Humans have long oriented themselves through sacred and built landmarks, while rivers once the foundations of settlement and civilization have gradually been relegated to the background of urban life. In India, however, rivers and temples have always shared a profound symbiosis: every temple is traditionally conceived in relation to a water body, whether river, tank, or stepwell, symbolizing purification, continuity, and life itself. Yet in many Indian cities, including Pune, this sacred linkage has weakened, leaving rivers neglected, degraded, and disconnected from the cultural and spiritual practices they once sustained. This study engages with that disconnection, viewing rivers not only as ecological systems but also as sacred and symbolic landscapes that shape identity and community. Across the world, cities have sought to weave rivers into their urban fabric, balancing economic vitality, ecological restoration, and civic life. In contrast, many Indian riverfronts still struggle to achieve such integration. Pune exemplifies this tension: the Mula and Mutha rivers, central to the city’s cultural memory and temple geography, have been reduced to polluted channels, strained by unregulated growth and urban sprawl. As a result, flooding, biodiversity loss, and the erosion of sacred riverfront traditions have become pressing urban concerns. This thesis examines Pune’s evolving relationship with its rivers and temples, critiquing existing planning frameworks that prioritize beautification over ecological resilience and overlook cultural continuity. It proposes an alternative approach that reimagines temple-waterfronts as spaces of convergence, where ecological systems, urban life, and spiritual traditions intersect. Central to this vision is a new pedestrian pilgrim path along the temple-lined ghats, linking shrines and sacred sites into a continuous sequence tied to water. By bringing together ecological integrity, architectural symbolism, and cultural continuity, the study positions Pune’s rivers and temples as living landscapes of encounter between land and water, sacred and civic, past and future.

L’uomo ha da sempre orientato la propria esistenza attraverso punti di riferimento sacri e costruiti, mentre i fiumi un tempo fondamenta degli insediamenti e delle civiltà sono stati progressivamente relegati ai margini della vita urbana. In India, tuttavia, i fiumi e i templi condividono da sempre una profonda simbiosi: ogni tempio è tradizionalmente concepito in relazione a un corpo d’acqua, che si tratti di un fiume, di una vasca o di un pozzo a gradini, simbolo di purificazione, continuità e vita stessa. Eppure, in molte città indiane, tra cui Pune, questo legame sacro si è indebolito, lasciando i fiumi trascurati, degradati e scollegati dalle pratiche culturali e spirituali che un tempo sostenevano. Questo studio affronta tale disconnessione, considerando i fiumi non solo come sistemi ecologici, ma anche come paesaggi sacri e simbolici che modellano l’identità e la comunità. In tutto il mondo, molte città hanno cercato di intrecciare i fiumi nel tessuto urbano, bilanciando vitalità economica, ripristino ecologico e vita civica. Al contrario, molti lungofiumi indiani faticano ancora a raggiungere tale integrazione. Pune rappresenta chiaramente questa tensione: i fiumi Mula e Mutha, centrali nella memoria culturale e nella geografia templare della città, sono oggi ridotti a canali inquinati, compromessi dalla crescita incontrollata e dall’espansione urbana. Di conseguenza, l’erosione delle tradizioni sacre legate ai fiumi, la perdita di biodiversità e il rischio di inondazioni sono diventati problemi urbani sempre più urgenti. Questa tesi analizza l’evoluzione del rapporto di Pune con i suoi fiumi e templi, criticando i modelli di pianificazione attuali che privilegiano l’abbellimento rispetto alla resilienza ecologica e trascurano la continuità culturale. Propone invece un approccio alternativo, che reinterpreta i lungofiumi templari come spazi di convergenza, in cui sistemi ecologici, vita urbana e tradizioni spirituali si incontrano. Al centro di questa visione vi è un nuovo percorso pedonale di pellegrinaggio lungo i ghat costellati di templi, che collega santuari e luoghi sacri in una sequenza continua legata all’acqua. Unendo integrità ecologica, simbolismo architettonico e continuità culturale, lo studio presenta i fiumi e i templi di Pune come paesaggi viventi di incontro tra terra e acqua, sacro e civico, passato e futuro.

