The Adriatic Sea, a sea within a sea, has always served as a corridor of connections and exchanges. It acts as a natural element that links the European and Eastern shores, fostering commercial, cultural, and political interactions. Within this dynamic context, Ancona builds and maintains a broad Mediterranean network of relations, while the Adriatic shapes and defines its deepest identity. Since its origins, the city has grown in symbiosis with the sea, making the port the driving force of its economy, power, and urban image. The Ancient Port perfectly adapts to the site’s morphology, using the promontory’s natural form as a strategic resource. Over the centuries, however, the city has transformed this balance, turning the port from a natural landing place into a “constructed sea”, an artificial infrastructure that meets economic and commercial needs. These transformations have redrawn the coastal landscape and created a new boundary between the city and the port. By separating urban and port planning, the city has deepened this fracture and altered its historical relationship with the sea. Today, the port drives the local economy and supports the entire Adriatic system, but its growing distance from the city raises questions about their future connection. Ancona now faces the challenge of reimagining its waterfront to restore continuity and permeability between the urban fabric and the port environment. The project proposes a filtering line that follows the tension between the two ends of the port arc and establishes new points of contact between city and port. It also defines design invariants that guide future transformations. By developing scenarios, the project manages uncertainty, explores alternatives, and builds a flexible, adaptive framework for territorial evolution. Through this approach, Ancona reclaims its identity as a city intrinsically bounded to the sea, its most essential and defining element.

Il Mar Adriatico, un mare dentro un altro mare, è da sempre un corridoio di connessioni: un luogo di scambio che mette in dialogo la sponda europea e quella orientale, favorendo intrecci commerciali, culturali e politici. All’interno di questo scenario, Ancona trova nel Mediterraneo una rete di relazioni più ampia, ma è proprio nell’Adriatico che costruisce la propria identità più profonda. Fin dalle origini, la città si è sviluppata in simbiosi con il mare, facendo del porto il fulcro della sua economia, del suo potere e della sua immagine urbana. La configurazione del Porto Antico si adattava perfettamente alla morfologia del luogo, sfruttando la conformazione naturale del promontorio come una risorsa strategica. Con il passare dei secoli, tuttavia, questo equilibrio si è trasformato: il porto è passato da approdo naturale a “mare costruito”, un’infrastruttura artificiale modellata sulle sue esigenze economiche e commerciali, ridisegnando il paesaggio costiero e definendone una linea tra città e porto. Questa frattura, acuita da un modello di sviluppo che ha distinto i piani urbanistici della città da quelli del porto, ha inciso profondamente sulla relazione storica tra Ancona e il suo mare. Oggi il porto continua a rappresentare un nodo vitale per l’economia locale e per l’intero sistema adriatico, ma la distanza crescente tra esso e la città solleva interrogativi sul futuro del loro rapporto. La sfida contemporanea per Ancona è dunque quella di riscoprire e ripensare il proprio waterfront, restituendo continuità e permeabilità tra il tessuto urbano e l’ambiente portuale. Il progetto propone lo sviluppo di una filtering line, che ricalca la linea di tensione tra i due estremi dell’arco portuale e individua nuovi punti di contatto tra città e porto, insieme alla definizione di invarianti progettuali capaci di orientare le trasformazioni future. Lavorare per scenari consente di gestire l’incertezza, esplorare alternative e rendere il progetto più flessibile e consapevole rispetto all’evoluzione del territorio. In questo modo, Ancona può tornare a essere una città che vive realmente il mare, il suo elemento primario e identitario.

Dalla città portuale alla città-porto: un progetto per il Waterfront di Ancona

Barbolini, Sara Matilde;Branca, Chiara;Brielli, Camilla
2024/2025

Abstract

The Adriatic Sea, a sea within a sea, has always served as a corridor of connections and exchanges. It acts as a natural element that links the European and Eastern shores, fostering commercial, cultural, and political interactions. Within this dynamic context, Ancona builds and maintains a broad Mediterranean network of relations, while the Adriatic shapes and defines its deepest identity. Since its origins, the city has grown in symbiosis with the sea, making the port the driving force of its economy, power, and urban image. The Ancient Port perfectly adapts to the site’s morphology, using the promontory’s natural form as a strategic resource. Over the centuries, however, the city has transformed this balance, turning the port from a natural landing place into a “constructed sea”, an artificial infrastructure that meets economic and commercial needs. These transformations have redrawn the coastal landscape and created a new boundary between the city and the port. By separating urban and port planning, the city has deepened this fracture and altered its historical relationship with the sea. Today, the port drives the local economy and supports the entire Adriatic system, but its growing distance from the city raises questions about their future connection. Ancona now faces the challenge of reimagining its waterfront to restore continuity and permeability between the urban fabric and the port environment. The project proposes a filtering line that follows the tension between the two ends of the port arc and establishes new points of contact between city and port. It also defines design invariants that guide future transformations. By developing scenarios, the project manages uncertainty, explores alternatives, and builds a flexible, adaptive framework for territorial evolution. Through this approach, Ancona reclaims its identity as a city intrinsically bounded to the sea, its most essential and defining element.
FONTANELLA, ELENA
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
10-dic-2025
2024/2025
Il Mar Adriatico, un mare dentro un altro mare, è da sempre un corridoio di connessioni: un luogo di scambio che mette in dialogo la sponda europea e quella orientale, favorendo intrecci commerciali, culturali e politici. All’interno di questo scenario, Ancona trova nel Mediterraneo una rete di relazioni più ampia, ma è proprio nell’Adriatico che costruisce la propria identità più profonda. Fin dalle origini, la città si è sviluppata in simbiosi con il mare, facendo del porto il fulcro della sua economia, del suo potere e della sua immagine urbana. La configurazione del Porto Antico si adattava perfettamente alla morfologia del luogo, sfruttando la conformazione naturale del promontorio come una risorsa strategica. Con il passare dei secoli, tuttavia, questo equilibrio si è trasformato: il porto è passato da approdo naturale a “mare costruito”, un’infrastruttura artificiale modellata sulle sue esigenze economiche e commerciali, ridisegnando il paesaggio costiero e definendone una linea tra città e porto. Questa frattura, acuita da un modello di sviluppo che ha distinto i piani urbanistici della città da quelli del porto, ha inciso profondamente sulla relazione storica tra Ancona e il suo mare. Oggi il porto continua a rappresentare un nodo vitale per l’economia locale e per l’intero sistema adriatico, ma la distanza crescente tra esso e la città solleva interrogativi sul futuro del loro rapporto. La sfida contemporanea per Ancona è dunque quella di riscoprire e ripensare il proprio waterfront, restituendo continuità e permeabilità tra il tessuto urbano e l’ambiente portuale. Il progetto propone lo sviluppo di una filtering line, che ricalca la linea di tensione tra i due estremi dell’arco portuale e individua nuovi punti di contatto tra città e porto, insieme alla definizione di invarianti progettuali capaci di orientare le trasformazioni future. Lavorare per scenari consente di gestire l’incertezza, esplorare alternative e rendere il progetto più flessibile e consapevole rispetto all’evoluzione del territorio. In questo modo, Ancona può tornare a essere una città che vive realmente il mare, il suo elemento primario e identitario.
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