As collaborative robots (cobots) increasingly enter industrial workplaces, they are reshaping production systems and human–machine relationships. However, existing research and practices mostly emphasize post-adoption outcomes while the perceptions and psychological responses of frontline workers remain underexplored. This thesis focuses on the pre-adoption stage, before cobots are introduced, to examine how workers perceive, interpret, and emotionally respond to upcoming technological change. Methodologically, the research adopts a qualitative exploratory approach based on semi-structured interviews complemented by open-ended questionnaires. Fieldwork was conducted at a Chinese battery recycling enterprise where cobot implementation was being planned but not yet realized, allowing the collection of authentic pre-adoption insights. Data were analysed through thematic analysis and coding, generating 14 key themes across three analytical dimensions: well-being, trust, and acceptance. These dimensions form an integrated “Well-being–Trust–Acceptance” framework for understanding workers’ perceptions of human–robot collaboration. These perspectives provide a coherent model linking workers’ inner perceptions, relational judgments, and outward behavioural intentions. Findings reveal that workers generally adopt a cautious yet open attitude toward cobots. They expect automation to reduce physical strain and improve safety but express concerns about job security, skill obsolescence, and loss of control. Trust building depends on transparency, controllability, and clear responsibility, while acceptance is shaped by perceived usefulness and organizational support. Overall, the sustainable adoption of cobots depends not only on technical sophistication but also on the social and organizational environment in which they are embedded. This study thus offers a human-centred understanding of industrial automation, extending existing adoption theories and underscoring that only when people are seen, supported, and empowered can human–robot collaboration reach its full potential.

Con l’ingresso sempre più diffuso dei robot collaborativi (cobot) negli ambienti industriali, i sistemi produttivi e le relazioni uomo–macchina stanno subendo una profonda trasformazione. Tuttavia, la ricerca e la pratica esistenti si concentrano prevalentemente sugli esiti successivi all’adozione, mentre le percezioni e le risposte psicologiche dei lavoratori in prima linea rimangono ancora poco esplorate. Questa tesi si focalizza sulla fase pre-adottiva, ossia prima dell’introduzione effettiva dei cobot, per analizzare come i lavoratori percepiscano, interpretino e reagiscano emotivamente al cambiamento tecnologico imminente. Dal punto di vista metodologico, la ricerca adotta un approccio qualitativo ed esplorativo, basato su interviste semi-strutturate integrate da questionari aperti. Il lavoro sul campo è stato condotto presso un’impresa cinese di riciclo di batterie, nella quale l’implementazione dei cobot era in fase di pianificazione ma non ancora realizzata, permettendo così di raccogliere dati autentici relativi alla fase pre-adottiva. I dati sono stati analizzati mediante analisi tematica e codifica, da cui sono emersi 14 temi principali articolati in tre dimensioni analitiche: benessere, fiducia e accettazione. Queste dimensioni costituiscono un quadro integrato denominato “Well-being–Trust–Acceptance”, volto a comprendere le percezioni dei lavoratori riguardo alla collaborazione uomo–robot. Tale prospettiva fornisce un modello coerente che collega le percezioni interiori dei lavoratori, i giudizi relazionali e le intenzioni comportamentali esterne. I risultati mostrano che i lavoratori assumono generalmente un atteggiamento cauto ma aperto nei confronti dei cobot. Essi si aspettano che l’automazione riduca la fatica fisica e migliori la sicurezza, ma esprimono anche preoccupazioni riguardo alla stabilità del lavoro, all’obsolescenza delle competenze e alla perdita di controllo. La costruzione della fiducia dipende dalla trasparenza, dalla controllabilità e da una chiara attribuzione delle responsabilità, mentre l’accettazione è influenzata dalla percezione dell’utilità e dal supporto organizzativo. In generale, l’adozione sostenibile dei cobot dipende non solo dal livello di sofisticazione tecnica, ma anche dal contesto sociale e organizzativo in cui essi vengono inseriti. Questo studio offre quindi una comprensione umanocentrica dell’automazione industriale, ampliando le teorie esistenti sull’adozione tecnologica e sottolineando che solo quando le persone vengono viste, sostenute e responsabilizzate, la collaborazione uomo–robot può esprimere tutto il suo potenziale.

