The gradual marginalization of Teglio within the Valtellina Valley, marked by population aging, the decline of agricultural labor, and fragmented tourism strategies, has diminished the town’s role in the regional network. While larger Alpine destinations have capitalized on winter sports, spas, and mass tourism, Teglio’s identity, once rooted in buckwheat cultivation and community life, has been left on the periphery. Small-scale infrastructures such as trails and communal washhouses (lavatoi), once vibrant parts of everyday life, have lost their function and now remain as silent traces scattered across the villages. Such cultural and spatial neglect cannot simply be reversed by nostalgia. It must be consciously addressed through a socially responsible and locally grounded design strategy. The challenge is not to rebuild the past but to reinterpret these forgotten elements as active agents in contemporary life. Lavatoi, historical nodes of water, labor, and encounter, are reconsidered here as narrative stepping stones capable of reweaving Teglio’s fragmented cultural and ecological fabric. The project explores the threshold between heritage and present use, creating an intermediate layer where memory and daily practices intersect. By mapping the dispersed system of lavatoi and connecting them into a coherent trail, it seeks to generate both a cultural itinerary for visitors and a renewed sense of belonging for residents. The route functions not only as a physical link but also as an experiential sequence, offering vertical transitions from the valley floor to terraced slopes and village centers, while reactivating forgotten spaces through subtle interventions. The design focuses on Ca’ Branchi, San Gervasio, and Teglio’s historic center, places where lavatoi remain closest to community life yet underused. It demonstrates how these silent infrastructures can be transformed into meaningful nodes of slow tourism, community gathering, and landscape storytelling, repositioning Teglio as a resilient and culturally distinctive settlement where echoes of water once again shape the collective landscape.

La graduale marginalizzazione di Teglio all'interno della Valle di Valtellina, segnata dall'invecchiamento della popolazione, dal declino del lavoro agricolo e da strategie turistiche frammentate, ha ridotto il ruolo del paese nella rete regionale. Mentre le maggiori destinazioni alpine hanno saputo valorizzare gli sport invernali, le terme e il turismo di massa, l'identità di Teglio, un tempo radicata nella coltivazione del grano saraceno e nella vita comunitaria, è stata relegata ai margini. Le piccole infrastrutture, come i sentieri e i lavatoi pubblici, un tempo elementi vitali della vita quotidiana, hanno perso la loro funzione e oggi restano come tracce silenziose sparse tra i villaggi. Questo abbandono culturale e spaziale non può essere semplicemente invertito dalla nostalgia. Deve essere affrontato consapevolmente attraverso una strategia progettuale socialmente responsabile e radicata nel contesto locale. La sfida non è ricostruire il passato, ma reinterpretare questi elementi dimenticati come agenti attivi nella vita contemporanea. I lavatoi, antichi nodi d’acqua, di lavoro e di incontro, vengono qui ripensati come punti narrativi capaci di ricucire il tessuto culturale ed ecologico frammentato di Teglio. Il progetto esplora la soglia tra eredità e uso contemporaneo, creando uno strato intermedio in cui la memoria e le pratiche quotidiane si intrecciano. Mappando il sistema diffuso dei lavatoi e collegandoli in un percorso coerente, si mira a generare sia un itinerario culturale per i visitatori sia un rinnovato senso di appartenenza per i residenti. Il percorso funziona non solo come collegamento fisico, ma anche come sequenza esperienziale, offrendo transizioni verticali dal fondovalle ai terrazzamenti e ai centri dei villaggi, riattivando al tempo stesso spazi dimenticati attraverso interventi sottili. Il progetto si concentra su Ca’ Branchi, San Gervasio e sul centro storico di Teglio, luoghi in cui i lavatoi rimangono più vicini alla vita comunitaria ma sono oggi sottoutilizzati. Dimostra come queste infrastrutture silenziose possano essere trasformate in nodi significativi di turismo lento, incontro comunitario e narrazione del paesaggio, riposizionando Teglio come un insediamento resiliente e culturalmente distintivo, dove gli echi dell’acqua tornano a modellare il paesaggio collettivo.

