This thesis examines scenography as an architectural form of storytelling, exploring its evolution from ancient Greek and Roman theatres to contemporary performance spaces. It argues that scenography is not mere decoration but a spatial and narrative force that shapes audience perception, drawing on both technical precision and artistic sensitivity. By comparing Western traditions with Arab performative heritage, where oral storytelling and ritual performance historically replaced dedicated theatre architecture, the research highlights scenography’s culturally specific forms and its transformation through technological and artistic innovation. Combining historical analysis, visual critique, and practical design, the study investigates how architecture, painting, and scenographic tools such as light, sound, texture, and color shape emotional and ideological meaning. The research culminates in an original scenographic proposal for Ghassan Kanafani’s Men in the Sun, demonstrating scenography’s potential as a medium of cultural memory, political commentary, and emotional resonance. It concludes by advocating for scenography to be recognized as a critical spatial discipline, capable of bridging architectural thought with accessible, audience-centered storytelling.

Questa tesi esamina la scenografia come forma architettonica di narrazione, esplorandone l’evoluzione dai teatri dell’antica Grecia e di Roma fino agli spazi performativi contemporanei. Sostiene che la scenografia non sia una mera decorazione, ma una forza spaziale e narrativa capace di plasmare la percezione del pubblico, fondendo precisione tecnica e sensibilità artistica. Mettendo a confronto le tradizioni occidentali con il patrimonio performativo arabo, in cui la narrazione orale e la performance rituale hanno storicamente sostituito un’architettura teatrale dedicata, la ricerca mette in luce le forme culturalmente specifiche della scenografia e la sua trasformazione attraverso l’innovazione tecnologica e artistica. Combinando analisi storica, critica visiva e progettazione pratica, lo studio indaga come l’architettura, la pittura e gli strumenti scenografici – come la luce, il suono, la texture e il colore – modellino il significato emotivo e ideologico. La ricerca culmina in una proposta scenografica originale per Uomini sotto il sole di Ghassan Kanafani, dimostrando il potenziale della scenografia come mezzo di memoria culturale, commento politico e risonanza emotiva. Si conclude sostenendo il riconoscimento della scenografia come disciplina spaziale critica, capace di mettere in dialogo il pensiero architettonico con una narrazione accessibile e centrata sul pubblico.

Tracing the interplay of architecture and scenography: historical and analytical study of theatre design

Al Khalifa, Shoug Mohammad H
2024/2025

Abstract

This thesis examines scenography as an architectural form of storytelling, exploring its evolution from ancient Greek and Roman theatres to contemporary performance spaces. It argues that scenography is not mere decoration but a spatial and narrative force that shapes audience perception, drawing on both technical precision and artistic sensitivity. By comparing Western traditions with Arab performative heritage, where oral storytelling and ritual performance historically replaced dedicated theatre architecture, the research highlights scenography’s culturally specific forms and its transformation through technological and artistic innovation. Combining historical analysis, visual critique, and practical design, the study investigates how architecture, painting, and scenographic tools such as light, sound, texture, and color shape emotional and ideological meaning. The research culminates in an original scenographic proposal for Ghassan Kanafani’s Men in the Sun, demonstrating scenography’s potential as a medium of cultural memory, political commentary, and emotional resonance. It concludes by advocating for scenography to be recognized as a critical spatial discipline, capable of bridging architectural thought with accessible, audience-centered storytelling.
BACZYNSKI, GIULIA FLAVIA
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
21-ott-2025
2024/2025
Questa tesi esamina la scenografia come forma architettonica di narrazione, esplorandone l’evoluzione dai teatri dell’antica Grecia e di Roma fino agli spazi performativi contemporanei. Sostiene che la scenografia non sia una mera decorazione, ma una forza spaziale e narrativa capace di plasmare la percezione del pubblico, fondendo precisione tecnica e sensibilità artistica. Mettendo a confronto le tradizioni occidentali con il patrimonio performativo arabo, in cui la narrazione orale e la performance rituale hanno storicamente sostituito un’architettura teatrale dedicata, la ricerca mette in luce le forme culturalmente specifiche della scenografia e la sua trasformazione attraverso l’innovazione tecnologica e artistica. Combinando analisi storica, critica visiva e progettazione pratica, lo studio indaga come l’architettura, la pittura e gli strumenti scenografici – come la luce, il suono, la texture e il colore – modellino il significato emotivo e ideologico. La ricerca culmina in una proposta scenografica originale per Uomini sotto il sole di Ghassan Kanafani, dimostrando il potenziale della scenografia come mezzo di memoria culturale, commento politico e risonanza emotiva. Si conclude sostenendo il riconoscimento della scenografia come disciplina spaziale critica, capace di mettere in dialogo il pensiero architettonico con una narrazione accessibile e centrata sul pubblico.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/243562