The thesis proposes the possibility of interspecies communication between humans and non-human others, and how design can intervene to redefine languages and relational practices. The research originates from a critique of a human-centered model that, historically, has isolated the human being from the rest of the living world, self-proclaiming itself as the sole reference for value, culture, and measure. Anthropocentric logics have governed relationships with non-human others—such as animals, plants, or insects—reducing them to mere resources or simply ignoring them. This approach, besides generating marginalizations even among humans themselves, has contributed to ecological crises and to the creation of a world scarcely designed for humanity. These choices highlight the urgency of overcoming the rigid human paradigm and opening up to multispecies pluralities. In this context, design emerges as a discipline capable of imagining alternative scenarios and plural narratives. Reflections and design theories related to the more-than-human and multispecies design create practices able to include other forms of life and their expressive modalities. These design contributions have the power to deconstruct hierarchies of value through inclusive scenarios and new forms of coexistence. It is therefore inevitable to ask whether these practices can be applied to communication design. With the integration of further research and studies, the analytical path developed in this thesis moved from the macro to the micro: from the comparative analysis of the communicative systems of different living kingdoms—humans, animals, plants, fungi, insects, and microorganisms—to highlighting the significant differences in their communicative methods. Hence emerges the need to find points of convergence between these extremely diverse languages in order to construct spaces of contact based on co-presence, where communicative plurality can be valued. It is from this conceptual crossroads that the design proposal takes shape: AVE, Articulated Visual Empathy, a system of guidelines aimed at rebalancing interspecies communication between humans and dogs, recognizing the subjectivity of animals and restoring them to an active role in the relationship. The guidelines do not aim to translate canine language, but rather to foster attention to bodily signals, postures, and vocalizations, creating conditions for observation, listening, and co-presence. AVE thus sets out to experiment with a new shared language, where communication becomes a relational practice capable of generating scenarios for balanced multispecies cohabitation.

L’elaborato di tesi propone la possibilità di una comunicazione interspecie tra esseri umani e alterità non umane e di come il design possa intervenire per ridefinire linguaggi e pratiche relazionali. La ricerca nasce dalla critica a un modello human-centred che, storicamente, ha isolato l’essere umano dal resto del vivente, autoproclamandosi unico riferimento di valore, cultura e misura. Le logiche antropocentriche hanno governato i rapporti con le alterità non umane, come animali, vegetali o insetti, relegandole a mere risorse o semplicemente ignorandole. Questa impostazione, oltre a generare emarginazioni anche tra gli umani stessi, ha contribuito alle crisi ecologiche e alla creazione di un mondo a malapena progettato per l’uomo. Tali scelte evidenziano l’urgenza di superare il rigido paradigma umano e di aprirsi alle pluralità multispecie.  In questo contesto il design emerge come disciplina capace di immaginare scenari alternativi e narrative plurali. Le riflessioni e le teorie progettuali legate al more-than-human e al design multispecie creano pratiche in grado di includere altre forme di vita e le loro modalità espressive. Questi apporti progettuali hanno il potere di decostruire le gerarchie di merito tramite scenari inclusivi e nuove forme di coesistenza. È inevitabile chiedersi, quindi, se queste pratiche possano essere applicate al design della comunicazione. Con l’integrazione di ulteriori ricerche e studi, il percorso di analisi sviluppato nella presente tesi si è sviluppato dal macro al micro: dall’analisi comparativa dei sistemi comunicativi dei diversi regni viventi, esseri umani, animali, piante, funghi, insetti e microrganismi, fino a evidenziarne le importanti differenze dei metodi comunicativi di questi. Emerge quindi la necessità di trovare punti di incontro tra questi linguaggi estremamente diversi così da poter costruire spazi di contatto fondati sulla co-presenza in cui la pluralità comunicativa possa essere valorizzata. È a partire da questo snodo concettuale che prende forma la proposta progettuale, AVE: Articolazione Visiva Empatica, un sistema di linee guida volto a riequilibrare la comunicazione interspecie tra esseri umani e cani, riconoscendo la soggettività degli animali e restituendogli un ruolo attivo nella relazione. Le guide line non si propongono di tradurre il linguaggio canino, ma stimolano l’attenzione verso segnali corporei, posture e vocalizzazioni, creando condizioni di osservazione, ascolto e co-presenza. AVE si pone quindi l’obiettivo di sperimentare un nuovo linguaggio condiviso, dove la comunicazione diventi una pratica relazionale capace di creare scenari per una co-abitazione equilibrata multispecie. 