The echoes from the water : shape the community landscape through the lavatoio narratives Teglio, Valtellina, Lombardia

Zhou, Hongyi
2024/2025

Abstract

The gradual marginalization of Teglio within the Valtellina Valley, marked by population aging, the decline of agricultural labor, and fragmented tourism strategies, has diminished the town’s role in the regional network. While larger Alpine destinations have capitalized on winter sports, spas, and mass tourism, Teglio’s identity, once rooted in buckwheat cultivation and community life, has been left on the periphery. Small-scale infrastructures such as trails and communal washhouses (lavatoi), once vibrant parts of everyday life, have lost their function and now remain as silent traces scattered across the villages. Such cultural and spatial neglect cannot simply be reversed by nostalgia. It must be consciously addressed through a socially responsible and locally grounded design strategy. The challenge is not to rebuild the past but to reinterpret these forgotten elements as active agents in contemporary life. Lavatoi, historical nodes of water, labor, and encounter, are reconsidered here as narrative stepping stones capable of reweaving Teglio’s fragmented cultural and ecological fabric. The project explores the threshold between heritage and present use, creating an intermediate layer where memory and daily practices intersect. By mapping the dispersed system of lavatoi and connecting them into a coherent trail, it seeks to generate both a cultural itinerary for visitors and a renewed sense of belonging for residents. The route functions not only as a physical link but also as an experiential sequence, offering vertical transitions from the valley floor to terraced slopes and village centers, while reactivating forgotten spaces through subtle interventions. The design focuses on Ca’ Branchi, San Gervasio, and Teglio’s historic center, places where lavatoi remain closest to community life yet underused. It demonstrates how these silent infrastructures can be transformed into meaningful nodes of slow tourism, community gathering, and landscape storytelling, repositioning Teglio as a resilient and culturally distinctive settlement where echoes of water once again shape the collective landscape.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
10-dic-2025
2024/2025
La graduale marginalizzazione di Teglio all'interno della Valle di Valtellina, segnata dall'invecchiamento della popolazione, dal declino del lavoro agricolo e da strategie turistiche frammentate, ha ridotto il ruolo del paese nella rete regionale. Mentre le maggiori destinazioni alpine hanno saputo valorizzare gli sport invernali, le terme e il turismo di massa, l'identità di Teglio, un tempo radicata nella coltivazione del grano saraceno e nella vita comunitaria, è stata relegata ai margini. Le piccole infrastrutture, come i sentieri e i lavatoi pubblici, un tempo elementi vitali della vita quotidiana, hanno perso la loro funzione e oggi restano come tracce silenziose sparse tra i villaggi. Questo abbandono culturale e spaziale non può essere semplicemente invertito dalla nostalgia. Deve essere affrontato consapevolmente attraverso una strategia progettuale socialmente responsabile e radicata nel contesto locale. La sfida non è ricostruire il passato, ma reinterpretare questi elementi dimenticati come agenti attivi nella vita contemporanea. I lavatoi, antichi nodi d’acqua, di lavoro e di incontro, vengono qui ripensati come punti narrativi capaci di ricucire il tessuto culturale ed ecologico frammentato di Teglio. Il progetto esplora la soglia tra eredità e uso contemporaneo, creando uno strato intermedio in cui la memoria e le pratiche quotidiane si intrecciano. Mappando il sistema diffuso dei lavatoi e collegandoli in un percorso coerente, si mira a generare sia un itinerario culturale per i visitatori sia un rinnovato senso di appartenenza per i residenti. Il percorso funziona non solo come collegamento fisico, ma anche come sequenza esperienziale, offrendo transizioni verticali dal fondovalle ai terrazzamenti e ai centri dei villaggi, riattivando al tempo stesso spazi dimenticati attraverso interventi sottili. Il progetto si concentra su Ca’ Branchi, San Gervasio e sul centro storico di Teglio, luoghi in cui i lavatoi rimangono più vicini alla vita comunitaria ma sono oggi sottoutilizzati. Dimostra come queste infrastrutture silenziose possano essere trasformate in nodi significativi di turismo lento, incontro comunitario e narrazione del paesaggio, riposizionando Teglio come un insediamento resiliente e culturalmente distintivo, dove gli echi dell’acqua tornano a modellare il paesaggio collettivo.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/246179