This thesis investigates how multicultural life in Milan is shaped through the interaction of planning instruments, governance procedures, and everyday practices, using the Chinese presence as an entry point. The research compares the central neighborhood of Sarpi with the peripheral housing community of Comasina, tracing how similar interventions acquire different meanings once filtered through local conditions, administrative sequencing, and civic networks. The study integrates debates on multiculturalism, urban governance, and everyday multiculturalism, and highlights the middle layer of planning tools and institutional indicators that translate between top-down discourses and local bottom-up practices. Methodologically, it combines analysis of policy and academic archives with ethnographic observation in neighborhood spaces, following the ways institutional agendas intersect with ordinary sociability. Findings show that in Sarpi, mobility regulations and streetscape redesigns were assembled under a city-center agenda of order and image, producing a codified multicultural corridor. In Comasina, light public-realm works were stabilized through the routines of community networks, formal and informal associations, and neighborood small businesses, sustaining everyday coexistence without strong symbolic recognition. Ethnography around Piazza Gasparri demonstrates how recurrent rhythms of play, leisure, and commerce operate as informal social infrastructure, while remaining vulnerable to shifting managerial priorities. By situating Milan’s case within broader European trajectories of welfare retrenchment, housing marketization, and image-oriented urban policy, the thesis argues that diversity emerges less as a demographic fact than as an outcome of arrangements linking planning instruments, governance logics, and routinized use of space.

Questa tesi indaga come la vita multiculturale a Milano venga modellata attraverso l’interazione tra strumenti di pianificazione, procedure di governance e pratiche quotidiane, utilizzando la presenza cinese come punto di accesso. La ricerca mette a confronto il quartiere centrale di Sarpi con la comunità residenziale periferica di Comasina, tracciando come interventi simili acquisiscano significati diversi una volta filtrati attraverso le condizioni locali, le sequenze amministrative e le reti civiche. Lo studio integra i dibattiti sul multiculturalismo, la governance urbana e il multiculturalismo quotidiano, e mette in evidenza il livello intermedio degli strumenti di pianificazione e degli indicatori istituzionali che traducono tra i discorsi dall’alto e le pratiche locali dal basso. Dal punto di vista metodologico, combina l’analisi delle politiche e degli archivi accademici con l’osservazione etnografica negli spazi di quartiere, seguendo le modalità in cui le agende istituzionali si intrecciano con la socialità ordinaria. I risultati mostrano che a Sarpi i regolamenti sulla mobilità e i ridisegni dello spazio stradale sono stati assemblati all’interno di un’agenda di ordine e immagine del centro città, producendo un corridoio multiculturale codificato. A Comasina, piccoli interventi nello spazio pubblico sono stati stabilizzati attraverso le routine delle reti comunitarie, delle associazioni formali e informali e delle piccole imprese di quartiere, sostenendo la convivenza quotidiana senza un forte riconoscimento simbolico. L’etnografia attorno a Piazza Gasparri dimostra come i ritmi ricorrenti di gioco, svago e commercio operino come infrastruttura sociale informale, pur restando vulnerabili ai mutamenti delle priorità gestionali. Collocando il caso milanese all’interno di più ampie traiettorie europee di ridimensionamento del welfare, mercatizzazione dell’abitare e politiche urbane orientate all’immagine, la tesi sostiene che la diversità emerga meno come fatto demografico e più come esito di assetti che collegano strumenti di pianificazione, logiche di governance e uso routinario dello spazio.

Looking for Milan's Chinatowns : urban planning and the (re)development of the multicultural neighborhoods in Sarpi and Comasina

Xiao, Yao
2024/2025

Abstract

This thesis investigates how multicultural life in Milan is shaped through the interaction of planning instruments, governance procedures, and everyday practices, using the Chinese presence as an entry point. The research compares the central neighborhood of Sarpi with the peripheral housing community of Comasina, tracing how similar interventions acquire different meanings once filtered through local conditions, administrative sequencing, and civic networks. The study integrates debates on multiculturalism, urban governance, and everyday multiculturalism, and highlights the middle layer of planning tools and institutional indicators that translate between top-down discourses and local bottom-up practices. Methodologically, it combines analysis of policy and academic archives with ethnographic observation in neighborhood spaces, following the ways institutional agendas intersect with ordinary sociability. Findings show that in Sarpi, mobility regulations and streetscape redesigns were assembled under a city-center agenda of order and image, producing a codified multicultural corridor. In Comasina, light public-realm works were stabilized through the routines of community networks, formal and informal associations, and neighborood small businesses, sustaining everyday coexistence without strong symbolic recognition. Ethnography around Piazza Gasparri demonstrates how recurrent rhythms of play, leisure, and commerce operate as informal social infrastructure, while remaining vulnerable to shifting managerial priorities. By situating Milan’s case within broader European trajectories of welfare retrenchment, housing marketization, and image-oriented urban policy, the thesis argues that diversity emerges less as a demographic fact than as an outcome of arrangements linking planning instruments, governance logics, and routinized use of space.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
23-ott-2025
2024/2025
Questa tesi indaga come la vita multiculturale a Milano venga modellata attraverso l’interazione tra strumenti di pianificazione, procedure di governance e pratiche quotidiane, utilizzando la presenza cinese come punto di accesso. La ricerca mette a confronto il quartiere centrale di Sarpi con la comunità residenziale periferica di Comasina, tracciando come interventi simili acquisiscano significati diversi una volta filtrati attraverso le condizioni locali, le sequenze amministrative e le reti civiche. Lo studio integra i dibattiti sul multiculturalismo, la governance urbana e il multiculturalismo quotidiano, e mette in evidenza il livello intermedio degli strumenti di pianificazione e degli indicatori istituzionali che traducono tra i discorsi dall’alto e le pratiche locali dal basso. Dal punto di vista metodologico, combina l’analisi delle politiche e degli archivi accademici con l’osservazione etnografica negli spazi di quartiere, seguendo le modalità in cui le agende istituzionali si intrecciano con la socialità ordinaria. I risultati mostrano che a Sarpi i regolamenti sulla mobilità e i ridisegni dello spazio stradale sono stati assemblati all’interno di un’agenda di ordine e immagine del centro città, producendo un corridoio multiculturale codificato. A Comasina, piccoli interventi nello spazio pubblico sono stati stabilizzati attraverso le routine delle reti comunitarie, delle associazioni formali e informali e delle piccole imprese di quartiere, sostenendo la convivenza quotidiana senza un forte riconoscimento simbolico. L’etnografia attorno a Piazza Gasparri dimostra come i ritmi ricorrenti di gioco, svago e commercio operino come infrastruttura sociale informale, pur restando vulnerabili ai mutamenti delle priorità gestionali. Collocando il caso milanese all’interno di più ampie traiettorie europee di ridimensionamento del welfare, mercatizzazione dell’abitare e politiche urbane orientate all’immagine, la tesi sostiene che la diversità emerga meno come fatto demografico e più come esito di assetti che collegano strumenti di pianificazione, logiche di governance e uso routinario dello spazio.
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Descrizione: LOOKING FOR MILAN'S CHINATOWNS Urban Planning and the (Re)Development of the Multicultural Neighborhoods in Sarpi and Comasina
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/244035