AVE: Articolazione Visiva Empatica : ricerca ed esplorazione per un design della comunicazione multispecie

De Marchi, Marco
2024/2025

Abstract

The thesis proposes the possibility of interspecies communication between humans and non-human others, and how design can intervene to redefine languages and relational practices. The research originates from a critique of a human-centered model that, historically, has isolated the human being from the rest of the living world, self-proclaiming itself as the sole reference for value, culture, and measure. Anthropocentric logics have governed relationships with non-human others—such as animals, plants, or insects—reducing them to mere resources or simply ignoring them. This approach, besides generating marginalizations even among humans themselves, has contributed to ecological crises and to the creation of a world scarcely designed for humanity. These choices highlight the urgency of overcoming the rigid human paradigm and opening up to multispecies pluralities. In this context, design emerges as a discipline capable of imagining alternative scenarios and plural narratives. Reflections and design theories related to the more-than-human and multispecies design create practices able to include other forms of life and their expressive modalities. These design contributions have the power to deconstruct hierarchies of value through inclusive scenarios and new forms of coexistence. It is therefore inevitable to ask whether these practices can be applied to communication design. With the integration of further research and studies, the analytical path developed in this thesis moved from the macro to the micro: from the comparative analysis of the communicative systems of different living kingdoms—humans, animals, plants, fungi, insects, and microorganisms—to highlighting the significant differences in their communicative methods. Hence emerges the need to find points of convergence between these extremely diverse languages in order to construct spaces of contact based on co-presence, where communicative plurality can be valued. It is from this conceptual crossroads that the design proposal takes shape: AVE, Articulated Visual Empathy, a system of guidelines aimed at rebalancing interspecies communication between humans and dogs, recognizing the subjectivity of animals and restoring them to an active role in the relationship. The guidelines do not aim to translate canine language, but rather to foster attention to bodily signals, postures, and vocalizations, creating conditions for observation, listening, and co-presence. AVE thus sets out to experiment with a new shared language, where communication becomes a relational practice capable of generating scenarios for balanced multispecies cohabitation.
BERTOLO, MARESA
PIREDDA, FRANCESCA
ARC III - Scuola del Design
23-ott-2025
2024/2025
L’elaborato di tesi propone la possibilità di una comunicazione interspecie tra esseri umani e alterità non umane e di come il design possa intervenire per ridefinire linguaggi e pratiche relazionali. La ricerca nasce dalla critica a un modello human-centred che, storicamente, ha isolato l’essere umano dal resto del vivente, autoproclamandosi unico riferimento di valore, cultura e misura. Le logiche antropocentriche hanno governato i rapporti con le alterità non umane, come animali, vegetali o insetti, relegandole a mere risorse o semplicemente ignorandole. Questa impostazione, oltre a generare emarginazioni anche tra gli umani stessi, ha contribuito alle crisi ecologiche e alla creazione di un mondo a malapena progettato per l’uomo. Tali scelte evidenziano l’urgenza di superare il rigido paradigma umano e di aprirsi alle pluralità multispecie.  In questo contesto il design emerge come disciplina capace di immaginare scenari alternativi e narrative plurali. Le riflessioni e le teorie progettuali legate al more-than-human e al design multispecie creano pratiche in grado di includere altre forme di vita e le loro modalità espressive. Questi apporti progettuali hanno il potere di decostruire le gerarchie di merito tramite scenari inclusivi e nuove forme di coesistenza. È inevitabile chiedersi, quindi, se queste pratiche possano essere applicate al design della comunicazione. Con l’integrazione di ulteriori ricerche e studi, il percorso di analisi sviluppato nella presente tesi si è sviluppato dal macro al micro: dall’analisi comparativa dei sistemi comunicativi dei diversi regni viventi, esseri umani, animali, piante, funghi, insetti e microrganismi, fino a evidenziarne le importanti differenze dei metodi comunicativi di questi. Emerge quindi la necessità di trovare punti di incontro tra questi linguaggi estremamente diversi così da poter costruire spazi di contatto fondati sulla co-presenza in cui la pluralità comunicativa possa essere valorizzata. È a partire da questo snodo concettuale che prende forma la proposta progettuale, AVE: Articolazione Visiva Empatica, un sistema di linee guida volto a riequilibrare la comunicazione interspecie tra esseri umani e cani, riconoscendo la soggettività degli animali e restituendogli un ruolo attivo nella relazione. Le guide line non si propongono di tradurre il linguaggio canino, ma stimolano l’attenzione verso segnali corporei, posture e vocalizzazioni, creando condizioni di osservazione, ascolto e co-presenza. AVE si pone quindi l’obiettivo di sperimentare un nuovo linguaggio condiviso, dove la comunicazione diventi una pratica relazionale capace di creare scenari per una co-abitazione equilibrata multispecie. 
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