Giving voice to the frontline: a case of co-bot adoption in a battery recycling plant

Li, Qinyi;GONG, PENGDA
2025/2026

Abstract

As collaborative robots (cobots) increasingly enter industrial workplaces, they are reshaping production systems and human–machine relationships. However, existing research and practices mostly emphasize post-adoption outcomes while the perceptions and psychological responses of frontline workers remain underexplored. This thesis focuses on the pre-adoption stage, before cobots are introduced, to examine how workers perceive, interpret, and emotionally respond to upcoming technological change. Methodologically, the research adopts a qualitative exploratory approach based on semi-structured interviews complemented by open-ended questionnaires. Fieldwork was conducted at a Chinese battery recycling enterprise where cobot implementation was being planned but not yet realized, allowing the collection of authentic pre-adoption insights. Data were analysed through thematic analysis and coding, generating 14 key themes across three analytical dimensions: well-being, trust, and acceptance. These dimensions form an integrated “Well-being–Trust–Acceptance” framework for understanding workers’ perceptions of human–robot collaboration. These perspectives provide a coherent model linking workers’ inner perceptions, relational judgments, and outward behavioural intentions. Findings reveal that workers generally adopt a cautious yet open attitude toward cobots. They expect automation to reduce physical strain and improve safety but express concerns about job security, skill obsolescence, and loss of control. Trust building depends on transparency, controllability, and clear responsibility, while acceptance is shaped by perceived usefulness and organizational support. Overall, the sustainable adoption of cobots depends not only on technical sophistication but also on the social and organizational environment in which they are embedded. This study thus offers a human-centred understanding of industrial automation, extending existing adoption theories and underscoring that only when people are seen, supported, and empowered can human–robot collaboration reach its full potential.
ING - Scuola di Ingegneria Industriale e dell'Informazione
10-dic-2025
2025/2026
Con l’ingresso sempre più diffuso dei robot collaborativi (cobot) negli ambienti industriali, i sistemi produttivi e le relazioni uomo–macchina stanno subendo una profonda trasformazione. Tuttavia, la ricerca e la pratica esistenti si concentrano prevalentemente sugli esiti successivi all’adozione, mentre le percezioni e le risposte psicologiche dei lavoratori in prima linea rimangono ancora poco esplorate. Questa tesi si focalizza sulla fase pre-adottiva, ossia prima dell’introduzione effettiva dei cobot, per analizzare come i lavoratori percepiscano, interpretino e reagiscano emotivamente al cambiamento tecnologico imminente. Dal punto di vista metodologico, la ricerca adotta un approccio qualitativo ed esplorativo, basato su interviste semi-strutturate integrate da questionari aperti. Il lavoro sul campo è stato condotto presso un’impresa cinese di riciclo di batterie, nella quale l’implementazione dei cobot era in fase di pianificazione ma non ancora realizzata, permettendo così di raccogliere dati autentici relativi alla fase pre-adottiva. I dati sono stati analizzati mediante analisi tematica e codifica, da cui sono emersi 14 temi principali articolati in tre dimensioni analitiche: benessere, fiducia e accettazione. Queste dimensioni costituiscono un quadro integrato denominato “Well-being–Trust–Acceptance”, volto a comprendere le percezioni dei lavoratori riguardo alla collaborazione uomo–robot. Tale prospettiva fornisce un modello coerente che collega le percezioni interiori dei lavoratori, i giudizi relazionali e le intenzioni comportamentali esterne. I risultati mostrano che i lavoratori assumono generalmente un atteggiamento cauto ma aperto nei confronti dei cobot. Essi si aspettano che l’automazione riduca la fatica fisica e migliori la sicurezza, ma esprimono anche preoccupazioni riguardo alla stabilità del lavoro, all’obsolescenza delle competenze e alla perdita di controllo. La costruzione della fiducia dipende dalla trasparenza, dalla controllabilità e da una chiara attribuzione delle responsabilità, mentre l’accettazione è influenzata dalla percezione dell’utilità e dal supporto organizzativo. In generale, l’adozione sostenibile dei cobot dipende non solo dal livello di sofisticazione tecnica, ma anche dal contesto sociale e organizzativo in cui essi vengono inseriti. Questo studio offre quindi una comprensione umanocentrica dell’automazione industriale, ampliando le teorie esistenti sull’adozione tecnologica e sottolineando che solo quando le persone vengono viste, sostenute e responsabilizzate, la collaborazione uomo–robot può esprimere tutto il suo potenziale.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/246446