The project explores the relationship between architecture and neurodiversity, investigating how the urban environment can become a space of inclusion and sensory well-being for people on the autism spectrum. Here, neurodiversity is understood as a key to rethinking the contemporary city and its perceptual dynamics, a way to rediscover the value of bodily experience, rhythm and spatial sensitivity. Through the analysis of design guidelines and case studies, a methodology was developed based on sensory comfort, spatial orientation and the control of environmental stimuli. The aim is to create a sensitive and accessible landscape that offers opportunities for expression and interaction, a starting point for imagining cities designed for everyone, not just for the majority. The project site lies between the CityLife district and Piazzale Giulio Cesare, along an ambiguous urban threshold redefined by the presence of a continuous, sinuous wall. Traditionally conceived as an element of separation, the wall here becomes a connective device that generates spaces, relationships and perceptual experiences. Along its path, a sequence of micro-architectures unfolds, alternating between calm and stimulation, intimacy and sociality, forming a living and ever-changing sensory landscape. Beyond the Wall is a reflection on public space as a place of inclusion, an architecture that does not heal but accompanies, that does not impose but invites. Not a therapeutic environment, but an empathetic and responsive one: a space that adapts to different ways of perceiving the world, giving everyone the possibility to feel, simply, part of the city.

Il progetto esplora il rapporto tra architettura e neurodiversità, indagando come lo spazio urbano possa diventare luogo di inclusione e benessere sensoriale per le persone nello spettro autistico. La neurodiversità viene intesa come una chiave interpretativa per ripensare la città contemporanea e le sue modalità percettive, restituendo valore all’esperienza corporea, all’ascolto e al ritmo individuale. Attraverso l’analisi di linee guida e casi studio, è stata costruita una metodologia progettuale fondata sul comfort sensoriale, sull’orientamento e sul controllo degli stimoli ambientali. L’obiettivo è quello di generare un paesaggio accessibile e sensibile, che offra scenari di espressione creativa e relazione per tutti, uno spazio che diventi punto di partenza per immaginare città capaci di accogliere la diversità, e non solo la maggioranza. Il progetto si colloca tra il quartiere di CityLife e Piazzale Giulio Cesare: una soglia ambigua che viene rigenerata attraverso la presenza di un muro sinuoso e materico. Tradizionalmente concepito come elemento di separazione, il muro in questo contesto diventa connessione tra lo spazio verde e la città. All’interno del percorso si generano delle microarchitetture che alternano calma a stimolazione, intimità e socialità, costruendo un paesaggio percettivo in costante trasformazione. Oltre il muro è una riflessione sullo spazio pubblico come luogo di inclusione, dove l’architettura non cura ma accompagna, non impone ma invita. Non uno spazio terapeutico, ma un ambiente empatico e vivo, capace di adattarsi ai diversi modi di percepire il mondo e di restituire a ciascuno la possibilità di sentirsi, semplicemente, parte della città.

Oltre il muro : paesaggi sensibili che accolgono la neurodiversità

Tripari, Federica;Weyler, Emma Paula
2024/2025

Abstract

The project explores the relationship between architecture and neurodiversity, investigating how the urban environment can become a space of inclusion and sensory well-being for people on the autism spectrum. Here, neurodiversity is understood as a key to rethinking the contemporary city and its perceptual dynamics, a way to rediscover the value of bodily experience, rhythm and spatial sensitivity. Through the analysis of design guidelines and case studies, a methodology was developed based on sensory comfort, spatial orientation and the control of environmental stimuli. The aim is to create a sensitive and accessible landscape that offers opportunities for expression and interaction, a starting point for imagining cities designed for everyone, not just for the majority. The project site lies between the CityLife district and Piazzale Giulio Cesare, along an ambiguous urban threshold redefined by the presence of a continuous, sinuous wall. Traditionally conceived as an element of separation, the wall here becomes a connective device that generates spaces, relationships and perceptual experiences. Along its path, a sequence of micro-architectures unfolds, alternating between calm and stimulation, intimacy and sociality, forming a living and ever-changing sensory landscape. Beyond the Wall is a reflection on public space as a place of inclusion, an architecture that does not heal but accompanies, that does not impose but invites. Not a therapeutic environment, but an empathetic and responsive one: a space that adapts to different ways of perceiving the world, giving everyone the possibility to feel, simply, part of the city.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
10-dic-2025
2024/2025
Il progetto esplora il rapporto tra architettura e neurodiversità, indagando come lo spazio urbano possa diventare luogo di inclusione e benessere sensoriale per le persone nello spettro autistico. La neurodiversità viene intesa come una chiave interpretativa per ripensare la città contemporanea e le sue modalità percettive, restituendo valore all’esperienza corporea, all’ascolto e al ritmo individuale. Attraverso l’analisi di linee guida e casi studio, è stata costruita una metodologia progettuale fondata sul comfort sensoriale, sull’orientamento e sul controllo degli stimoli ambientali. L’obiettivo è quello di generare un paesaggio accessibile e sensibile, che offra scenari di espressione creativa e relazione per tutti, uno spazio che diventi punto di partenza per immaginare città capaci di accogliere la diversità, e non solo la maggioranza. Il progetto si colloca tra il quartiere di CityLife e Piazzale Giulio Cesare: una soglia ambigua che viene rigenerata attraverso la presenza di un muro sinuoso e materico. Tradizionalmente concepito come elemento di separazione, il muro in questo contesto diventa connessione tra lo spazio verde e la città. All’interno del percorso si generano delle microarchitetture che alternano calma a stimolazione, intimità e socialità, costruendo un paesaggio percettivo in costante trasformazione. Oltre il muro è una riflessione sullo spazio pubblico come luogo di inclusione, dove l’architettura non cura ma accompagna, non impone ma invita. Non uno spazio terapeutico, ma un ambiente empatico e vivo, capace di adattarsi ai diversi modi di percepire il mondo e di restituire a ciascuno la possibilità di sentirsi, semplicemente, parte della città.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/246303