The Niger Delta has suffered decades of oil spills, leaving mangrove ecosystems and local livelihoods severely damaged. The Bodo and Ogoniland Remediation Project uses the SCAT methodology to assess, clean, and confirm remediation of oil-contaminated shorelines, with an emphasis on restoring mangroves and soils for small-scale agriculture. Research shows mangroves like Avicennia and Rhizophora can remove hydrocarbons and heavy metals through phytoremediation, aided by microbial communities in their root zones. These findings suggest remediation projects should combine SCAT with phytoremediation strategies such as species selection, soil nutrient amendments, and microbial monitoring. However, structural issues political corruption, weak regulation, and what scholars call “petro-violence” limit the long-term success of technical interventions. Lasting recovery in Ogoniland requires linking ecological restoration with environmental justice, community empowerment, and accountable governance.

Il Delta del Niger ha subito decenni di sversamenti di petrolio, che hanno gravemente danneggiato gli ecosistemi di mangrovie e i mezzi di sussistenza locali. Il Progetto di Bonifica e Rivegetazione di Bodo e Ogoniland utilizza la metodologia SCAT per valutare, pulire e confermare la bonifica delle coste contaminate dal petrolio, con un’enfasi sul ripristino delle mangrovie e dei suoli per l’agricoltura su piccola scala. Le ricerche dimostrano che mangrovie come Avicennia e Rhizophora possono rimuovere idrocarburi e metalli pesanti attraverso la fitorisanamento, supportate dalle comunità microbiche nelle loro rizosfere. Questi risultati suggeriscono che i progetti di bonifica dovrebbero combinare SCAT con strategie di fitorisanamento come la selezione delle specie, l’arricchimento del suolo e il monitoraggio microbico. Tuttavia, problemi strutturali corruzione politica, debole regolamentazione e quella che gli studiosi chiamano “petro-violenza” limitano il successo a lungo termine degli interventi tecnici. Una ripresa duratura in Ogoniland richiede di collegare il ripristino ecologico con la giustizia ambientale, l’empowerment delle comunità e una governance responsabile.

Scars of extraction, seeds of renewal: landscape of the Niger Delta

SHOORI, MOHAMMADJAVAD
2024/2025

Abstract

The Niger Delta has suffered decades of oil spills, leaving mangrove ecosystems and local livelihoods severely damaged. The Bodo and Ogoniland Remediation Project uses the SCAT methodology to assess, clean, and confirm remediation of oil-contaminated shorelines, with an emphasis on restoring mangroves and soils for small-scale agriculture. Research shows mangroves like Avicennia and Rhizophora can remove hydrocarbons and heavy metals through phytoremediation, aided by microbial communities in their root zones. These findings suggest remediation projects should combine SCAT with phytoremediation strategies such as species selection, soil nutrient amendments, and microbial monitoring. However, structural issues political corruption, weak regulation, and what scholars call “petro-violence” limit the long-term success of technical interventions. Lasting recovery in Ogoniland requires linking ecological restoration with environmental justice, community empowerment, and accountable governance.
ZABBEY, NENIBARINI
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
23-ott-2025
2024/2025
Il Delta del Niger ha subito decenni di sversamenti di petrolio, che hanno gravemente danneggiato gli ecosistemi di mangrovie e i mezzi di sussistenza locali. Il Progetto di Bonifica e Rivegetazione di Bodo e Ogoniland utilizza la metodologia SCAT per valutare, pulire e confermare la bonifica delle coste contaminate dal petrolio, con un’enfasi sul ripristino delle mangrovie e dei suoli per l’agricoltura su piccola scala. Le ricerche dimostrano che mangrovie come Avicennia e Rhizophora possono rimuovere idrocarburi e metalli pesanti attraverso la fitorisanamento, supportate dalle comunità microbiche nelle loro rizosfere. Questi risultati suggeriscono che i progetti di bonifica dovrebbero combinare SCAT con strategie di fitorisanamento come la selezione delle specie, l’arricchimento del suolo e il monitoraggio microbico. Tuttavia, problemi strutturali corruzione politica, debole regolamentazione e quella che gli studiosi chiamano “petro-violenza” limitano il successo a lungo termine degli interventi tecnici. Una ripresa duratura in Ogoniland richiede di collegare il ripristino ecologico con la giustizia ambientale, l’empowerment delle comunità e una governance responsabile.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/243753