phenomenological power, asking how this essential element can be reintroduced into the modern urban context to recover its aesthetic, experiential, and cultural value. Central to this exploration is the recognition of space as the essence of architecture — a living void where human action takes place, allowing people to go beyond mere observation and dwell. Water, as a natural element, enriches the experience of space, activating the senses and giving depth to perception. This research revisits Milan as a case study, a city whose historic network of canals and waterways once served as lifelines for commerce, mobility, and social interaction, yet now lie largely hidden beneath its surface. By examining Milan’s historical relationship with water, this thesis identifies how its presence shaped the city’s urban fabric and how its absence has altered the spatial and cultural experience of its inhabitants. Rather than nostalgically reconstructing the past, the study explores strategies to reengage with water in a way that resonates with contemporary urban life, using it to craft new spatial experiences, foster a renewed connection with nature, and enhance the sensorial and symbolic dimensions of architecture. Ultimately, this thesis argues Water becomes more than infrastructure; it becomes a mediator between nature, culture, and space, enriching the act of dwelling and reasserting its timeless role as a generator of place. Through this reimagining, cities can once again embrace water as an active participant in shaping human experience, transforming urban environments into spaces of meaning, memory, and belonging.

L’acqua è spesso considerata una necessità di base per la sopravvivenza, eppure la sua influenza va ben oltre la sua funzione biologica. Nel corso della storia, l’acqua ha determinato l’ubicazione e la crescita delle civiltà, ha definito la struttura delle città e ha ispirato significati culturali e simbolici. Nel contesto dell’architettura, l’acqua è da sempre qualcosa di più di un semplice elemento utilitario: è generatrice di spazio, agente di percezione e ponte tra l’uomo e la natura. Questa tesi esplora il rapporto profondo e stratificato tra acqua e architettura, indagandone la potenza fenomenologica e domandandosi come questo elemento essenziale possa essere reintrodotto nel contesto urbano contemporaneo per recuperarne il valore estetico, esperienziale e culturale. Elemento centrale di questa indagine è il riconoscimento dello spazio come essenza dell’architettura — un vuoto vivente in cui si svolge l’azione umana, permettendo alle persone di andare oltre la mera osservazione e abitare. L’acqua, in quanto elemento naturale, arricchisce l’esperienza dello spazio, attivando i sensi e dando profondità alla percezione. Questa ricerca prende in esame Milano come caso di studio, una città la cui storica rete di canali e vie d’acqua un tempo costituiva linfa vitale per il commercio, la mobilità e l’interazione sociale, ma che oggi giace in gran parte nascosta sotto la sua superficie. Analizzando il rapporto storico di Milano con l’acqua, questa tesi individua come la sua presenza abbia modellato il tessuto urbano e come la sua assenza abbia trasformato l’esperienza spaziale e culturale dei suoi abitanti. Piuttosto che ricostruire nostalgicamente il passato, lo studio esplora strategie per ristabilire un legame con l’acqua in modo coerente con la vita urbana contemporanea, utilizzandola per creare nuove esperienze spaziali, promuovere un rinnovato rapporto con la natura e ampliare le dimensioni sensoriali e simboliche dell’architettura. In ultima analisi, questa tesi sostiene che l’acqua diventa più di una semplice infrastruttura: diventa mediatrice tra natura, cultura e spazio, arricchendo l’atto dell’abitare e riaffermando il suo ruolo senza tempo di generatrice di luogo. Attraverso questa reinterpretazione, le città possono nuovamente accogliere l’acqua come parte attiva nella costruzione dell’esperienza umana, trasformando l’ambiente urbano in uno spazio di significato, memoria e appartenenza.

Liquid legacy: dwelling with water : how can water, as a phenomenological element, inform the design of contemporary spaces that enhances the experience of dwelling while addressing the challenges of water in the urban environment?

