This thesis investigates how digital platforms are reshaping the dynamics between people, space, and governance in China’s urban–rural transformation. Centered on the town of Shaxi, Yunnan Province, the research explores how bidirectional mobility—rural-to-urban migrant workers and urban-to-rural digital nomads—is mediated through platform systems that match people with underused spaces. It introduces the Platform–Nomad–Space framework to conceptualize this interaction, integrating spatial, technological, and social dimensions of digital urbanism. Drawing on multi-source data from 2015, 2020, and 2025, including POI datasets, GIS spatial analysis, and field interviews, the study constructs nine localized indicators—Digital Infrastructure (DI), Platform Density (PDI), Social Connectivity (SCI), Entrepreneurial Share (ES), Type Diversity (TD), Local Reconnection (LRI), Public Service Accessibility (PSA), Spatial Proximity (SPI), and Reuse Intention (RUI)—to examine how digital infrastructure, platform activity, and local participation interact in shaping spatial reuse. The empirical results reveal that while platforms significantly enhance spatial revitalization and service accessibility, they also produce uneven effects across village hierarchies. Platform activation is most effective where public services and spatial proximity exceed threshold levels, exposing a spatial threshold effect; meanwhile, the influx of mobile workers dilutes local participation rates, indicating a denominator effect in platform economies. Through comparative analysis with European cases such as Barcelona and Amsterdam, the thesis identifies key institutional contrasts: China’s state-integrated and efficiency-driven model differs from Europe’s rights-based, participatory approach. Yet both systems face shared challenges of data governance, labor precarity, and spatial equity. The findings suggest that sustainable digital urban–rural development requires a shift from platform-driven optimization toward collaborative digital governance, where public institutions, private platforms, and local communities co-manage data, rights, and spatial resources. Ultimately, this research contributes a theoretical and methodological framework for understanding how digitalization and platformization are restructuring spatial relations in post-growth urban systems. It offers insights for planners and policymakers seeking to balance technological innovation with inclusivity and territorial cohesion in the era of networked governance.

Questa tesi indaga come le piattaforme digitali stiano rimodellando le dinamiche tra persone, spazio e governance nella trasformazione urbano–rurale della Cina. Concentrandosi sulla città di Shaxi, nella provincia dello Yunnan, la ricerca esplora come la mobilità bidirezionale — i lavoratori migranti dalle aree rurali verso le città e i nomadi digitali dalle città verso le campagne — venga mediata da sistemi di piattaforma che mettono in relazione le persone con spazi sottoutilizzati. Viene introdotto il modello Platform–Nomad–Space, che concettualizza questa interazione integrando le dimensioni spaziali, tecnologiche e sociali dell’urbanesimo digitale. Basandosi su dati multisorgente del 2015, 2020 e 2025, inclusi dataset di Punti di Interesse (POI), analisi spaziale GIS e interviste sul campo, lo studio costruisce nove indicatori localizzati — Infrastruttura Digitale (DI), Densità della Piattaforma (PDI), Connettività Sociale (SCI), Quota Imprenditoriale (ES), Diversità Tipologica (TD), Riconnessione Locale (LRI), Accessibilità ai Servizi Pubblici (PSA), Prossimità Spaziale (SPI) e Intenzione di Riutilizzo (RUI) — per esaminare come infrastrutture digitali, attività delle piattaforme e partecipazione locale interagiscano nel plasmare il riuso spaziale. I risultati empirici mostrano che, sebbene le piattaforme migliorino in modo significativo la rivitalizzazione spaziale e l’accessibilità ai servizi, esse producono anche effetti disomogenei tra le gerarchie dei villaggi. L’attivazione delle piattaforme risulta più efficace laddove i servizi pubblici e la prossimità spaziale superano determinate soglie, rivelando un effetto di soglia spaziale; nel frattempo, l’afflusso di lavoratori mobili riduce i tassi di partecipazione locale, evidenziando un effetto denominatore tipico delle economie di piattaforma. Attraverso un’analisi comparativa con casi europei come Barcellona e Amsterdam, la tesi identifica principali contrasti istituzionali: il modello cinese, integrato dallo Stato e orientato all’efficienza, si distingue da quello europeo, basato sui diritti e sulla partecipazione. Tuttavia, entrambi i sistemi affrontano sfide comuni riguardanti la governance dei dati, la precarietà lavorativa e l’equità spaziale. I risultati suggeriscono che uno sviluppo urbano–rurale digitale sostenibile richiede un passaggio dall’ottimizzazione guidata dalle piattaforme a una governance digitale collaborativa, in cui istituzioni pubbliche, piattaforme private e comunità locali co-gestiscano dati, diritti e risorse spaziali. In definitiva, questa ricerca contribuisce a un quadro teorico e metodologico per comprendere come digitalizzazione e piattaformizzazione stiano ristrutturando le relazioni spaziali nei sistemi urbani post-crescita. Offre spunti per pianificatori e decisori politici che mirano a bilanciare innovazione tecnologica, inclusività e coesione territoriale nell’era della governance in rete.

