With the rapid advancement of intelligent technology, the relationship between humans and household appliances has evolved from simple tool use to a complex ecology of interactions shaped by coded logics, invisible interfaces, and dynamic feedback loops. In this evolving paradigm, products are no longer passive executors but active participants capable of negotiating meaning with users and environments. However, the algorithmic empowerment of products has introduced a critical paradox. While adaptive systems promise greater personalization and convenience, they also risk eroding user agency, diluting brand distinctiveness, and driving the industry toward homogenized universality. This research addresses this challenge by proposing power distribution as a central dimension of smart home appliance development. Drawing upon a multi, actor analytical framework grounded in product semiotics and general organology, the study maps the distribution of action, interpretive authority, and script, rewriting capacity among users, algorithms, designers, brands, and physical products. The framework visualizes the flow of control within the smart home ecosystem, revealing where power accumulates and where it dissipates. The study finds that algorithmic operative discourse both redistributes and partially constrains user interpretive authority, concentrating decision, making within opaque computational processes. This imbalance weakens user participation and undermines brand narrative tension. By systematically analyzing these power relations, the research demonstrates that recalibrating the boundaries of algorithmic intervention, allowing users to retain script, modification rights and interpretive agency, enables the creation of products that are both adaptable and narratively distinctive. This work contributes to design theory by framing product development as an act of power orchestration rather than mere functionality optimization. Practically, it offers designers a method to diagnose and rebalance control relations in algorithm, mediated environments, thereby protecting user subjectivity, preserving brand sovereignty, and supporting the sustainable growth of the smart home industry.

Con il rapido avanzamento delle tecnologie intelligenti, la relazione tra esseri umani e apparecchi domestici si è evoluta dall’uso semplice dello strumento a un’ecologia complessa di interazioni, modellata da logiche codificate, interfacce invisibili e circuiti di feedback dinamici. In questo paradigma in evoluzione, i prodotti non sono più meri esecutori passivi, ma diventano partecipanti attivi, capaci di negoziare significati con utenti e ambienti. Tuttavia, l’empowerment algoritmico dei prodotti introduce un paradosso critico: se da un lato i sistemi adattivi promettono maggiore personalizzazione e comodità, dall’altro rischiano di erodere l’agenzia dell’utente, di diluire la distintività del marchio e di condurre l’industria verso una universalità omogeneizzata. La presente ricerca affronta questa sfida proponendo la distribuzione del potere come dimensione centrale nello sviluppo degli elettrodomestici intelligenti. Basandosi su un quadro analitico multi, attore fondato sulla semiotica del prodotto e sull’organologia generale, lo studio mappa la distribuzione dell’azione, dell’autorità interpretativa e della capacità di riscrittura degli script tra utenti, algoritmi, progettisti, marchi e prodotti fisici. Il quadro concettuale visualizza il flusso del controllo all’interno dell’ecosistema domestico intelligente, rivelando dove il potere si accumula e dove si disperde. Lo studio rileva che il discorso operativo algoritmico redistribuisce e al tempo stesso limita parzialmente l’autorità interpretativa dell’utente, concentrando il processo decisionale all’interno di meccanismi computazionali opachi. Questo squilibrio indebolisce la partecipazione dell’utente e compromette la tensione narrativa del marchio. Attraverso l’analisi sistematica di queste relazioni di potere, la ricerca dimostra che ricalibrare i confini dell’intervento algoritmico, consentendo agli utenti di mantenere diritti di modifica dello script e agenzia interpretativa, permette di creare prodotti al tempo stesso adattabili e narrativamente distintivi. Questo lavoro contribuisce alla teoria del design inquadrando lo sviluppo del prodotto come un atto di orchestrazione del potere, piuttosto che un mero processo di ottimizzazione funzionale. Dal punto di vista pratico, offre ai progettisti un metodo per diagnosticare e riequilibrare le relazioni di controllo negli ambienti mediati da algoritmi, proteggendo così la soggettività dell’utente, preservando la sovranità del marchio e sostenendo la crescita sostenibile dell’industria della casa intelligente.