Vargas Almeida, Eduardo Daniel
2024/2025

Abstract

Water is often regarded as a basic necessity for survival, yet its influence reaches far beyond its biological function. Throughout history, water has shaped the location and growth of civilizations, determined the structure of cities, and inspired cultural and symbolic meaning. In the context of architecture, water has long been more than a utilitarian element: it is a generator of space, an agent of perception, and a connector between humanity and nature. This thesis explores the profound and multilayered relationship between water and architecture studying its phenomenological power, asking how this essential element can be reintroduced into the modern urban context to recover its aesthetic, experiential, and cultural value. Central to this exploration is the recognition of space as the essence of architecture — a living void where human action takes place, allowing people to go beyond mere observation and dwell. Water, as a natural element, enriches the experience of space, activating the senses and giving depth to perception. This research revisits Milan as a case study, a city whose historic network of canals and waterways once served as lifelines for commerce, mobility, and social interaction, yet now lie largely hidden beneath its surface. By examining Milan’s historical relationship with water, this thesis identifies how its presence shaped the city’s urban fabric and how its absence has altered the spatial and cultural experience of its inhabitants. Rather than nostalgically reconstructing the past, the study explores strategies to reengage with water in a way that resonates with contemporary urban life, using it to craft new spatial experiences, foster a renewed connection with nature, and enhance the sensorial and symbolic dimensions of architecture. Ultimately, this thesis argues Water becomes more than infrastructure; it becomes a mediator between nature, culture, and space, enriching the act of dwelling and reasserting its timeless role as a generator of place. Through this reimagining, cities can once again embrace water as an active participant in shaping human experience, transforming urban environments into spaces of meaning, memory, and belonging.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
23-ott-2025
2024/2025
L’acqua è spesso considerata una necessità di base per la sopravvivenza, eppure la sua influenza va ben oltre la sua funzione biologica. Nel corso della storia, l’acqua ha determinato l’ubicazione e la crescita delle civiltà, ha definito la struttura delle città e ha ispirato significati culturali e simbolici. Nel contesto dell’architettura, l’acqua è da sempre qualcosa di più di un semplice elemento utilitario: è generatrice di spazio, agente di percezione e ponte tra l’uomo e la natura. Questa tesi esplora il rapporto profondo e stratificato tra acqua e architettura, indagandone la potenza fenomenologica e domandandosi come questo elemento essenziale possa essere reintrodotto nel contesto urbano contemporaneo per recuperarne il valore estetico, esperienziale e culturale. Elemento centrale di questa indagine è il riconoscimento dello spazio come essenza dell’architettura — un vuoto vivente in cui si svolge l’azione umana, permettendo alle persone di andare oltre la mera osservazione e abitare. L’acqua, in quanto elemento naturale, arricchisce l’esperienza dello spazio, attivando i sensi e dando profondità alla percezione. Questa ricerca prende in esame Milano come caso di studio, una città la cui storica rete di canali e vie d’acqua un tempo costituiva linfa vitale per il commercio, la mobilità e l’interazione sociale, ma che oggi giace in gran parte nascosta sotto la sua superficie. Analizzando il rapporto storico di Milano con l’acqua, questa tesi individua come la sua presenza abbia modellato il tessuto urbano e come la sua assenza abbia trasformato l’esperienza spaziale e culturale dei suoi abitanti. Piuttosto che ricostruire nostalgicamente il passato, lo studio esplora strategie per ristabilire un legame con l’acqua in modo coerente con la vita urbana contemporanea, utilizzandola per creare nuove esperienze spaziali, promuovere un rinnovato rapporto con la natura e ampliare le dimensioni sensoriali e simboliche dell’architettura. In ultima analisi, questa tesi sostiene che l’acqua diventa più di una semplice infrastruttura: diventa mediatrice tra natura, cultura e spazio, arricchendo l’atto dell’abitare e riaffermando il suo ruolo senza tempo di generatrice di luogo. Attraverso questa reinterpretazione, le città possono nuovamente accogliere l’acqua come parte attiva nella costruzione dell’esperienza umana, trasformando l’ambiente urbano in uno spazio di significato, memoria e appartenenza.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/243234