Villa 31 in Buenos Aires is often perceived as an urban chaos — a cluster of self-built dwellings lacking order, where the scarcity of services and open spaces reflects extreme forms of social exclusion. However, when observed closely, this informality reveals the potential of an “ideal city”: compact, human-scaled, with networks of social interaction and local commercial activities that foster community and participation. The thesis proposes a design intervention guided by a generative principle, articulated on three scales: urban, fabric, and services. The goal is to reduce physical and social isolation, open up the urban fabric through communal spaces, and introduce essential services without occupying new land, enhancing the authenticity of the existing constructions. The research is based on site visits, interviews, and direct collection of materials, with the aim of transforming Villa 31 from a symbol of chaos into an inclusive and sustainable urban laboratory.

La Villa 31 di Buenos Aires è spesso percepita come un caos urbano, un insieme di abitazioni autocostruite prive di ordine, dove la scarsità di servizi e spazi aperti riflette forme estreme di esclusione sociale. Tuttavia, osservata attentamente, questa informalità rivela il potenziale di una “città ideale”: compatta, a misura d’uomo, con vie di socializzazione e attività commerciali locali che creano comunità e partecipazione. La tesi propone un intervento progettuale guidato da un principio generatore, articolato su tre scale: urbana, tessuto e servizi. L’obiettivo è ridurre l’isolamento fisico e sociale, aprire il tessuto attraverso spazi dello “stare” e inserire servizi essenziali senza occupare nuovo suolo, valorizzando l’autenticità delle costruzioni. La ricerca si basa su sopralluoghi, interviste e raccolta diretta di materiali, con l’intento di trasformare la Villa 31 da simbolo di caos in laboratorio urbano inclusivo e sostenibile.

Abitare la villa: limbo urbano tra città densa e fiume

Zulian, Veronica;Zauli, Simone
2024/2025

Abstract

Villa 31 in Buenos Aires is often perceived as an urban chaos — a cluster of self-built dwellings lacking order, where the scarcity of services and open spaces reflects extreme forms of social exclusion. However, when observed closely, this informality reveals the potential of an “ideal city”: compact, human-scaled, with networks of social interaction and local commercial activities that foster community and participation. The thesis proposes a design intervention guided by a generative principle, articulated on three scales: urban, fabric, and services. The goal is to reduce physical and social isolation, open up the urban fabric through communal spaces, and introduce essential services without occupying new land, enhancing the authenticity of the existing constructions. The research is based on site visits, interviews, and direct collection of materials, with the aim of transforming Villa 31 from a symbol of chaos into an inclusive and sustainable urban laboratory.
BARATTUCCI, CHIARA
BIANCO, FABIAN
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
10-dic-2025
2024/2025
La Villa 31 di Buenos Aires è spesso percepita come un caos urbano, un insieme di abitazioni autocostruite prive di ordine, dove la scarsità di servizi e spazi aperti riflette forme estreme di esclusione sociale. Tuttavia, osservata attentamente, questa informalità rivela il potenziale di una “città ideale”: compatta, a misura d’uomo, con vie di socializzazione e attività commerciali locali che creano comunità e partecipazione. La tesi propone un intervento progettuale guidato da un principio generatore, articolato su tre scale: urbana, tessuto e servizi. L’obiettivo è ridurre l’isolamento fisico e sociale, aprire il tessuto attraverso spazi dello “stare” e inserire servizi essenziali senza occupare nuovo suolo, valorizzando l’autenticità delle costruzioni. La ricerca si basa su sopralluoghi, interviste e raccolta diretta di materiali, con l’intento di trasformare la Villa 31 da simbolo di caos in laboratorio urbano inclusivo e sostenibile.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/245919