Living means building relationships, designing spaces that welcome and restore meaning to community life. In contemporary cities, living has become a fragile territory, marked by economic inequality, precariousness, and urban loneliness. The home, once a universal right, has been transformed into a commodity, losing part of its social dimension. Yet it is precisely from this crisis that a new idea of community can emerge, capable of rebuilding the link between space, people, and the community. Social housing is a tool through which this balance can be rethought: a social device even before an architectural one, capable of restoring places of encounter, inclusion, and participation to the city. It is not just a matter of offering affordable housing, but of designing living ecosystems in which the home interacts with services, shared spaces, and neighborhood life, generating relationships and a sense of belonging. The thesis investigates the phenomenon of social housing as an expression of a new urban welfare, through a journey that intertwines history, legislation, and design. The analysis of European models and Italian experiences shows how the home can once again become community infrastructure and not just individual space. The Social Housing project in Assago stems from this vision: the repurposing of a disused commercial building becomes an opportunity to experiment with shared living, where architectural quality is intertwined with social quality. Common spaces, green areas, collaborative services, and places for socializing transform the building into a living organism, capable of regenerating the neighborhood and strengthening connections between people. Living together therefore means building a collective future, in which the architectural project becomes a gesture of care towards the community. Social housing is not just a housing model, but a way of rethinking the city: a process that mends, transforms, and restores dignity to shared living.

Abitare significa costruire relazioni, disegnare spazi che accolgono e restituiscono senso alla vita collettiva. Nelle città contemporanee, l’abitare è divenuto un territorio fragile, attraversato da disuguaglianze economiche, precarietà e solitudini urbane. La casa, da diritto universale, si è trasformata in merce, perdendo parte della sua dimensione sociale. Eppure, è proprio da questa crisi che può nascere una nuova idea di comunità, capace di ricomporre il legame tra spazio, persona e collettività. Il social housing rappresenta uno strumento attraverso cui questo equilibrio può essere ripensato: un dispositivo sociale prima ancora che architettonico, in grado di restituire alla città luoghi di incontro, inclusione e partecipazione. Non si tratta solo di offrire alloggi accessibili, ma di progettare ecosistemi abitativi in cui la casa dialoga con i servizi, gli spazi condivisi e la vita del quartiere, generando relazioni e senso di appartenenza. La tesi indaga il fenomeno dell’housing sociale come espressione di un nuovo welfare urbano, attraverso un percorso che intreccia storia, normativa e progetto. L’analisi dei modelli europei e delle esperienze italiane mostra come la casa possa tornare a essere infrastruttura di comunità e non solo spazio individuale. Il progetto di Social Housing ad Assago nasce da questa visione: la rifunzionalizzazione di un edificio terziario dismesso diventa occasione per sperimentare un abitare condiviso, dove la qualità architettonica si intreccia con quella sociale. Gli spazi comuni, le aree verdi, i servizi collaborativi e i luoghi di relazione trasformano l’edificio in un organismo vivo, capace di rigenerare il quartiere e rafforzare le connessioni tra le persone. Abitare insieme significa dunque costruire un futuro collettivo, in cui il progetto architettonico diventa gesto di cura verso la comunità. Il social housing non è solo un modello abitativo, ma un modo di ripensare la città: un processo che ricuce, trasforma e restituisce dignità al vivere condiviso.

Intra : abitare sociale e spazi di relazione: un progetto per la comunità di Assago

Mirarchi, Maria Alessandra
2024/2025

Abstract

Living means building relationships, designing spaces that welcome and restore meaning to community life. In contemporary cities, living has become a fragile territory, marked by economic inequality, precariousness, and urban loneliness. The home, once a universal right, has been transformed into a commodity, losing part of its social dimension. Yet it is precisely from this crisis that a new idea of community can emerge, capable of rebuilding the link between space, people, and the community. Social housing is a tool through which this balance can be rethought: a social device even before an architectural one, capable of restoring places of encounter, inclusion, and participation to the city. It is not just a matter of offering affordable housing, but of designing living ecosystems in which the home interacts with services, shared spaces, and neighborhood life, generating relationships and a sense of belonging. The thesis investigates the phenomenon of social housing as an expression of a new urban welfare, through a journey that intertwines history, legislation, and design. The analysis of European models and Italian experiences shows how the home can once again become community infrastructure and not just individual space. The Social Housing project in Assago stems from this vision: the repurposing of a disused commercial building becomes an opportunity to experiment with shared living, where architectural quality is intertwined with social quality. Common spaces, green areas, collaborative services, and places for socializing transform the building into a living organism, capable of regenerating the neighborhood and strengthening connections between people. Living together therefore means building a collective future, in which the architectural project becomes a gesture of care towards the community. Social housing is not just a housing model, but a way of rethinking the city: a process that mends, transforms, and restores dignity to shared living.
ARC III - Scuola del Design
10-dic-2025
2024/2025
Abitare significa costruire relazioni, disegnare spazi che accolgono e restituiscono senso alla vita collettiva. Nelle città contemporanee, l’abitare è divenuto un territorio fragile, attraversato da disuguaglianze economiche, precarietà e solitudini urbane. La casa, da diritto universale, si è trasformata in merce, perdendo parte della sua dimensione sociale. Eppure, è proprio da questa crisi che può nascere una nuova idea di comunità, capace di ricomporre il legame tra spazio, persona e collettività. Il social housing rappresenta uno strumento attraverso cui questo equilibrio può essere ripensato: un dispositivo sociale prima ancora che architettonico, in grado di restituire alla città luoghi di incontro, inclusione e partecipazione. Non si tratta solo di offrire alloggi accessibili, ma di progettare ecosistemi abitativi in cui la casa dialoga con i servizi, gli spazi condivisi e la vita del quartiere, generando relazioni e senso di appartenenza. La tesi indaga il fenomeno dell’housing sociale come espressione di un nuovo welfare urbano, attraverso un percorso che intreccia storia, normativa e progetto. L’analisi dei modelli europei e delle esperienze italiane mostra come la casa possa tornare a essere infrastruttura di comunità e non solo spazio individuale. Il progetto di Social Housing ad Assago nasce da questa visione: la rifunzionalizzazione di un edificio terziario dismesso diventa occasione per sperimentare un abitare condiviso, dove la qualità architettonica si intreccia con quella sociale. Gli spazi comuni, le aree verdi, i servizi collaborativi e i luoghi di relazione trasformano l’edificio in un organismo vivo, capace di rigenerare il quartiere e rafforzare le connessioni tra le persone. Abitare insieme significa dunque costruire un futuro collettivo, in cui il progetto architettonico diventa gesto di cura verso la comunità. Il social housing non è solo un modello abitativo, ma un modo di ripensare la città: un processo che ricuce, trasforma e restituisce dignità al vivere condiviso.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/246586