Digital platformization and the bidirectional restructuring of urban-rural space in China: a platform-nomad-space perspective

XU, HAOYUAN
2024/2025

Abstract

This thesis investigates how digital platforms are reshaping the dynamics between people, space, and governance in China’s urban–rural transformation. Centered on the town of Shaxi, Yunnan Province, the research explores how bidirectional mobility—rural-to-urban migrant workers and urban-to-rural digital nomads—is mediated through platform systems that match people with underused spaces. It introduces the Platform–Nomad–Space framework to conceptualize this interaction, integrating spatial, technological, and social dimensions of digital urbanism. Drawing on multi-source data from 2015, 2020, and 2025, including POI datasets, GIS spatial analysis, and field interviews, the study constructs nine localized indicators—Digital Infrastructure (DI), Platform Density (PDI), Social Connectivity (SCI), Entrepreneurial Share (ES), Type Diversity (TD), Local Reconnection (LRI), Public Service Accessibility (PSA), Spatial Proximity (SPI), and Reuse Intention (RUI)—to examine how digital infrastructure, platform activity, and local participation interact in shaping spatial reuse. The empirical results reveal that while platforms significantly enhance spatial revitalization and service accessibility, they also produce uneven effects across village hierarchies. Platform activation is most effective where public services and spatial proximity exceed threshold levels, exposing a spatial threshold effect; meanwhile, the influx of mobile workers dilutes local participation rates, indicating a denominator effect in platform economies. Through comparative analysis with European cases such as Barcelona and Amsterdam, the thesis identifies key institutional contrasts: China’s state-integrated and efficiency-driven model differs from Europe’s rights-based, participatory approach. Yet both systems face shared challenges of data governance, labor precarity, and spatial equity. The findings suggest that sustainable digital urban–rural development requires a shift from platform-driven optimization toward collaborative digital governance, where public institutions, private platforms, and local communities co-manage data, rights, and spatial resources. Ultimately, this research contributes a theoretical and methodological framework for understanding how digitalization and platformization are restructuring spatial relations in post-growth urban systems. It offers insights for planners and policymakers seeking to balance technological innovation with inclusivity and territorial cohesion in the era of networked governance.
ARC I - Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
10-dic-2025
2024/2025
Questa tesi indaga come le piattaforme digitali stiano rimodellando le dinamiche tra persone, spazio e governance nella trasformazione urbano–rurale della Cina. Concentrandosi sulla città di Shaxi, nella provincia dello Yunnan, la ricerca esplora come la mobilità bidirezionale — i lavoratori migranti dalle aree rurali verso le città e i nomadi digitali dalle città verso le campagne — venga mediata da sistemi di piattaforma che mettono in relazione le persone con spazi sottoutilizzati. Viene introdotto il modello Platform–Nomad–Space, che concettualizza questa interazione integrando le dimensioni spaziali, tecnologiche e sociali dell’urbanesimo digitale. Basandosi su dati multisorgente del 2015, 2020 e 2025, inclusi dataset di Punti di Interesse (POI), analisi spaziale GIS e interviste sul campo, lo studio costruisce nove indicatori localizzati — Infrastruttura Digitale (DI), Densità della Piattaforma (PDI), Connettività Sociale (SCI), Quota Imprenditoriale (ES), Diversità Tipologica (TD), Riconnessione Locale (LRI), Accessibilità ai Servizi Pubblici (PSA), Prossimità Spaziale (SPI) e Intenzione di Riutilizzo (RUI) — per esaminare come infrastrutture digitali, attività delle piattaforme e partecipazione locale interagiscano nel plasmare il riuso spaziale. I risultati empirici mostrano che, sebbene le piattaforme migliorino in modo significativo la rivitalizzazione spaziale e l’accessibilità ai servizi, esse producono anche effetti disomogenei tra le gerarchie dei villaggi. L’attivazione delle piattaforme risulta più efficace laddove i servizi pubblici e la prossimità spaziale superano determinate soglie, rivelando un effetto di soglia spaziale; nel frattempo, l’afflusso di lavoratori mobili riduce i tassi di partecipazione locale, evidenziando un effetto denominatore tipico delle economie di piattaforma. Attraverso un’analisi comparativa con casi europei come Barcellona e Amsterdam, la tesi identifica principali contrasti istituzionali: il modello cinese, integrato dallo Stato e orientato all’efficienza, si distingue da quello europeo, basato sui diritti e sulla partecipazione. Tuttavia, entrambi i sistemi affrontano sfide comuni riguardanti la governance dei dati, la precarietà lavorativa e l’equità spaziale. I risultati suggeriscono che uno sviluppo urbano–rurale digitale sostenibile richiede un passaggio dall’ottimizzazione guidata dalle piattaforme a una governance digitale collaborativa, in cui istituzioni pubbliche, piattaforme private e comunità locali co-gestiscano dati, diritti e risorse spaziali. In definitiva, questa ricerca contribuisce a un quadro teorico e metodologico per comprendere come digitalizzazione e piattaformizzazione stiano ristrutturando le relazioni spaziali nei sistemi urbani post-crescita. Offre spunti per pianificatori e decisori politici che mirano a bilanciare innovazione tecnologica, inclusività e coesione territoriale nell’era della governance in rete.
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