The thesis investigates adaptive reuse as a critical and design-driven tool, capable of translating the latent qualities of existing buildings into new spatial and functional configurations. Far from being a mere conservation strategy, it asserts itself as a dynamic practice, able to combine historical memory, sustainability, and innovation. After outlining the theoretical foundations of adaptive reuse, articulated according to function, type, and form, the work focuses on the reuse project of Villa Mater, a seventeenth-century villa historically used as a hospice, now in a state of abandonment, reinterpreted as a shared living space for the elderly. The intervention interprets Villa Mater as a stratified palimpsest, where history and pre-existing structures guide the critical reuse decisions. The villa, the ancillary buildings, and the park are reworked according to differentiated strategies combining conservation, reintegration, and new lightweight, transparent, and contemporary insertions. Particular attention is given to the transitional spaces that create connections between new and existing, the sequences of thresholds and filters between interior and exterior, and the permeability toward the park, now reorganized as a multifunctional green space. Three themes emerge as central: the relationship between architecture and nature, leveraged to promote active aging and sensory enrichment; the greenhouse as an environmental and social device, capable of connecting the existing structures through a transparent “shell”; and the flexibility of domestic spaces, adaptable to the diverse needs of the users within the pre-existing building. Villa Mater thus represents an example of critical reuse: a historic complex reinterpreted to generate new relationships, functions, and forms of living, reconciling memory, innovation, flexibility, and inclusion. The project constitutes both a practical and theoretical contribution to the debate on resilient architecture and on how design can respond to the needs of a continuously evolving society.

La tesi indaga il riuso adattivo come strumento critico e progettuale, capace di tradurre le qualità latenti dell’esistente in nuove configurazioni spaziali e funzionali. Lungi dall’essere mera strategia conservativa, esso si afferma come pratica dinamica, in grado di coniugare memoria storica, sostenibilità e innovazione. Dopo aver delineato le basi teoriche dell’adaptive reuse, articolate secondo funzione, tipo e forma, il lavoro approfondisce il progetto di riuso di Villa Mater, una villa settecentesca a Rivoli, in provincia di Torino, storicamente adibita a ospizio, oggi in stato di abbandono, reinterpretata come spazio di abitare condiviso per anziani. L’intervento concepisce Villa Mater come palinsesto stratificato, in cui storia e preesistenze guidano le scelte di riuso critico. La villa, i rustici e il parco sono rielaborati secondo logiche differenziate che combinano conservazione, reinserimento e nuovi innesti leggeri, trasparenti e contemporanei. Particolare attenzione è rivolta agli attraversamenti che creano connessioni tra nuovo ed esistente, alle sequenze di soglie e filtri tra interni ed esterni, e alla permeabilità verso il parco, oggi riorganizzato come spazio verde multifunzionale. Tre temi emergono come centrali: la relazione tra architettura e natura, sfruttata per promuovere invecchiamento attivo e arricchimento sensoriale; la serra come dispositivo ambientale e sociale, capace di relazionare l’esistente tramite un “guscio” trasparente; e la flessibilità degli spazi domestici, adattabili alle diverse esigenze dell’utenza all’interno della struttura preesistente. Villa Mater si configura così come esempio di riuso critico: un complesso storico reinterpretato per generare nuove relazioni, funzioni e forme di abitare, conciliando memoria, innovazione, flessibilità e inclusione. Il progetto costituisce un contributo operativo e teorico al dibattito sull’architettura resiliente e sulla capacità del progetto di rispondere alle esigenze di una società in continua trasformazione.

Co-esistenze progetto di riuso e nuovi spazi dell'abitare collettivo a Villa Mater, Rivoli

Scartozzi, Alessia
2024/2025

Abstract

The thesis investigates adaptive reuse as a critical and design-driven tool, capable of translating the latent qualities of existing buildings into new spatial and functional configurations. Far from being a mere conservation strategy, it asserts itself as a dynamic practice, able to combine historical memory, sustainability, and innovation. After outlining the theoretical foundations of adaptive reuse, articulated according to function, type, and form, the work focuses on the reuse project of Villa Mater, a seventeenth-century villa historically used as a hospice, now in a state of abandonment, reinterpreted as a shared living space for the elderly. The intervention interprets Villa Mater as a stratified palimpsest, where history and pre-existing structures guide the critical reuse decisions. The villa, the ancillary buildings, and the park are reworked according to differentiated strategies combining conservation, reintegration, and new lightweight, transparent, and contemporary insertions. Particular attention is given to the transitional spaces that create connections between new and existing, the sequences of thresholds and filters between interior and exterior, and the permeability toward the park, now reorganized as a multifunctional green space. Three themes emerge as central: the relationship between architecture and nature, leveraged to promote active aging and sensory enrichment; the greenhouse as an environmental and social device, capable of connecting the existing structures through a transparent “shell”; and the flexibility of domestic spaces, adaptable to the diverse needs of the users within the pre-existing building. Villa Mater thus represents an example of critical reuse: a historic complex reinterpreted to generate new relationships, functions, and forms of living, reconciling memory, innovation, flexibility, and inclusion. The project constitutes both a practical and theoretical contribution to the debate on resilient architecture and on how design can respond to the needs of a continuously evolving society.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
23-ott-2025
2024/2025
La tesi indaga il riuso adattivo come strumento critico e progettuale, capace di tradurre le qualità latenti dell’esistente in nuove configurazioni spaziali e funzionali. Lungi dall’essere mera strategia conservativa, esso si afferma come pratica dinamica, in grado di coniugare memoria storica, sostenibilità e innovazione. Dopo aver delineato le basi teoriche dell’adaptive reuse, articolate secondo funzione, tipo e forma, il lavoro approfondisce il progetto di riuso di Villa Mater, una villa settecentesca a Rivoli, in provincia di Torino, storicamente adibita a ospizio, oggi in stato di abbandono, reinterpretata come spazio di abitare condiviso per anziani. L’intervento concepisce Villa Mater come palinsesto stratificato, in cui storia e preesistenze guidano le scelte di riuso critico. La villa, i rustici e il parco sono rielaborati secondo logiche differenziate che combinano conservazione, reinserimento e nuovi innesti leggeri, trasparenti e contemporanei. Particolare attenzione è rivolta agli attraversamenti che creano connessioni tra nuovo ed esistente, alle sequenze di soglie e filtri tra interni ed esterni, e alla permeabilità verso il parco, oggi riorganizzato come spazio verde multifunzionale. Tre temi emergono come centrali: la relazione tra architettura e natura, sfruttata per promuovere invecchiamento attivo e arricchimento sensoriale; la serra come dispositivo ambientale e sociale, capace di relazionare l’esistente tramite un “guscio” trasparente; e la flessibilità degli spazi domestici, adattabili alle diverse esigenze dell’utenza all’interno della struttura preesistente. Villa Mater si configura così come esempio di riuso critico: un complesso storico reinterpretato per generare nuove relazioni, funzioni e forme di abitare, conciliando memoria, innovazione, flessibilità e inclusione. Il progetto costituisce un contributo operativo e teorico al dibattito sull’architettura resiliente e sulla capacità del progetto di rispondere alle esigenze di una società in continua trasformazione.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/243409