Questo lavoro di tesi si inserisce in un progetto di collaborazione iniziato nel 2005 tra il Politecnico di Milano (DIIAR, Sezione Ambientale), l’Università Ca’ Foscari di Venezia e ARPA Veneto. In questa fase specifica si è proceduto al confronto dello scenario emerso dallo studio dei dati storici (1980-1990) con quello successivo alla riqualificazione degli impianti di depurazione (scenario attuale, anni 1998-2009) e alla simulazione di altri tre scenari che prevedono la riduzione dei carichi puntuali (scenario BAT) e diffusi (scenario con riconversione della SAT a prato e a foresta). Per queste simulazioni si è usato il modello fisicamente basato ArcSWAT (Soil and Water Assessment Tool). Il lavoro si è in seguito svincolato dal progetto di ARPA Veneto e si è verificata la possibilità di riprodurre il modello fisicamente basato tramite un algoritmo di tipo self-learning (Multilayer Perceptron, MLP) che rendesse l’implementazione degli scenari meno lunga e onerosa. La rete neurale (MLP), costruita dapprima per lo scenario attuale, ha “imparato a ragionare” sui dati, per trovare le relazioni che legano gli input agli output, e ha poi applicato quanto appreso agli altri scenari già studiati con SWAT (“scenario storico” e “BAT”). Si è potuta così evitare la lunga implementazione “bacino per bacino” richiesta da SWAT acquisendo dei risultati, a scala di intero bacino scolante, del tutto coerenti con quelli ottenuti col modello fisicamente basato. Emerge infatti, da entrambi i metodi di stima, come sia limitato, nel bilancio totale dei carichi, il peso degli inlet di tipo puntuale rispetto ai carichi apportati dai canali e dalle risorgive. Lo studio degli stessi scenari con due metodi di stima diversi ha dato la possibilità di capire la reale affidabilità di entrambi i modelli, poiché essi usano un meccanismo computazionale completamente diverso. A scala di intero bacino scolante le stime fatte con i due metodi sono del tutto confrontabili. Il MLP risulta, invece, meno preciso nelle simulazioni “bacino per bacino” e negli scenari che prevedono una piccola variazione dei carichi in ingresso, dimostrando comunque di seguire il trend dei risultati ottenuti con SWAT.

Sviluppo di un algoritmo di tipo self-learning ( multilayer perceptron ) per la riduzione di un modello fisicamente basato del carico di nutrienti veicolato dal bacino della laguna veneta

CECOTTO, GIOVANNA
2010/2011

Abstract

Questo lavoro di tesi si inserisce in un progetto di collaborazione iniziato nel 2005 tra il Politecnico di Milano (DIIAR, Sezione Ambientale), l’Università Ca’ Foscari di Venezia e ARPA Veneto. In questa fase specifica si è proceduto al confronto dello scenario emerso dallo studio dei dati storici (1980-1990) con quello successivo alla riqualificazione degli impianti di depurazione (scenario attuale, anni 1998-2009) e alla simulazione di altri tre scenari che prevedono la riduzione dei carichi puntuali (scenario BAT) e diffusi (scenario con riconversione della SAT a prato e a foresta). Per queste simulazioni si è usato il modello fisicamente basato ArcSWAT (Soil and Water Assessment Tool). Il lavoro si è in seguito svincolato dal progetto di ARPA Veneto e si è verificata la possibilità di riprodurre il modello fisicamente basato tramite un algoritmo di tipo self-learning (Multilayer Perceptron, MLP) che rendesse l’implementazione degli scenari meno lunga e onerosa. La rete neurale (MLP), costruita dapprima per lo scenario attuale, ha “imparato a ragionare” sui dati, per trovare le relazioni che legano gli input agli output, e ha poi applicato quanto appreso agli altri scenari già studiati con SWAT (“scenario storico” e “BAT”). Si è potuta così evitare la lunga implementazione “bacino per bacino” richiesta da SWAT acquisendo dei risultati, a scala di intero bacino scolante, del tutto coerenti con quelli ottenuti col modello fisicamente basato. Emerge infatti, da entrambi i metodi di stima, come sia limitato, nel bilancio totale dei carichi, il peso degli inlet di tipo puntuale rispetto ai carichi apportati dai canali e dalle risorgive. Lo studio degli stessi scenari con due metodi di stima diversi ha dato la possibilità di capire la reale affidabilità di entrambi i modelli, poiché essi usano un meccanismo computazionale completamente diverso. A scala di intero bacino scolante le stime fatte con i due metodi sono del tutto confrontabili. Il MLP risulta, invece, meno preciso nelle simulazioni “bacino per bacino” e negli scenari che prevedono una piccola variazione dei carichi in ingresso, dimostrando comunque di seguire il trend dei risultati ottenuti con SWAT.
SALVETTI, ROBERTA
ING I - Scuola di Ingegneria Civile, Ambientale e Territoriale
4-ott-2011
2010/2011
Tesi di laurea Magistrale
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