Spirituality in water and temple: meeting of rivers - urban design along, within, and between the sacred waters of Pune

Gudagudi, Avani Venkatesh
2025/2026

Abstract

Humans have long oriented themselves through sacred and built landmarks, while rivers once the foundations of settlement and civilization have gradually been relegated to the background of urban life. In India, however, rivers and temples have always shared a profound symbiosis: every temple is traditionally conceived in relation to a water body, whether river, tank, or stepwell, symbolizing purification, continuity, and life itself. Yet in many Indian cities, including Pune, this sacred linkage has weakened, leaving rivers neglected, degraded, and disconnected from the cultural and spiritual practices they once sustained. This study engages with that disconnection, viewing rivers not only as ecological systems but also as sacred and symbolic landscapes that shape identity and community. Across the world, cities have sought to weave rivers into their urban fabric, balancing economic vitality, ecological restoration, and civic life. In contrast, many Indian riverfronts still struggle to achieve such integration. Pune exemplifies this tension: the Mula and Mutha rivers, central to the city’s cultural memory and temple geography, have been reduced to polluted channels, strained by unregulated growth and urban sprawl. As a result, flooding, biodiversity loss, and the erosion of sacred riverfront traditions have become pressing urban concerns. This thesis examines Pune’s evolving relationship with its rivers and temples, critiquing existing planning frameworks that prioritize beautification over ecological resilience and overlook cultural continuity. It proposes an alternative approach that reimagines temple-waterfronts as spaces of convergence, where ecological systems, urban life, and spiritual traditions intersect. Central to this vision is a new pedestrian pilgrim path along the temple-lined ghats, linking shrines and sacred sites into a continuous sequence tied to water. By bringing together ecological integrity, architectural symbolism, and cultural continuity, the study positions Pune’s rivers and temples as living landscapes of encounter between land and water, sacred and civic, past and future.
DE MARTINO, PAOLO
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
10-dic-2025
2025/2026
L’uomo ha da sempre orientato la propria esistenza attraverso punti di riferimento sacri e costruiti, mentre i fiumi un tempo fondamenta degli insediamenti e delle civiltà sono stati progressivamente relegati ai margini della vita urbana. In India, tuttavia, i fiumi e i templi condividono da sempre una profonda simbiosi: ogni tempio è tradizionalmente concepito in relazione a un corpo d’acqua, che si tratti di un fiume, di una vasca o di un pozzo a gradini, simbolo di purificazione, continuità e vita stessa. Eppure, in molte città indiane, tra cui Pune, questo legame sacro si è indebolito, lasciando i fiumi trascurati, degradati e scollegati dalle pratiche culturali e spirituali che un tempo sostenevano. Questo studio affronta tale disconnessione, considerando i fiumi non solo come sistemi ecologici, ma anche come paesaggi sacri e simbolici che modellano l’identità e la comunità. In tutto il mondo, molte città hanno cercato di intrecciare i fiumi nel tessuto urbano, bilanciando vitalità economica, ripristino ecologico e vita civica. Al contrario, molti lungofiumi indiani faticano ancora a raggiungere tale integrazione. Pune rappresenta chiaramente questa tensione: i fiumi Mula e Mutha, centrali nella memoria culturale e nella geografia templare della città, sono oggi ridotti a canali inquinati, compromessi dalla crescita incontrollata e dall’espansione urbana. Di conseguenza, l’erosione delle tradizioni sacre legate ai fiumi, la perdita di biodiversità e il rischio di inondazioni sono diventati problemi urbani sempre più urgenti. Questa tesi analizza l’evoluzione del rapporto di Pune con i suoi fiumi e templi, criticando i modelli di pianificazione attuali che privilegiano l’abbellimento rispetto alla resilienza ecologica e trascurano la continuità culturale. Propone invece un approccio alternativo, che reinterpreta i lungofiumi templari come spazi di convergenza, in cui sistemi ecologici, vita urbana e tradizioni spirituali si incontrano. Al centro di questa visione vi è un nuovo percorso pedonale di pellegrinaggio lungo i ghat costellati di templi, che collega santuari e luoghi sacri in una sequenza continua legata all’acqua. Unendo integrità ecologica, simbolismo architettonico e continuità culturale, lo studio presenta i fiumi e i templi di Pune come paesaggi viventi di incontro tra terra e acqua, sacro e civico, passato e futuro.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/246485