The design of power : in smart home appliances : under the involvement of algorithms

Guo, Hongyang
2024/2025

Abstract

With the rapid advancement of intelligent technology, the relationship between humans and household appliances has evolved from simple tool use to a complex ecology of interactions shaped by coded logics, invisible interfaces, and dynamic feedback loops. In this evolving paradigm, products are no longer passive executors but active participants capable of negotiating meaning with users and environments. However, the algorithmic empowerment of products has introduced a critical paradox. While adaptive systems promise greater personalization and convenience, they also risk eroding user agency, diluting brand distinctiveness, and driving the industry toward homogenized universality. This research addresses this challenge by proposing power distribution as a central dimension of smart home appliance development. Drawing upon a multi, actor analytical framework grounded in product semiotics and general organology, the study maps the distribution of action, interpretive authority, and script, rewriting capacity among users, algorithms, designers, brands, and physical products. The framework visualizes the flow of control within the smart home ecosystem, revealing where power accumulates and where it dissipates. The study finds that algorithmic operative discourse both redistributes and partially constrains user interpretive authority, concentrating decision, making within opaque computational processes. This imbalance weakens user participation and undermines brand narrative tension. By systematically analyzing these power relations, the research demonstrates that recalibrating the boundaries of algorithmic intervention, allowing users to retain script, modification rights and interpretive agency, enables the creation of products that are both adaptable and narratively distinctive. This work contributes to design theory by framing product development as an act of power orchestration rather than mere functionality optimization. Practically, it offers designers a method to diagnose and rebalance control relations in algorithm, mediated environments, thereby protecting user subjectivity, preserving brand sovereignty, and supporting the sustainable growth of the smart home industry.
ARC III - Scuola del Design
23-ott-2025
2024/2025
Con il rapido avanzamento delle tecnologie intelligenti, la relazione tra esseri umani e apparecchi domestici si è evoluta dall’uso semplice dello strumento a un’ecologia complessa di interazioni, modellata da logiche codificate, interfacce invisibili e circuiti di feedback dinamici. In questo paradigma in evoluzione, i prodotti non sono più meri esecutori passivi, ma diventano partecipanti attivi, capaci di negoziare significati con utenti e ambienti. Tuttavia, l’empowerment algoritmico dei prodotti introduce un paradosso critico: se da un lato i sistemi adattivi promettono maggiore personalizzazione e comodità, dall’altro rischiano di erodere l’agenzia dell’utente, di diluire la distintività del marchio e di condurre l’industria verso una universalità omogeneizzata. La presente ricerca affronta questa sfida proponendo la distribuzione del potere come dimensione centrale nello sviluppo degli elettrodomestici intelligenti. Basandosi su un quadro analitico multi, attore fondato sulla semiotica del prodotto e sull’organologia generale, lo studio mappa la distribuzione dell’azione, dell’autorità interpretativa e della capacità di riscrittura degli script tra utenti, algoritmi, progettisti, marchi e prodotti fisici. Il quadro concettuale visualizza il flusso del controllo all’interno dell’ecosistema domestico intelligente, rivelando dove il potere si accumula e dove si disperde. Lo studio rileva che il discorso operativo algoritmico redistribuisce e al tempo stesso limita parzialmente l’autorità interpretativa dell’utente, concentrando il processo decisionale all’interno di meccanismi computazionali opachi. Questo squilibrio indebolisce la partecipazione dell’utente e compromette la tensione narrativa del marchio. Attraverso l’analisi sistematica di queste relazioni di potere, la ricerca dimostra che ricalibrare i confini dell’intervento algoritmico, consentendo agli utenti di mantenere diritti di modifica dello script e agenzia interpretativa, permette di creare prodotti al tempo stesso adattabili e narrativamente distintivi. Questo lavoro contribuisce alla teoria del design inquadrando lo sviluppo del prodotto come un atto di orchestrazione del potere, piuttosto che un mero processo di ottimizzazione funzionale. Dal punto di vista pratico, offre ai progettisti un metodo per diagnosticare e riequilibrare le relazioni di controllo negli ambienti mediati da algoritmi, proteggendo così la soggettività dell’utente, preservando la sovranità del marchio e sostenendo la crescita sostenibile dell’industria della casa intelligente.
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Descrizione: Master Thesis - Design and Engineering
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/243442