The thesis aims to address the theme of the urban edge from a design perspective, focusing on the area of Porto di Mare. The theoretical framework of this research is based on a series of key concepts that make it possible to interpret the urban edge not as a mere physical boundary, but as an active space of transition, transformation, and design. In particular, the notions of edge and porosity, the transition between city and territory, the project of the ground as a tool for designing urban public space, and the settlement principle as a contextual and conscious approach to the landscape are explored in depth. The eastern margin of Milan represents a condition of urban boundary, where infrastructures and urban parks follow one another along the course of the Lambro River, giving the territory a complex and distinctive morphology. Furthermore, the area of Porto di Mare, and in particular its park, has undergone several attempts at transformation over time: from the unfinished project of a dock basin to its use as a landfill, later covered with soil. Faced with this situation, the project aims to reconfigure a degraded area, returning it to the city as a large green system articulated into different types of public space. It is a process of internal regeneration, which does not involve expansion into new areas, but rather the replacement of the most compromised zones with a landscape of higher environmental and urban quality. The intervention area is bounded to the north by the Omero district of Corvetto, to the south by the Parco Agricolo Sud, to the east by the Rogoredo railway line, and to the west by the Parco della Vettabbia. With the intention of defining a new southern edge for the consolidated city and strengthening the continuity of open spaces, the project proposes a built strip along Via Fabio Massimo, acting as a threshold between city and park, and an intermediate plateau conceived as a designed park, which articulates the last urban district with the existing landscape.

Il lavoro di tesi si propone di affrontare il tema del margine urbano da una prospettiva progettuale, concentrandosi sull’area di Porto di Mare. Il supporto teorico di questa ricerca si fonda su una serie di concetti chiave che permettono di interpretare il margine urbano non come un semplice limite fisico, ma come uno spazio attivo di transizione, trasformazione e progetto. In particolare, si approfondiscono le nozioni di bordo e porosità, la transizione tra città e territorio, il progetto del suolo come strumento di disegno dello spazio pubblico urbano e il principio insediativo come forma di impianto contestuale e consapevole del paesaggio. Il margine orientale di Milano configura una condizione di limite urbano, in cui infrastrutture e parchi urbani si susseguono lungo il corso del fiume Lambro, conferendo al territorio una morfologia complessa e distintiva. Inoltre, l’area di Porto di Mare, e in particolare il suo parco, ha conosciuto nel tempo diversi tentativi di trasformazione: dal progetto incompiuto di una darsena portuale, fino all’utilizzo come discarica, successivamente ricoperta di terra. Di fronte a questa situazione, il progetto ha come obiettivo quello di riconfigurare uno spazio degradato, restituendolo alla città come un grande sistema verde articolato in diverse tipologie di spazio pubblico. Si tratta di un processo di rigenerazione interna, che non prevede l’espansione verso nuove aree, ma piuttosto la sostituzione delle zone più compromesse con un paesaggio di maggiore qualità ambientale e urbana. L’ambito d’intervento è delimitato a nord dal quartiere Omero di Corvetto, a sud dal Parco Agricolo Sud, a est dalla linea ferroviaria di Rogoredo e a ovest dal Parco della Vettabbia. Con l’intento di definire un nuovo margine meridionale per la città consolidata e rafforzare la continuità degli spazi aperti, il progetto propone una fascia edificata lungo via Fabio Massimo, che funge da soglia tra città e parco, e un plateau intermedio inteso come parco progettato, che articola l’ultimo quartiere urbano con il paesaggio esistente.

Limiti e transizioni: riprogettare il margine urbano a Porto di Mare

García Pighini, Consuelo
2024/2025

Abstract

The thesis aims to address the theme of the urban edge from a design perspective, focusing on the area of Porto di Mare. The theoretical framework of this research is based on a series of key concepts that make it possible to interpret the urban edge not as a mere physical boundary, but as an active space of transition, transformation, and design. In particular, the notions of edge and porosity, the transition between city and territory, the project of the ground as a tool for designing urban public space, and the settlement principle as a contextual and conscious approach to the landscape are explored in depth. The eastern margin of Milan represents a condition of urban boundary, where infrastructures and urban parks follow one another along the course of the Lambro River, giving the territory a complex and distinctive morphology. Furthermore, the area of Porto di Mare, and in particular its park, has undergone several attempts at transformation over time: from the unfinished project of a dock basin to its use as a landfill, later covered with soil. Faced with this situation, the project aims to reconfigure a degraded area, returning it to the city as a large green system articulated into different types of public space. It is a process of internal regeneration, which does not involve expansion into new areas, but rather the replacement of the most compromised zones with a landscape of higher environmental and urban quality. The intervention area is bounded to the north by the Omero district of Corvetto, to the south by the Parco Agricolo Sud, to the east by the Rogoredo railway line, and to the west by the Parco della Vettabbia. With the intention of defining a new southern edge for the consolidated city and strengthening the continuity of open spaces, the project proposes a built strip along Via Fabio Massimo, acting as a threshold between city and park, and an intermediate plateau conceived as a designed park, which articulates the last urban district with the existing landscape.
IAROSSI, MARIA POMPEIANA
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
10-dic-2025
2024/2025
Il lavoro di tesi si propone di affrontare il tema del margine urbano da una prospettiva progettuale, concentrandosi sull’area di Porto di Mare. Il supporto teorico di questa ricerca si fonda su una serie di concetti chiave che permettono di interpretare il margine urbano non come un semplice limite fisico, ma come uno spazio attivo di transizione, trasformazione e progetto. In particolare, si approfondiscono le nozioni di bordo e porosità, la transizione tra città e territorio, il progetto del suolo come strumento di disegno dello spazio pubblico urbano e il principio insediativo come forma di impianto contestuale e consapevole del paesaggio. Il margine orientale di Milano configura una condizione di limite urbano, in cui infrastrutture e parchi urbani si susseguono lungo il corso del fiume Lambro, conferendo al territorio una morfologia complessa e distintiva. Inoltre, l’area di Porto di Mare, e in particolare il suo parco, ha conosciuto nel tempo diversi tentativi di trasformazione: dal progetto incompiuto di una darsena portuale, fino all’utilizzo come discarica, successivamente ricoperta di terra. Di fronte a questa situazione, il progetto ha come obiettivo quello di riconfigurare uno spazio degradato, restituendolo alla città come un grande sistema verde articolato in diverse tipologie di spazio pubblico. Si tratta di un processo di rigenerazione interna, che non prevede l’espansione verso nuove aree, ma piuttosto la sostituzione delle zone più compromesse con un paesaggio di maggiore qualità ambientale e urbana. L’ambito d’intervento è delimitato a nord dal quartiere Omero di Corvetto, a sud dal Parco Agricolo Sud, a est dalla linea ferroviaria di Rogoredo e a ovest dal Parco della Vettabbia. Con l’intento di definire un nuovo margine meridionale per la città consolidata e rafforzare la continuità degli spazi aperti, il progetto propone una fascia edificata lungo via Fabio Massimo, che funge da soglia tra città e parco, e un plateau intermedio inteso come parco progettato, che articola l’ultimo quartiere urbano con il paesaggio esistente.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/245337