This study examines participatory planning and persuasion strategies as independent variables in urban planning processes, analysing their interaction and its influence on the dependent variable, the quality of the plan, or the “good plan”. The analysis has been conducted within the framework of the “Dynamic Balance Model”, conceptually developed by the author. This framework suggests that persuasion can cease to be a manipulative tool in the planning process. Instead, persuasion strategies can act as communicative instruments that sustain participation, ensuring the long-term legitimacy of planning outcomes. The main research question of this thesis is: “How can a good city plan be examined and implemented through the relationship between participation and persuasion?” The study adopts a mixed-methods approach, combining comparative case analysis and gap analysis to identify moments of divergence between participatory and persuasive processes. Based on Sherry Arnstein’s Ladder of Participation, participation-persuasion ratios were defined for each level and applied to the Paris Les Halles Redevelopment Process and the Seattle Neighbourhood Planning Program. The findings reveal that participatory planning and persuasion strategies are not opposing but complementary variables. The model, developed by the author and inspired by psychological approaches to “Dynamic Balance” that describe how human behavior constantly seeks equilibrium, reinterprets this concept through the idea that cities, like individuals, constantly strive for balance amid changing environmental, temporal, institutional and social conditions. Ultimately, democratic legitimacy and social trust are as decisive as technical accuracy in achieving balanced, high-quality and socially accepted urban plans.

Questo studio esamina la pianificazione partecipativa e le strategie di persuasione come variabili indipendenti nei processi di pianificazione urbana, analizzandone l’interazione e la loro influenza sulla variabile dipendente, ossia la qualità del piano, o il “buon piano”. L’analisi è stata condotta nell’ambito del “Modello di Equilibrio Dinamico” (Dynamic Balance Model), sviluppato concettualmente dall’autrice. Questo quadro teorico suggerisce che la persuasione può cessare di essere uno strumento manipolativo nel processo di pianificazione. Al contrario, le strategie di persuasione possono agire come strumenti comunicativi che sostengono la partecipazione, garantendo la legittimità a lungo termine degli esiti della pianificazione. La principale domanda di ricerca di questa tesi è: “In che modo un buon piano urbano può essere esaminato e attuato attraverso la relazione tra partecipazione e persuasione?” Lo studio adotta un approccio a metodi misti, combinando l’analisi comparativa dei casi e l’analisi delle discrepanze (gap analysis) per individuare i momenti di divergenza tra i processi partecipativi e quelli persuasivi. Basandosi sulla Scala della Partecipazione di Sherry Arnstein, sono stati definiti rapporti partecipazione-persuasione per ciascun livello e applicati al Processo di Riqualificazione di Les Halles a Parigi e al Programma di Pianificazione dei Quartieri di Seattle. I risultati rivelano che la pianificazione partecipativa e le strategie di persuasione non sono variabili opposte, bensì complementari. Il modello, sviluppato dall’autrice e ispirato agli approcci psicologici dell’“Equilibrio Dinamico”, che descrivono come il comportamento umano cerchi costantemente l’equilibrio, reinterpreta questo concetto attraverso l’idea che le città, come gli individui, tendano costantemente a mantenere un equilibrio in mezzo a condizioni ambientali, temporali, istituzionali e sociali in continua evoluzione. In definitiva, la legittimità democratica e la fiducia sociale sono tanto decisive quanto l’accuratezza tecnica nel raggiungere piani urbani equilibrati, di alta qualità e socialmente accettati.

Dynamic balance: rethinking the relationship between participation and persuasion in urban planning

SENER, CANSEL
2024/2025

Abstract

This study examines participatory planning and persuasion strategies as independent variables in urban planning processes, analysing their interaction and its influence on the dependent variable, the quality of the plan, or the “good plan”. The analysis has been conducted within the framework of the “Dynamic Balance Model”, conceptually developed by the author. This framework suggests that persuasion can cease to be a manipulative tool in the planning process. Instead, persuasion strategies can act as communicative instruments that sustain participation, ensuring the long-term legitimacy of planning outcomes. The main research question of this thesis is: “How can a good city plan be examined and implemented through the relationship between participation and persuasion?” The study adopts a mixed-methods approach, combining comparative case analysis and gap analysis to identify moments of divergence between participatory and persuasive processes. Based on Sherry Arnstein’s Ladder of Participation, participation-persuasion ratios were defined for each level and applied to the Paris Les Halles Redevelopment Process and the Seattle Neighbourhood Planning Program. The findings reveal that participatory planning and persuasion strategies are not opposing but complementary variables. The model, developed by the author and inspired by psychological approaches to “Dynamic Balance” that describe how human behavior constantly seeks equilibrium, reinterprets this concept through the idea that cities, like individuals, constantly strive for balance amid changing environmental, temporal, institutional and social conditions. Ultimately, democratic legitimacy and social trust are as decisive as technical accuracy in achieving balanced, high-quality and socially accepted urban plans.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
10-dic-2025
2024/2025
Questo studio esamina la pianificazione partecipativa e le strategie di persuasione come variabili indipendenti nei processi di pianificazione urbana, analizzandone l’interazione e la loro influenza sulla variabile dipendente, ossia la qualità del piano, o il “buon piano”. L’analisi è stata condotta nell’ambito del “Modello di Equilibrio Dinamico” (Dynamic Balance Model), sviluppato concettualmente dall’autrice. Questo quadro teorico suggerisce che la persuasione può cessare di essere uno strumento manipolativo nel processo di pianificazione. Al contrario, le strategie di persuasione possono agire come strumenti comunicativi che sostengono la partecipazione, garantendo la legittimità a lungo termine degli esiti della pianificazione. La principale domanda di ricerca di questa tesi è: “In che modo un buon piano urbano può essere esaminato e attuato attraverso la relazione tra partecipazione e persuasione?” Lo studio adotta un approccio a metodi misti, combinando l’analisi comparativa dei casi e l’analisi delle discrepanze (gap analysis) per individuare i momenti di divergenza tra i processi partecipativi e quelli persuasivi. Basandosi sulla Scala della Partecipazione di Sherry Arnstein, sono stati definiti rapporti partecipazione-persuasione per ciascun livello e applicati al Processo di Riqualificazione di Les Halles a Parigi e al Programma di Pianificazione dei Quartieri di Seattle. I risultati rivelano che la pianificazione partecipativa e le strategie di persuasione non sono variabili opposte, bensì complementari. Il modello, sviluppato dall’autrice e ispirato agli approcci psicologici dell’“Equilibrio Dinamico”, che descrivono come il comportamento umano cerchi costantemente l’equilibrio, reinterpreta questo concetto attraverso l’idea che le città, come gli individui, tendano costantemente a mantenere un equilibrio in mezzo a condizioni ambientali, temporali, istituzionali e sociali in continua evoluzione. In definitiva, la legittimità democratica e la fiducia sociale sono tanto decisive quanto l’accuratezza tecnica nel raggiungere piani urbani equilibrati, di alta qualità e socialmente accettati.
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Descrizione: Investigates how cities achieve “good plans” by balancing participation and persuasion within urban decision-making processes, through the conceptual framework of the Dynamic Balance Model.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/246233