«Where do ideas come from?» asks Renzo Piano in conversation with Richard Axel. The birth of ideas remains an enigma, but it is possible to observe the mechanisms that are set in motion as they take shape. The construction of an idea unfolds from its initial spark—an almost unconscious intuition, a fleeting thought that barely captures our attention—towards a moment of lucidity and objectivity achieved through constructive interpersonal and interdisciplinary exchange. It is this process that allows intuition to crystallize into what we may finally recognize as an idea. From this awareness arises the central aim of the thesis project: to define a functional and spatial programme which, following the architect’s habitus transmitted in the Laboratorio L’arte del Costruire, does not seek to decipher or explain the mystery of creative genesis, but rather aspires to create the most fertile conditions for it to flourish. The genesis of the project originates from Renzo Piano’s donation of his archives to the Politecnico di Milano. The aim is to articulate an archival space that dynamically intertwines with a network of social, cultural, and workshop areas open to students, young people, the wider community, and all those animated by genuine curiosity and a passion for cultivating meaningful ideas. Thus, the Fabbrica delle Idee comes to life. It is crucial to underline that the approach outlined in these pages is neither a rigid formula for Piano’s hypothetical successors nor an attempt to found a school of thought. Rather, the project is conceived as a paradigm for the spatial and conceptual framework of a Foundation that, while enhancing the legacy of an extraordinarily enlightened figure, pursues the public good through a distinct ethical, cultural, and social mission: to generate new ideas. This spatial model—rooted in matter and memory—boldly aspires to promote practices that activate, include, and ultimately, generate Beauty.

«Da dove vengono le idee?» si chiede Renzo Piano in dialogo con Richard Axel. Come nascono le idee resta un mistero, ma possiamo osservare la meccanica che si attiva nel momento in cui esse prendono forma. La prassi della costruzione dell'idea è un processo che, dal momento iniziale – un'intuizione quasi inconscia, un fantasma su cui non si ferma l’attenzione, come sa chiunque l'abbia vissuta – , attraverso un costruttivo scambio interpersonale e interdisciplinare, ci permette di raggiungere un grado di chiarezza e di oggettività che possiamo definire idea. È da questa consapevolezza che si arriva a definire l’ obiettivo del progetto di tesi: un programma funzionale e spaziale che, sulla scia dell’habitus dell’architetto trasmesso nel Laboratorio L’arte del Costruire, non pretende di capire o spiegare il mistero della nascita delle idee, quanto piuttosto ha l’ambizione di creare le condizioni più favorevoli per farle fiorire. La genesi del progetto si fonda sull’atto di donazione, da parte di Renzo Piano, dei propri archivi al Politecnico di Milano. L’obbiettivo è quello di articolare in modo innovativo e dinamico il contenitore archivistico con una serie di spazi sociali, culturali e laboratoriali a disposizione degli studenti, dei giovani, dell’intera comunità e di chiunque sia munito di genuina curiosità e passione nel coltivare un'idea solida. Prende così vita la Fabbrica delle Idee. È essenziale riconoscere che l'approccio presentato in queste pagine non è una rigida formula per ipotetici successori di Piano, né vuole crearne una scuola. Piuttosto, il progetto si pone come paradigma per gli spazi di una Fondazione che, nel solco di accrescere l’Heritage di una figura incredibilmente illuminata, persegua l’interesse pubblico ponendosi un preciso fine etico, culturale e sociale: produrre nuove idee. Questo modello spaziale, fatto di materia e memoria, mira con coraggio a impegnarsi in pratiche attivatrici, inclusive e generative di Bellezza.

La fabbrica delle idee. Progetto per l'archivio della Fondazione Renzo Piano al Politecnico di Milano

MAGLI, ELISABETTA GIANNINA
2024/2025

Abstract

«Where do ideas come from?» asks Renzo Piano in conversation with Richard Axel. The birth of ideas remains an enigma, but it is possible to observe the mechanisms that are set in motion as they take shape. The construction of an idea unfolds from its initial spark—an almost unconscious intuition, a fleeting thought that barely captures our attention—towards a moment of lucidity and objectivity achieved through constructive interpersonal and interdisciplinary exchange. It is this process that allows intuition to crystallize into what we may finally recognize as an idea. From this awareness arises the central aim of the thesis project: to define a functional and spatial programme which, following the architect’s habitus transmitted in the Laboratorio L’arte del Costruire, does not seek to decipher or explain the mystery of creative genesis, but rather aspires to create the most fertile conditions for it to flourish. The genesis of the project originates from Renzo Piano’s donation of his archives to the Politecnico di Milano. The aim is to articulate an archival space that dynamically intertwines with a network of social, cultural, and workshop areas open to students, young people, the wider community, and all those animated by genuine curiosity and a passion for cultivating meaningful ideas. Thus, the Fabbrica delle Idee comes to life. It is crucial to underline that the approach outlined in these pages is neither a rigid formula for Piano’s hypothetical successors nor an attempt to found a school of thought. Rather, the project is conceived as a paradigm for the spatial and conceptual framework of a Foundation that, while enhancing the legacy of an extraordinarily enlightened figure, pursues the public good through a distinct ethical, cultural, and social mission: to generate new ideas. This spatial model—rooted in matter and memory—boldly aspires to promote practices that activate, include, and ultimately, generate Beauty.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
10-dic-2025
2024/2025
«Da dove vengono le idee?» si chiede Renzo Piano in dialogo con Richard Axel. Come nascono le idee resta un mistero, ma possiamo osservare la meccanica che si attiva nel momento in cui esse prendono forma. La prassi della costruzione dell'idea è un processo che, dal momento iniziale – un'intuizione quasi inconscia, un fantasma su cui non si ferma l’attenzione, come sa chiunque l'abbia vissuta – , attraverso un costruttivo scambio interpersonale e interdisciplinare, ci permette di raggiungere un grado di chiarezza e di oggettività che possiamo definire idea. È da questa consapevolezza che si arriva a definire l’ obiettivo del progetto di tesi: un programma funzionale e spaziale che, sulla scia dell’habitus dell’architetto trasmesso nel Laboratorio L’arte del Costruire, non pretende di capire o spiegare il mistero della nascita delle idee, quanto piuttosto ha l’ambizione di creare le condizioni più favorevoli per farle fiorire. La genesi del progetto si fonda sull’atto di donazione, da parte di Renzo Piano, dei propri archivi al Politecnico di Milano. L’obbiettivo è quello di articolare in modo innovativo e dinamico il contenitore archivistico con una serie di spazi sociali, culturali e laboratoriali a disposizione degli studenti, dei giovani, dell’intera comunità e di chiunque sia munito di genuina curiosità e passione nel coltivare un'idea solida. Prende così vita la Fabbrica delle Idee. È essenziale riconoscere che l'approccio presentato in queste pagine non è una rigida formula per ipotetici successori di Piano, né vuole crearne una scuola. Piuttosto, il progetto si pone come paradigma per gli spazi di una Fondazione che, nel solco di accrescere l’Heritage di una figura incredibilmente illuminata, persegua l’interesse pubblico ponendosi un preciso fine etico, culturale e sociale: produrre nuove idee. Questo modello spaziale, fatto di materia e memoria, mira con coraggio a impegnarsi in pratiche attivatrici, inclusive e generative di Bellezza.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/246204