This paper explores how the introduction of AI technologies in healthcare could influence the sensory work of healthcare professionals. To address this question, an extensive literature review was performed, addressing both the already studied cognitive aspects, and key contributions on sensory work and AI-human collaboration. Subsequently, a multi-method qualitative research set out to discover the practical implications that would inductively explore the identified gap. Through ethnographic research and a set of semi-structured interviews in the context of a recently implemented AI-based monitoring system in an elderly care facility in Lombardy, three new dimensions of AI interaction with healthcare professionals’ sensory work arose. AI was found to influence the way workers manage space, reducing the overall movement required and potentially issuing a new “stationary” way to perform work. AI also impacted the professionals’ senses of sound, with the addition of auditory cues into the silence of their work environment bringing a paradoxical effect on the operators, frustrated by the new loud sound and concerned by its sudden absence, and sight, as they found themselves augmented and empowered by the new possibility to observe their guests without intruding but more scrutinized in supervision. These three senses collate into an AI-enabled “ubiquity” of the professional, who can actively extend their reach far from their body and passively dispatch their perception in many places at the same time, attending to more tasks, in less time and with less effort, at the cost of a greater strain on their perceptual apparatus.

Questo articolo esplora come l'introduzione delle tecnologie di IA in ambito sanitario potrebbe influenzare il lavoro sensoriale dei professionisti sanitari. Per rispondere a questa domanda, è stata condotta un'ampia revisione della letteratura, che ha affrontato sia i già studiati aspetti cognitivi, sia i contributi chiave sul lavoro sensoriale e sulla collaborazione uomo-IA. Successivamente, una ricerca qualitativa multi-metodo è stata avviata per scoprire le implicazioni pratiche, esplorando induttivamente la lacuna identificata. Attraverso una ricerca etnografica e una serie di interviste semi-strutturate nel contesto di un sistema di monitoraggio basato sull'IA recentemente implementato in una struttura di assistenza per anziani, sono emerse tre nuove dimensioni dell'interazione dell'IA con il lavoro sensoriale degli operatori sanitari. Si è riscontrato che l'IA influenza il modo in cui gli operatori gestiscono lo spazio, riducendo il movimento complessivo richiesto e potenzialmente istituendo un nuovo modo di lavoro “stazionario”. L'IA ha avuto un impatto anche sull'udito dei professionisti, con l'aggiunta di segnali acustici nel silenzio del loro ambiente di lavoro che ha portato un effetto paradossale sugli operatori, frustrati dal nuovo suono forte e preoccupati da un’improvvisa assenza, e sulla vista, poiché si sono trovati potenziati e rafforzati dalla nuova possibilità di osservare i loro ospiti senza essere invadenti, ma più scrutati dai loro supervisori. Questi tre sensi convergono in una “ubiquità” del professionista abilitata dall'IA, il quale può estendere attivamente la propria portata ben lontano dal proprio corpo e dislocare passivamente la propria percezione in molti luoghi allo stesso tempo, attendendo a più compiti, in meno tempo e con meno sforzo, al costo di un maggiore sforzo per il proprio apparato percettivo.

Every sense, everywhere: AI-enabled ubiquity in sensory work

IUCULANO, GIACOMO
2024/2025

Abstract

This paper explores how the introduction of AI technologies in healthcare could influence the sensory work of healthcare professionals. To address this question, an extensive literature review was performed, addressing both the already studied cognitive aspects, and key contributions on sensory work and AI-human collaboration. Subsequently, a multi-method qualitative research set out to discover the practical implications that would inductively explore the identified gap. Through ethnographic research and a set of semi-structured interviews in the context of a recently implemented AI-based monitoring system in an elderly care facility in Lombardy, three new dimensions of AI interaction with healthcare professionals’ sensory work arose. AI was found to influence the way workers manage space, reducing the overall movement required and potentially issuing a new “stationary” way to perform work. AI also impacted the professionals’ senses of sound, with the addition of auditory cues into the silence of their work environment bringing a paradoxical effect on the operators, frustrated by the new loud sound and concerned by its sudden absence, and sight, as they found themselves augmented and empowered by the new possibility to observe their guests without intruding but more scrutinized in supervision. These three senses collate into an AI-enabled “ubiquity” of the professional, who can actively extend their reach far from their body and passively dispatch their perception in many places at the same time, attending to more tasks, in less time and with less effort, at the cost of a greater strain on their perceptual apparatus.
OLIVE, MATTIA VINCENZO
ING - Scuola di Ingegneria Industriale e dell'Informazione
23-ott-2025
2024/2025
Questo articolo esplora come l'introduzione delle tecnologie di IA in ambito sanitario potrebbe influenzare il lavoro sensoriale dei professionisti sanitari. Per rispondere a questa domanda, è stata condotta un'ampia revisione della letteratura, che ha affrontato sia i già studiati aspetti cognitivi, sia i contributi chiave sul lavoro sensoriale e sulla collaborazione uomo-IA. Successivamente, una ricerca qualitativa multi-metodo è stata avviata per scoprire le implicazioni pratiche, esplorando induttivamente la lacuna identificata. Attraverso una ricerca etnografica e una serie di interviste semi-strutturate nel contesto di un sistema di monitoraggio basato sull'IA recentemente implementato in una struttura di assistenza per anziani, sono emerse tre nuove dimensioni dell'interazione dell'IA con il lavoro sensoriale degli operatori sanitari. Si è riscontrato che l'IA influenza il modo in cui gli operatori gestiscono lo spazio, riducendo il movimento complessivo richiesto e potenzialmente istituendo un nuovo modo di lavoro “stazionario”. L'IA ha avuto un impatto anche sull'udito dei professionisti, con l'aggiunta di segnali acustici nel silenzio del loro ambiente di lavoro che ha portato un effetto paradossale sugli operatori, frustrati dal nuovo suono forte e preoccupati da un’improvvisa assenza, e sulla vista, poiché si sono trovati potenziati e rafforzati dalla nuova possibilità di osservare i loro ospiti senza essere invadenti, ma più scrutati dai loro supervisori. Questi tre sensi convergono in una “ubiquità” del professionista abilitata dall'IA, il quale può estendere attivamente la propria portata ben lontano dal proprio corpo e dislocare passivamente la propria percezione in molti luoghi allo stesso tempo, attendendo a più compiti, in meno tempo e con meno sforzo, al costo di un maggiore sforzo per il proprio apparato percettivo.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/243774