Design, as a cultural and political discipline, actively participates in the reproduction and the contestation of the heteronormative structures that shape social imaginaries and material culture. The intersection of design, power, and identity reveals how the supposed neutrality of design conceals a central role in the construction and maintenance of normative systems, in which bodies, desires, and subjectivities are regulated and made intelligible according to binary and hierarchical logics. A theoretical framework structured in three chapters interweaves queer theory, gender studies, and design futures methodologies, analyzing heteronormativity as a social, cultural, and epistemic paradigm to demonstrate how normativity devices influence design languages and practices. The investigation of design as a disciplinary field highlights its historical complicity with the production of gendered artifacts and narratives, while the exploration of the concept of community, reinterpreted through a queer perspective, transforms it into an alternative model of relationship and co-creation, grounded in affectivity, fluidity, and collectivity. The concept of queering design is interpreted as a critical lens and transformative methodology: a tool for rethinking the discipline beyond the constraints of heteronormativity. Through speculative practices and design futures tools, four alternative scenarios are imagined that project possible evolutions of design up to 2050, revealing the political, cultural, and ethical implications of this process. Queering design is ultimately interpreted as a radical dismantling of normative logics and a redefinition of the project as a communitarian, supportive, and inclusive practice; not a style, but a transformative act capable of reinventing the values, methods, and futures of the discipline.

Il design, in quanto disciplina culturale e politica, partecipa attivamente alla riproduzione e, al tempo stesso, alla contestazione delle strutture eteronormative che modellano gli immaginari sociali e la cultura materiale. L’intersezione tra design, potere e identità rivela come la presunta neutralità del progetto nasconda un ruolo centrale nella costruzione e nel mantenimento dei sistemi normativi, nei quali i corpi, i desideri e le soggettività vengono regolati e resi intelligibili secondo logiche binarie e gerarchiche. Un quadro teorico articolato in tre capitoli intreccia teoria queer, studi di genere e metodologie di design futures, in cui l’eteronormatività viene analizzata come paradigma sociale, culturale ed epistemico, per mostrare come i dispositivi di normatività influenzino linguaggi e pratiche progettuali. L’indagine sul design come campo disciplinare mette in luce la sua storica complicità con la produzione di artefatti e narrazioni di genere, mentre l’esplorazione del concetto di comunità, riletta attraverso la prospettiva queer, lo trasforma in un modello alternativo di relazione e co-creazione, fondato su affettività, fluidità e collettività. Il concetto di queering design viene interpretato come lente critica e metodologia trasformativa: uno strumento per ripensare la disciplina oltre i vincoli dell’eteronorma. Attraverso pratiche speculative e strumenti di design futures, vengono immaginati quattro scenari alternativi che proiettano possibili evoluzioni del design fino al 2050, rivelando le implicazioni politiche, culturali ed etiche di tale processo. Rendere il design queer viene in conclusione interpretato come uno smantellamento radicale delle logiche normative e una ridefinizione del progetto come pratica comunitaria, solidale e inclusiva; non uno stile, ma un atto trasformativo capace di reinventare i valori, i metodi e i futuri della disciplina.

Queered futures: speculative scenarios for deconstructing heteronormative design

Tosello, Nicolò
2024/2025

Abstract

Design, as a cultural and political discipline, actively participates in the reproduction and the contestation of the heteronormative structures that shape social imaginaries and material culture. The intersection of design, power, and identity reveals how the supposed neutrality of design conceals a central role in the construction and maintenance of normative systems, in which bodies, desires, and subjectivities are regulated and made intelligible according to binary and hierarchical logics. A theoretical framework structured in three chapters interweaves queer theory, gender studies, and design futures methodologies, analyzing heteronormativity as a social, cultural, and epistemic paradigm to demonstrate how normativity devices influence design languages and practices. The investigation of design as a disciplinary field highlights its historical complicity with the production of gendered artifacts and narratives, while the exploration of the concept of community, reinterpreted through a queer perspective, transforms it into an alternative model of relationship and co-creation, grounded in affectivity, fluidity, and collectivity. The concept of queering design is interpreted as a critical lens and transformative methodology: a tool for rethinking the discipline beyond the constraints of heteronormativity. Through speculative practices and design futures tools, four alternative scenarios are imagined that project possible evolutions of design up to 2050, revealing the political, cultural, and ethical implications of this process. Queering design is ultimately interpreted as a radical dismantling of normative logics and a redefinition of the project as a communitarian, supportive, and inclusive practice; not a style, but a transformative act capable of reinventing the values, methods, and futures of the discipline.
RODRIGUEZ SCHON, VICTORIA
ARC III - Scuola del Design
10-dic-2025
2024/2025
Il design, in quanto disciplina culturale e politica, partecipa attivamente alla riproduzione e, al tempo stesso, alla contestazione delle strutture eteronormative che modellano gli immaginari sociali e la cultura materiale. L’intersezione tra design, potere e identità rivela come la presunta neutralità del progetto nasconda un ruolo centrale nella costruzione e nel mantenimento dei sistemi normativi, nei quali i corpi, i desideri e le soggettività vengono regolati e resi intelligibili secondo logiche binarie e gerarchiche. Un quadro teorico articolato in tre capitoli intreccia teoria queer, studi di genere e metodologie di design futures, in cui l’eteronormatività viene analizzata come paradigma sociale, culturale ed epistemico, per mostrare come i dispositivi di normatività influenzino linguaggi e pratiche progettuali. L’indagine sul design come campo disciplinare mette in luce la sua storica complicità con la produzione di artefatti e narrazioni di genere, mentre l’esplorazione del concetto di comunità, riletta attraverso la prospettiva queer, lo trasforma in un modello alternativo di relazione e co-creazione, fondato su affettività, fluidità e collettività. Il concetto di queering design viene interpretato come lente critica e metodologia trasformativa: uno strumento per ripensare la disciplina oltre i vincoli dell’eteronorma. Attraverso pratiche speculative e strumenti di design futures, vengono immaginati quattro scenari alternativi che proiettano possibili evoluzioni del design fino al 2050, rivelando le implicazioni politiche, culturali ed etiche di tale processo. Rendere il design queer viene in conclusione interpretato come uno smantellamento radicale delle logiche normative e una ridefinizione del progetto come pratica comunitaria, solidale e inclusiva; non uno stile, ma un atto trasformativo capace di reinventare i valori, i metodi e i futuri della disciplina.
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