This dissertation examines hybrid and informal forms of industrial design in peripheral contexts, understood as the integration of material culture into marginal manufacturing practices that produce everyday objects and processes. It challenges Eurocentric frameworks by demonstrating that industrial design exists and evolves outside industrialized settings, shaped by context-specific drivers rather than linear models of technological progress. The study draws on examples from Kenya (Jua Kali), Brazil (Gambiarra), India (Jugaad), and New Zealand (Maoriana), showing how design emerges in settings where it is often overlooked or unrecognized. Lebanon serves as the primary case study through the development of the Lebanese Industrial Design through Informal Manufacturing Archive, which documents key informal and vernacular production processes—Weaving and Embroidery, Carpentry and Wickerwork, Pottery (Fakhar), Glassblowing, and Metalwork and Silversmithing. The archive preserves technical knowledge, traces material culture, and highlights the adaptive intelligence of these practices. Its purpose is to build a foundational resource for Lebanese industrial design, supporting its documentation, preservation, and future development while situating it within a broader understanding of peripheral design practices globally. By combining literature review, cross-contextual analysis, and archival documentation, the dissertation reframes peripheral manufacturing as a culturally grounded and innovative form of industrial design. It demonstrates the importance of recognizing, recording, and valuing informal making as a means to sustain heritage, inform practice, and expand the discourse on industrial design beyond industrialized and Eurocentric contexts.

Questa tesi esamina forme ibride e informali di design industriale in contesti periferici, intese come l'integrazione della cultura materiale in pratiche manifatturiere marginali che producono oggetti e processi di uso quotidiano. Sfida i quadri teorici eurocentrici dimostrando che il design industriale esiste e si evolve al di fuori dei contesti industrializzati, plasmato da fattori specifici del contesto piuttosto che da modelli lineari di progresso tecnologico. Lo studio si basa su esempi provenienti da Kenya (Jua Kali), Brasile (Gambiarra), India (Jugaad) e Nuova Zelanda (Maoriana), mostrando come il design emerga in contesti in cui è spesso trascurato o non riconosciuto. Il Libano funge da caso di studio principale attraverso lo sviluppo del Lebanese Industrial Design through Informal Manufacturing Archive, che documenta i principali processi produttivi informali e vernacolari: tessitura e ricamo, falegnameria e lavorazione del vimini, ceramica (Fakhar), soffiatura del vetro, lavorazione dei metalli e argenteria. L'archivio preserva la conoscenza tecnica, traccia la cultura materiale e mette in luce l'intelligenza adattiva di queste pratiche. Il suo scopo è quello di costruire una risorsa fondamentale per il design industriale libanese, supportandone la documentazione, la conservazione e lo sviluppo futuro, collocandolo al contempo in una più ampia comprensione delle pratiche di design periferico a livello globale. Combinando la revisione della letteratura, l'analisi intercontestuale e la documentazione d'archivio, la tesi riformula la produzione periferica come una forma di design industriale innovativa e culturalmente fondata. Dimostra l'importanza di riconoscere, registrare e valorizzare la produzione informale come mezzo per sostenere il patrimonio, informare la pratica ed espandere il discorso sul design industriale oltre i contesti industrializzati ed eurocentrici.

Industrial design from/for the periphery: reconceptualizing informal, marginal, and vernacular manufacturing as culturally embedded industrial design

Shaar, Perla
2025/2026

Abstract

This dissertation examines hybrid and informal forms of industrial design in peripheral contexts, understood as the integration of material culture into marginal manufacturing practices that produce everyday objects and processes. It challenges Eurocentric frameworks by demonstrating that industrial design exists and evolves outside industrialized settings, shaped by context-specific drivers rather than linear models of technological progress. The study draws on examples from Kenya (Jua Kali), Brazil (Gambiarra), India (Jugaad), and New Zealand (Maoriana), showing how design emerges in settings where it is often overlooked or unrecognized. Lebanon serves as the primary case study through the development of the Lebanese Industrial Design through Informal Manufacturing Archive, which documents key informal and vernacular production processes—Weaving and Embroidery, Carpentry and Wickerwork, Pottery (Fakhar), Glassblowing, and Metalwork and Silversmithing. The archive preserves technical knowledge, traces material culture, and highlights the adaptive intelligence of these practices. Its purpose is to build a foundational resource for Lebanese industrial design, supporting its documentation, preservation, and future development while situating it within a broader understanding of peripheral design practices globally. By combining literature review, cross-contextual analysis, and archival documentation, the dissertation reframes peripheral manufacturing as a culturally grounded and innovative form of industrial design. It demonstrates the importance of recognizing, recording, and valuing informal making as a means to sustain heritage, inform practice, and expand the discourse on industrial design beyond industrialized and Eurocentric contexts.
LABRADOR, MARTINA MARIA LABARTA
ARC III - Scuola del Design
10-dic-2025
2025/2026
Questa tesi esamina forme ibride e informali di design industriale in contesti periferici, intese come l'integrazione della cultura materiale in pratiche manifatturiere marginali che producono oggetti e processi di uso quotidiano. Sfida i quadri teorici eurocentrici dimostrando che il design industriale esiste e si evolve al di fuori dei contesti industrializzati, plasmato da fattori specifici del contesto piuttosto che da modelli lineari di progresso tecnologico. Lo studio si basa su esempi provenienti da Kenya (Jua Kali), Brasile (Gambiarra), India (Jugaad) e Nuova Zelanda (Maoriana), mostrando come il design emerga in contesti in cui è spesso trascurato o non riconosciuto. Il Libano funge da caso di studio principale attraverso lo sviluppo del Lebanese Industrial Design through Informal Manufacturing Archive, che documenta i principali processi produttivi informali e vernacolari: tessitura e ricamo, falegnameria e lavorazione del vimini, ceramica (Fakhar), soffiatura del vetro, lavorazione dei metalli e argenteria. L'archivio preserva la conoscenza tecnica, traccia la cultura materiale e mette in luce l'intelligenza adattiva di queste pratiche. Il suo scopo è quello di costruire una risorsa fondamentale per il design industriale libanese, supportandone la documentazione, la conservazione e lo sviluppo futuro, collocandolo al contempo in una più ampia comprensione delle pratiche di design periferico a livello globale. Combinando la revisione della letteratura, l'analisi intercontestuale e la documentazione d'archivio, la tesi riformula la produzione periferica come una forma di design industriale innovativa e culturalmente fondata. Dimostra l'importanza di riconoscere, registrare e valorizzare la produzione informale come mezzo per sostenere il patrimonio, informare la pratica ed espandere il discorso sul design industriale oltre i contesti industrializzati ed eurocentrici.
File allegati
File Dimensione Formato  
2025_12_Shaar_Perla_Thesis.pdf

accessibile in internet per tutti a partire dal 17/11/2028

Descrizione: Thesis Text
Dimensione 166.93 MB
Formato Adobe PDF
166.93 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri

I documenti in POLITesi sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10589/246713